lunedì 30 aprile 2012

Solidarietà alle vittime dell'intollernza religiosa in Nigeria e Kenya

Comunitando
www.livornoebraica.org
(a cura di Gadi Polacco)

La dichiarazione seguente, diramata oggi dal Rabbino Prof. Giuseppe Laras (nella foto), già Rabbino Capo di Livorno e Milano ed eminente figura dell'ebraismo italiano,fortemente impegnato anche nell'ambito del dialogo interreligioso,rappresenta mirabilmente il sentimento di chi, come il popolo ebraico, ben conosce purtroppo i frutti velenosi dell'intolleranza religiosa e del pregiudizio.
Gadi Polacco
www.livornoebraica.org



La notizia di uccisioni e violenze perpetrate ancora in questi giorni in Nigeria e in Kenya ai danni della Comunità Cristiane là residenti riempiono di angoscia, dolore e sdegno.
La vita umana continua ad essere considerata alla stregua di un non-valore e, in quanto tale, violentabile e sopprimibile a piacere.
Questi episodi, che si sommano ad altri, infiniti, nelle altre parti del mondo, ci debbono far riflettere e impegnare con sempre maggior consapevolezza a favore dei diritti della persona e della unicità, dignità e preziosità della vita umana, qualunque essa sia.
Eventuali argomentazioni di ordine religioso per "spiegare" tali violenze non possono che apparire blasfeme e profanatrici.
Esprimo i miei più profondi sentimenti di amicizia, vicinanza e partecipazione alle famiglie della vittime e alle Chiese ferite.

Rav Prof. Giuseppe Laras


Presidente del Tribunale Rabbinico del Centro-Nord Italia

Rabbino Capo di Ancona

domenica 29 aprile 2012

Auguri ad un livornese DOC,il Rabbino Emerito Elio Toaff, per i suoi 97 anni !

Compie 97 anni il 30 aprile il Rabbino Emerito Prof. Elio Toaff.
Livornese DOC non ha mai smesso di amare la propria città di origine con
la quale ha sempre curato, affettuosamente ricambiato, assidui rapporti.
Nella nostra città ottenne il titolo rabbinico iniziando quindi la sua
prestigiosa carriera ad Ancona, Venezia ed infine Roma, città nella
quale il proprio magistero si è espresso ai massimi livelli.
Festeggiato in questi giorni dalla famiglia, un gruppo di livornesi
organizzato da Silvia Ottolenghi Bedarida,Dani Polacco ed Alberto
Funaro,sarà a Roma domenica 6 maggio augurandosi di poter tra l'altro
salutare l'illustre concittadino al quale il Coro Ebraico livornese
"Ernesto Ventura", diretto dal Maestro Paolo Filidei, dedicherà un
omaggio musicale eccezionalmente ospitato presso la prestigiosa sede del
Museo Ebraico di Roma.
Da "Comunitando - www.livornoebraica.org" sinceri auguri al Rabbino
Elio Toaff.

Gadi Polacco

Nella foto : un giovane Elio Toaff (a destra,sulla "tevà",il pulpito,con
l'abito rabbinico), accanto a suo padre il Rabbino Prof. Alfredo S.Toaff
(z.l.),concelebra l'inaugurazione del nuovo Tempio di Livorno nel
settembre 1962 (ricorrendo quindi quest'anno il cinquantenario della
Sinagoga). Dietro,in abito rabbinico, il Rabbino Bruno Polacco (z.l.)
guida la fila dei Sefarim (i Rotoli della Legge),

mercoledì 25 aprile 2012

La Brigata Ebraica ricordata a Livorno

Foltissima la presenza di quanti (le fotografie non includono tutti i presenti) hanno voluto rispondere all'appello di partecipare,a Livorno, alle celebrazioni per la Liberazione ricordando il contributo dato dalla Brigata Ebraica per la ritrovata liberta' del paese.
Uno striscione intitolato a questa formazione che,inquadrata tra le truppe alleate, prese parte in Italia alla lotta al nazifascismo ha presenziato alla cerimonia ufficiale in piazza della Vittoria,sfilando poi con i gonfaloni presenti sino alla lapide che ricorda i partigiani.
Un grazie sincero a quanti hanno raccolto,cosi' numerosi,l'appello ad essere presenti.
Gadi Polacco

lunedì 23 aprile 2012

25 aprile : auguri Italia,auguri Israele! A Livorno il ricordo della Brigata Ebraica che combatte' per liberare l'Italia.

