lunedì 29 gennaio 2018

CAPODANNO DEGLI ALBERI , da domani sera il mondo ebraico celebra TU BISHVAT 5778. Una lezione livornese del Rabbino Samuele Colombo,zl,a 150 anni dalla nascita


Capodanno degli alberi

Molte fra le ricorrenze ebraiche servono a ricordare i cicli naturali. Una festività particolare, totalmente dedicata agli alberi è il Capodanno degli alberi, Rosh Ha-Shanà Lailanot, conosciuta anche con la data ebraica in cui cade: Tu bi-Shevat, cioè quindici del mese di Shevat.

In ebraico ogni lettera ha anche un valore numerico e Tet e Vav che formano la parola "Tu" equivalgono numericamente a 15. Tu bi-Shevat cade in giorni in cui il clima è particolarmente freddo; in Israele, dove in genere il clima è meno freddo, questo giorno viene indicato come il giorno in cui cominciano a fiorire i mandorli, e si può cominciare a sperare in un prossimo arrivo della primavera.

Questa festa è menzionata nel Talmud, e dà adito a una delle innumerevoli dispute tra Maestri. Sulla data in cui festeggiare Tu bi-Shevat si confrontano le due grandi scuole dei due grandi Maestri: Shammai e Hillel. Secondo l'opinione del primo il Capodanno degli alberi doveva essere festeggiato il primo giorno del mese di Shevat, mentre nell'opinione di Hillel doveva essere festeggiata il 15. Come noto in questa e in molte altre controversie si segue l'opinione di Bet Hillel. Interessante sottolineare come i due punti di vista, comunque, siano specchio di una diversa e contrapposta concezione tra potenza e atto: la scuola di Shammai ritiene che vadano prese in considerazione le cose già in "potenza", mentre quella di Hillel considera solo ciò che è in "atto". Nello specifico il problema è se considerare già germoglio ciò che ancora non è visibile, ma esiste solo in potenza. Un po' come in certe culture si contano gli anni fino dal momento del concepimento e non da quello della nascita. Sempre a proposito di nascite ed alberi, nella tradizione ebraica quando nasce un bambino si usa piantare un albero. A tempo debito, i rami di quello stesso albero serviranno per costruire la chuppà, cioè il baldacchino nuziale.

In passato la ricorrenza serviva a determinare quali decime dovessero essere presentate al Santuario in un anno: i frutti maturati prima del 15 di Shevat si considerano appartenenti ad un anno, quelli maturati dopo questa data, si considerano appartenenti all'anno seguente. Inoltre questa festività serviva a stabilire quando erano trascorsi i primi tre anni di vita dell'albero, nel corso dei quali era proibito goderne i frutti.

Questa festività è molto amata dai bambini ed in Israele si vedono intere scolaresche armate di picconi in miniatura che eccitati mettono a dimora nella terra ciascuno il suo alberello. Ma si usa anche mangiare un frutto "nuovo" e si fa il Seder Tu Bi-Shevat, una sorta di pasto a base di frutta, durante il cui svolgimento, così come si fa nel più noto Seder di Pesach, si leggono brani della tradizione e si recitano particolari preghiere.

( dal sito www.ucei.it )



Link alla lezione del Rabbino Samuele Colombo,zl

http://ebraismolivornese.blogspot.it/2015/02/tu-bishvat-il-capodanno-degli-alberi.html

COMUNITANDO

www.livornoebraica.org

(a cura di Gadi Polacco )

domenica 28 gennaio 2018

Giorno della Memoria 2018 a Livorno : tra le grandi iniziative e quel gesto spontaneo di grande significato.

