lunedì 13 maggio 2024

"GOLDA. STORIA DELLA DONNA CHE FONDO' ISRAELE" : SALA GREMITA PER LA PRESENTAZIONE LIVORNESE DEL LIBRO

Sala gremita, domenica 12 maggio 2024 presso la Sala Conferenze della Biblioteca labronica del Polo Culturale dei Bottini dell'Olio,  per la presentazione livornese del libro che rievoca la figura di una delle più importanti donne della politica internazionale recente, Golda Meir.
Presente l'autrice del libro, la giornalista parlamentare Elisabetta Fiorito (Radio24 - Sole 24 Ore), ad organizzare l'incontro sulla figura di una delle personalità fondatrici dello Stato d'Israele , del quale divenne anche primo ministro, sono state Comunità Ebraica di Livorno, Associazione "Benè Berith", ADEI (Associazione Donne Ebree Italiane), Associazione Italia-Israele e Amicizia Ebraico Cristiana.
Un ringraziamento da parte degli organizzatori è stato rivolto al Comune di Livorno che ha dato il proprio patrocinio all'iniziativa.
Di lettura assai scorrevole, complice lo stile giornalistico dell'autrice, il volume edito da Giuntina di Firenze ripercorre la vita straordinaria di una testimone dei grandi momenti storici, da quelli drammatici a quelli esaltanti,dei quali è stata testimone e spesso protagonista Golda Meir, dalle sue origine nell'Europa dell'Est, passando per gli Stati Uniti e infine la Palestina del Mandato Britannico che vedrà la nascita, nel 1948, dello Stato d'Israele.
Il privato e il pubblico di questa donna straordinaria si intercalano nella narrazione che si sofferma su molti episodi importanti della sua vita.
Non mancano i dettagli sui rapporti con l'Italia, l'amicizia con Pietro Nenni, i difficili rapporti con Aldo Moro e il Vaticano.
Approfondito è il capitolo sulla storica intervista rilasciata ad Oriana Fallaci che tocca punti ancora oggi di grande attualità come, peraltro, molti altri passaggi del libro dimostrano quanto attuali siano ancora certe problematiche ed appropriate le tante frasi storiche espresse da Golda Meir.

martedì 9 aprile 2024

COMMEMORATI A LIVORNO I SEI MESI DALLA STRAGE, COMPIUTA IN ISRAELE, PER MANO DEI TERRORISTI DI HAMAS

 Comunità Ebraica di Livorno, Adei-WIZO,Amicizia Ebraico Cristiana, Benè Berith "Isidoro Kahn" e Unione Associazioni Italia - Israele, hanno organizzato un incontro nel Tempio di Livorno, a sei mesi dall'eccidio compiuto in Israele da parte di Hamas, con il pensiero rivolto anche ai rapiti ed ai feriti.

Dopo una lettura di Salmi ci sono stati gli interventi per conto delle entità organizzatrici, nel corso dei quali è stata messa anche in evidenza la disinformazione operata a più livelli, le connivenze con i terroristi di Hamas e il riaffacciarsi dell'antisemitismo spesso, come da tradizione, ipocritamente celato dietro all'antisionismo.

In conclusione, sono state accese le luci della Chanucchià (il candelabro,Menorah, a nove luci) presente dinanzi al Tempio di piazza Benamozegh, segno di speranza che la luce torni a squarciare le tenebre nelle quali stiamo vivendo.

giovedì 12 ottobre 2023

"IN SUPREMAE DIGNITATIS"...MA SENZA ESAGERARE.

"In supremae dignitatis"....rimandiamo a tempi più comodi l'inaugurazione "dell'opera di Elena Cologni "416_SR1938", installata al Polo della Memoria per ricordare il numero degli abitanti ebrei presenti a Pisa nel 1938 al momento del varo delle leggi razziali, e il relativo convegno su "Architettura e arte in dialogo con la memoria". Cosa vi sia di sconveniente nel ricordare anche in queste ore le italianissime "leggi razziali" appare un mistero, a meno che non si tema che si evidenzi l'unico legame che vi è tra quei tragici fatti e quanto, sempre tragicamente,,è in corso in Israele , con inevitabili ripercussioni a Gaza , per colpa dei terroristi di Hamas (nuovi nazisti) ufficialmente tali anche per la U.E. della quale facciamo parte : l'odio verso gli ebrei. Così frana il glorioso ateneo pisano, comunque...."in supremae dignitatis"....