Il calendario unisce significativamente, in questo 25 aprile, Italia ed Israele, nel segno della liberta'.
Mentre celebreremo la Liberazione e ricorderemo quanti si sono sacrificati per darci la democrazia,Israele commemorera' i Caduti per l'indipendenza (1948) e la propria difesa per poi,giunto il tramonto ed in virtu' del calendario lunare,il 25 sera aprire i festeggiamenti per il 64mo anniversario della propria nascita.
Simbolo di questo collegamento la Brigata Ebraica che,nei ranghi delle forze alleate,combatte' in italia contribuendo alla sconfitta del nazifascismo e che costituisce parte importante delle radici di quello che,con la dichiarazione d'indipendenza,diverra' l'esercito di difesa nazionale israeliano.
Un segno di ricordo della Brigata Ebraica, i Caduti della quale riposano nel cimitero di Piangipane di Ravenna,sara' presente alle cerimonie livornesi,ad evidenziare in particolare questa comunanza, nella democrazia e nella liberta',tra Italia ed Israele.
Gadi Polacco
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mercoledì 4 aprile 2012

Pesach 5772 e Pasqua 2012 : due Pasque che procedono in parallelo

Il mondo ebraico si appresta a festeggiare la Pasqua Ebraica dell'anno 5772 (Pesach), evento durante il quale il concetto di libertà sarà al centro della solennità,nel ricordo dell'uscita degli ebrei dall'Egitto, finalmente liberi,per dirigersi verso la terra d'Israele.
Nelle due cene del  "Seder", ovvero "ordine" in quanto si segue un testo ben preciso, è richiesto a ciascuno di concentrarsi sulla vicenda che è al centro della festività,sino ad immedesimarsi talmente nell'atmosfera dell'evento da sentirsi come se egli stesso fosse uscito dall'Egitto.
Pesach avrà inizio al tramonto di venerdi 6 aprile e durerà 8 giorni (7 in Israele).
La solennità ebraica si incontrerà,scorrendo in parallelo, con la Pasqua cristiana e quindi a tutti coloro che saranno in festa vadano i più sinceri auguri di "Comunitando - www.livornoebraica.org"
Gadi Polacco

PESACH (dal sito dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane)

La festa delle azzime

Pesach, la pasqua, è la prima delle tre grandi ricorrenze liete della tradizione ebraica. La festa commemora la liberazione dalla schiavitù d'Egitto, evento che diede origine alla vita indipendente del popolo d'Israele e che fu il primo passo verso la promulgazione della Legge divina.
Inizia il 15 del mese ebraico di Nissàn, nella stagione nella quale, in terra d'Israele, maturano i primi cereali; segna quindi l'inizio del raccolto dei principali prodotti agricoli. è anche nota col nome Hag hamatzot, festa delle azzime. In terra d'Israele Pesach dura sette giorni dei quali il primo e l'ultimo di festa solenne, gli altri di mezza festa. Fuori d'Israele - nella Diaspora - la durata di Pesach è di otto giorni, dei quali i primi e gli ultimi due sono di festa solenne. In ricordo del fatto che quando furono liberati dalla schiavitù gli Ebrei lasciarono l'Egitto tanto in fretta da non avere il tempo di far lievitare il pane, per tutta la durata della ricorrenza è assolutamente vietato cibarsi di qualsiasi alimento lievitato o anche solo di possederlo. Si deve invece far uso di matzà, il pane azzimo, un pane non lievitato e scondito, che è anche un simbolo della durezza della schiavitù.
I giorni precedenti la festa di Pesach sono dedicati a una scrupolosa e radicale pulizia di ogni più riposto angolo della casa per eliminare anche i piccoli residui di sostanze lievitate. Usanza mutuata anche dalla lingua italiana nella quale ricorre spesso l'espressione "pulizie di Pasqua" - sinonimo anche delle "pulizie di primavera".
La prima sera viene celebrato il Seder, in ebraico "ordine", suggestiva cena nel corso della quale vengono rievocate e discusse secondo un ordine prestabilito le fasi dell'Esodo, rileggendo l'antico testo della Haggadah. Si consumano vino, azzime ed erba amara in ricordo dei dolori e delle gioie degli Ebrei liberati dalla schiavitù. Si inizia con l'invito ai bisognosi ad entrare e a partecipare alla cena e si prosegue con le tradizionali domande rivolte al padre di famiglia dal più piccolo dei commensali; la prima di queste è volta a sapere "in che cosa si distingue questa notte dalle altre?". Tali quesiti consentono a tutti i presenti di spiegare, commentare, analizzare i significati dell'esodo e della miracolosa liberazione dall'Egitto, le implicazioni di ogni schiavitù e di ogni redenzione.
I simboli della festa, la scrupolosa pulizia che la precede, il pane azzimo vale a dire il "misero pane che i nostri padri mangiarono" - il Seder, la lettura della Haggadah, fanno sì che ben pochi bambini arrivino all'adolescenza senza conoscere la storia dell'uscita dell'Egitto e senza avvertire che questa è una parte essenziale della loro storia.
La matzà, il duro alimento che sostituisce il morbido e saporito pane di tutti i giorni, sta anche ad indicare il contrasto tra l'opulenza dell'antico Egitto, l'oppressore, e le miserie di chi, schiavo, si accinge a ritrovare appieno la propria identità.
Può anche ricordare che la libertà è un duro pane, così come l'eliminazione dei lieviti può rappresentare la necessità di liberarsi dalla corruzione della vita servile e anche dalle passioni che covano nell'intimo dell'animo umano.

Nella foto : una tipica azzima (Mazzà). Foto da www.moked.it