Si sono dovuti aprire anche dei palchi per accogliere il pubblico che ieri sera, al Teatro Goldoni di Livorno, ha seguito la diretta di Rai Radio 3 dedicata al Giorno della Memoria, condotta dal Direttore Martino Sinibaldi con tema "Senza ghetto.Storie tra libertà e persecuzione". L'iniziativa,organizzata da RAI,Comune di Livorno e Comunità Ebraica labronica ha visto interventi di testimonianza e di approfondimento storico, presente il Coro "Erneso Ventura", diretto dal Maestro Paolo Filidei , che ha proposto brani della tradizione ebraica livornese e legati alla Shoà.
Oggi convegno sulle "leggi della vergogna", ai Bottini dell'Olio, con relatori Maurizio Vernassa,storico, Valerio Di Porto (Consigliere Parlamentare autore del volune "Le leggi della vergogna", analisi delle cosiddette "leggi razziali") e Pier Luigi Orsi, ricercatore di storia all'Università di Pisa,autore di uno studio specifico sulla Comunità Ebraica di Livorno durante quel triste periodo ( ore 16.30 ).
Iniziative ufficiali,in Prefettura, lunedi 29 gennaio mattina e altre nei giorni a seguire.
Una foto, gesto spontaneo di qualche cittadino, conferisce un particolare significato a queste giornate dense di appuntamenti : delle rose lasciate anonimamente sulla porta centrale del Tempio di piazza Benamozegh, "piccolo" gesto di grande significato.


Foto : il Coro Ventura al Goldoni e le rose sulla porta del Tempio




martedì 23 gennaio 2018

GIORNO DELLA MEMORIA 2018 : TESTIMONIANZE E CORO VENTURA IL 27 GENNAIO AL GOLDONI,CON RAI RADIO 3, E INCONTRO SULLE "LEGGI RAZZIALI" IL 28 GENNAIO ALLA BIBLIOTECA DEI BOTTINI DELL'OLIO

"SENZA GHETTO – STORIE TRA LIBERTÀ E PERSECUZIONE"
RAI Radio3
, in occasione del Giorno della MemoriaSabato 27 gennaio,manderà in onda uno speciale condotto dal direttore Marino Sinibaldi, dalle 20.30 alle 22.30, in diretta dal Teatro Goldoni di Livorno.
 Verranno proposte testimonianze, riflessioni, letture e al Coro "Ernesto Ventura" ,della Comunità ebraica di Livorno, diretto dal M° Paolo Filidei, saranno affidati interventi musicali basati su canti commemorativi della Shoà e brani tipici della tradizione liturgica sefardita labronica. Proporranno le proprie testimonianze Aldo Liscia, Pierina Rossi, Edi Bueno e Gabriele Bedarida,  voce recitante quella dell'attore Enrico Martino. Il Teatro Goldoni informa che sarà possibile assistere alla serata , in formula auditorium, con ingresso libero fino ad esaurimento posti dalle ore 20,00. L'iniziativa è in collaborazione con il Comune di Livorno e la Comunità Ebraica.

Altro importante appuntamento domenica 28 gennaio, alle ore 16.30, organizzato dalla Comunità Ebraica di Livorno con la collaborazione del Comune di Livorno, ricorrendo gli 80 anni dall'emanazione delle cosiddette "leggi razziali": LE LEGGI DELLA VERGOGNA - A 80 anni dalle "leggi razziali" - Domenica 28 gennaio 2018 / 12 Shevat 5778, ore 16.30.


Presso la BIBLIOTECA – BOTTINI DELL'OLIO in PIAZZA DEL LUOGO PIO – QUARTIERE VENEZIA – LIVORNO interverranno:

VALERIO DI PORTO

Consigliere Parlamentare presso la Camera dei Deputati, autore del libro "Le leggi della vergogna. Norme contro gli ebrei in Italia e in Germania" ,(Ed. Le Monnier)

PIER LUIGI ORSI

Ricercatore universitario presso il Dipartimento di Storia moderna e contemporanea dell'Università di Pisa , autore del saggio   "La comunità ebraica di Livorno dal censimento del 1938 alla persecuzione, in AA.VV., Memoria familiare e identità. Ebrei di Livorno tra due censimenti (1841-1938), Livorno, Belforte, 1989 "

MAURIZIO VERNASSA

Docente di Storia delle relazioni internazionali presso l'Accademia Navale di Livorno, saggista



Foto : il Coro Ernesto Ventura e il frontespizio del libro "Le leggi della vergogna"


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sabato 13 gennaio 2018

E'scomparso Massimo Bedarida, già Presidente della Comunità Ebraica di Livorno.