martedì 10 ottobre 2023

CON ISRAELE E CON LA CIVILTA', CONTRO GLI ODIERNI NAZISTI DI HAMAS E COMPARI

Un grazie, da amico d'Israele e della libertà, a quanti (amministratori pubblici,politici, cittadini,partiti,associazioni,ecc) sostengono Israele che nel difendere il proprio diritto alla vita difende anche tutti noi che riteniamo irrinunciabili i valori di civiltà che l'integralismo religioso, unito al fanatismo, espresso dai terroristi di Hamas e compari (anche quelli silenti che tengono un basso profilo e spesso tentano di proporsi come "moderati") vogliono distruggere. L'obbiettivo non è limitato ad Israele, nessuno si faccia illusioni. Da livornese, non posso che condividere quanto espresso dalla locale Comunità Ebraica a commento della presa di posizione della Giunta Comunale cittadina. In certi frangenti un colpo al cerchio ed uno alla botte,attenti a non parlare di terrorismo, non nominando l'aggressore Hamas e retoricamente equiparando aggrediti ed aggressori, non può passare. 

COMUNICATO STAMPA DELLA COMUNITA' EBRAICA DI LIVORNO              "La Comunità Ebraica di Livorno, riconoscendosi altresì nel comunicato emesso dall'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, esprime tutto il proprio appoggio allo Stato d'Israele e al suo pieno diritto di difendere la propria popolazione e la propria integrità territoriale.  Alla luce dei valori di civiltà propri del pensiero occidentale e delle società evolute e civili, pienamente condivisibile è l'auspicio alla pace espresso dalla Giunta comunale di Livorno. Ma gli auspici di pace non possono prescindere dalla constatazione dei fatti che vedono i terroristi di Hamas, supportati dall'Iran ed altre entità, agire con premeditata, vile e  criminale intenzionalità offensiva nei confronti d'Israele ,con stragi di civili e rapimenti di uomini, donne e bambini di ogni età. L'oltraggiosa esibizione al pubblico  di ostaggi e cadaveri, bambini compresi, gli stupri , donne definite "schiave del sesso", fuori da ogni concetto di civiltà e ovviamente contro ogni principio legale internazionale,non possono essere taciuti annacquandoli in generiche e retoriche affermazioni  ( "sconsiderati attacchi") nelle quali non si legge il nome dell'assassino (Hamas) e si omette  addirittura di utilizzare il sostantivo "terrorismo" ( per giunta essendo Hamas definita organizzazione terroristica dall'Unione Europea). Davanti a questi metodi che richiamano la ferocia nazista, la "grande bandiera" della pace non basta.

Comunità Ebraica di Livorno"


Gadi Polacco

IL BENE' BERITH CON ISRAELE - COMUNICATO 

giovedì 14 settembre 2023

DAL 15 SETTEMBRE SERA, CON IL CAPODANNO EBRAICO, SI AVVIA UN INTENSO PERIODO DI FESTIVITA' E SOLENNITA' PER IL MONDO EBRAICO


Rosh Ha-Shanah, il capodanno ebraico, cade i primi due giorni del mese di Tishrì ed è il capo d'anno per
 la numerazione degli anni, per il computo dei giubilei e per la validità dei documenti.

Ha un carattere e un'atmosfera assai diversi da quella normalmente vigente nel capo d'anno "civile" in Italia.

 Infatti è considerato giorno di riflessione, di introspezione, di auto esame e di rinnovamento spirituale. 

E' il giorno in cui, secondo la tradizione, il Signore esamina tutti gli uomini e tiene conto delle azioni buone o malvagie che hanno compiuto nel corso dell'anno precedente. 

Nel Talmud infatti è scritto "A Rosh Ha-Shanah tutte le creature sono esaminate davanti al Signore". Non a caso tale 

giorno nella tradizione ebraica è chiamato anche "Yom Ha Din", il giorno del giudizio. 

Il giudizio divino verrà sigillato nel giorno di Kippur, il giorno dell'espiazione. Tra queste due date corrono sette giorni

 che sommati ai due di Rosh Ha-Shanà e a quello di Kippur vengono detti i "dieci giorni penitenziali".

Rosh Ha-Shanah riguarda il singolo individuo, il rapporto che ha con il suo prossimo e con Dio, le sue intenzioni 

di miglioramento.

Nella Torà, (Levitico 23:23,24) il primo giorno del mese di Tishrì è designato come "giorno di astensione dal lavoro, 

ricordo del suono, sacra convocazione", e nuovamente in Numeri (29:1,6) è ripetuto che è "un giorno di suono 

strepitoso": un altro dei nomi di questa festa è "Yom Teru'a", giorno del suono dello Shofar, il grande corno. 