Si sono svolti venerdi, prima dell'inizio del Sabato ebraico,i funerali del dottor Massimo Bedarida .
Nato nel 1922, imprenditore e professionista di rango, negli anni '80 rivesti' anche il ruolo di Presidente della Comunità Ebraica di Livorno.
Meritata è la grande stima che circonda la sua figura, professionale e privata.
Alla riservatezza di carattere che era, almeno in apparenza, tratto evidente del suo modo di fare, sempre improntato a grande signorilità, corrispondeva grande disponibilità e generosità nei confronti del prossimo , il tutto esercitato, in coerenza con lo spirito ebraico, senza clamore e protagonismo.
Alla famiglia sincere condoglianze : il suo ricordo sarà certamente di benedizione.

Comunitando



lunedì 11 dicembre 2017

DAL 12 DICEMBRE 2017 LA FESTA EBRAICA DI HANUCCHA'. DICEMBRE, MESE "INTERRELIGIOSO" : AUGURI AI VARI CREDENTI


ANCHE QUESTO DICEMBRE VEDRA' INCONTRARSI FESTIVITA' DI VARIE RELIGIONI : AUGURI QUINDI AI VARI FEDELI PER RISPETTIVE  RICORRENZE E BUONE COSE ANCHE A CHI NON CREDE .

Comunitando

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LA FESTA EBRAICA DI HANUCCHA' (dal sito www.ucei.it)

Antioco Epifane di Siria – ottavo re della dinastia seleucide, erede di una piccola parte dell'Impero appartenuto ad Alessandro Magno – voleva imporre la religione greca alla Giudea. Le mire di ellenizzazione furono contrastate e impedite da Mattatià, un sacerdote di Modiin della famiglia degli Asmonei che insieme ai suoi sette figli, diedero avvio alla rivolta.

Chanukkà è conosciuta anche come la festa del miracolo dell'olio: quando dopo una strenua battaglia, il 25 di Kislev di tre anni dopo (165 a.e.v.), il Tempio fu riconquistato, si doveva procedere alla riconsacrazione. Nel Tempio però fu trovata una sola ampolla di olio puro recante il sigillo del Sommo Sacerdote. Per la preparazione di olio puro (viene considerato olio puro quello raccolto dalle prime gocce della spremitura delle olive) occorrevano otto giorni. Nel trattato talmudico di Shabbat (21b) leggiamo del grande miracolo che occorse: l'olio che poteva bastare per un solo giorno, fu sufficiente per otto giorni, dando così la possibilità ai Sacerdoti di prepararne dell'altro nuovo. In ricordo di quel miracolo, i Saggi del Talmud istituirono una festa di lode e di ringraziamento al Signore che dura appunto 8 giorni: Chanukkà che letteralmente, significa "inaugurazione".

La prima sera della festa si accende un lume su un candelabro speciale a nove bracci, e ogni sera, per otto giorni, se ne aggiunge uno in più, fino a che l'ottava sera si accendono 8 lumi. Questo candelabro si chiama Chanukkià e può avere diverse forme. L'indicazione è che gli otto contenitori per le candele siano tutti allineati alla stessa altezza e che il nono – lo shammash, il servitore, quello che serve per accendere gli altri lumi – sia in una posizione diversa.
I bambini ricevono regali e in particolare delle trottoline su cui compaiono le iniziali delle parole "Un grande miracolo è avvenuto lì".

Uno dei precetti relativi alla festa è quello di "rendere pubblico il miracolo", per questo si usa accendere i lumi al tramonto o più tardi, quando c'è ancora gente nelle vie, vicino alla finestra che si affaccia sulla strada, al fine di rendere pubblico il miracolo che avvenne a quel tempo. Negli ultimi anni nelle grandi piazze di alcune città italiane, si issa un'enorme Chanukkià i cui lumi vengono accesi in presenza di numerosi intervenuti.




FOTO : Hanucchià (il lume della festa) al Muro Occidentale ("Muro del Pianto") a Gerusalemme










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domenica 19 novembre 2017