In ottemperanza al comando biblico in questo giorno viene suonato lo Shofar, simbolo del richiamo all'uomo verso

 il Signore. Questo suono serve a suscitare una rinascita spirituale e a portare verso la teshuvà, il pentimento, il 

ritorno verso la giusta via. Lo Shofar, oltre a chiamare a raduno, ricorda l'episodio biblico del "sacrificio" di Isacco, 

sacrificio in realtà mai avvenuto in quanto fu sacrificato un montone al posto del ragazzo. Il corno deve essere di un

 animale ovino o caprino in ricordo di questo episodio. Inoltre lo shofar ricorda il dono della Torà nel Sinai che era 

accompagnato da questo suono e allude anche al Grande Shofar citato in Isaia (27:13) "E in quel giorno suonerà un

 grande shofar", annunciatore dei tempi messianici.

I suoni che vengono emessi da questo strumento sono di diverso tipo: note brevi, lunghe e interrotte; secondo una 

interpretazione esse sono emesse in onore dei patriarchi Abramo, Isacco e Giacobbe.

Rosh Ha-Shanah è chiamato anche Giorno del Ricordo, infatti la tradizione vuole che Dio proprio in questa data 

abbia finito la Sua opera di creazione e sarebbe stato creato Adamo, il primo uomo.

Un uso legato a questa giornata vede l'ebreo recarsi verso un corso d'acqua o verso il mare e lì recitare delle 

preghiere e svuotarsi le tasche, atto che rappresenta simbolicamente il disfarsi delle colpe commesse e un impegno 

simbolico a rigettare ogni cattivo comportamento, come scritto nel libro biblico di Michà : "Getterai i nostri peccati 

nelle profondità del mare". Cerimonia detta "Tashlich", tradizionalmente effettuata,a Livorno,presso il pozzo 

della Yeshivà Marini di via Micali,oggi sede del Museo Ebraico labronico.

Gli ebrei ashkenaziti in questo giorno vestono di bianco, simbolo di purezza e rinnovamento spirituale. Anche i rotoli 

della Torà e l'Arca vengono vestiti di questo colore. Quest'usanza può essere ricondotta al verso di Isaia (1:18) in cui

 è scritto: "quand'anche i vostri peccati fossero come lo scarlatto, diverranno bianchi come la neve".

Quest'uso è anche praticato in Comunità sefardite,quindi di origine spagnola,come Livorno.

A Rosh Ha-Shanah si usa mangiare cibi il cui nome o la cui dolcezza possa essere ben augurante per l'anno a 

venire. Il pane tipico della festa assume una forma rotonda, a simbolo della corona di Dio e anche della ciclicità 

dell'anno. Con l'augurio che l'anno nuovo sia dolce, si usa mangiare uno spicchio di mela intinta nel miele. 

Si usa anche piantare dei semini di grano e di granturco che germoglieranno in questo periodo, in segno di 

prosperità.

L'uso di piantare il grano è diffuso anche a Livorno ed in altre città : meno l'uso della mela nel miele, 

maggiormente proprio degli ebrei ashkenaziti (provenienti dall'Est Europa). Tradizionali sono gli auspici,

accompagnati da cibi che richiamano il contenuto degli stessi, detti "Iehì razòn" ("Sia volontà").

(Il testo è tratto da www.ucei.it , le note in neretto sono "redazionali")


Foto : lo Shofar, suonato dal Rabbino Shunnach, e via Micali,sede del Museo Ebraico di Livorno


"LO SHOFAR" , discorso del Rabbino Alfredo Shabbetai Toaff,zl, del 1957

http://ebraismolivornese.blogspot.com/2023/08/lo-shofar-di-rav-astoaffzl-1957.html

martedì 12 settembre 2023

26 Elul 5783 ( 12.09.23) : A CENTO ANNI DALLA SCOMPARSA TERRENA DI UN GRANDE MAESTRO

La figura del Rabbino Samuele Colombo,zl, pitiglianese cresciuto e formatosi a Livorno, primo Rabbino Maggiore della città labronica (prima vi era un comitato di tre Rabbini), nel ricordo di un suo discendente.
Personaggio dotato di enorme e trasversale cultura, assai amato e stimato, affettuosamente appellato dagli ebrei livornesi "il Sor Colombo". Pitigliano l'ha ricordato domenica scorsa, in occasione della Giornata Europea della Cultura Ebraica. A Livorno si terrà, ai primi di novembre 2023, un convegno internazionale dedicato a lui, al suo Maestro Rav Elia Benamozegh e al Rabbino livornese, poi emigrato negli USA, Sabato Morais (zz.ll).



lunedì 14 agosto 2023

La terrena scomparsa di Samuel Zarrugh, più volte Presidente della Comunità Ebraica di Livorno


Dall'arrivo a Livorno nel 1967, con la famiglia, Samuel Zarrugh ha attraversato 55 anni di vita della Comunità Ebraica labronica, con apporto continuo sul piano religioso , quale Consigliere e poi  varie volte Presidente, divenendone indubbiamente uno dei protagonisti. Noto  inoltre come imprenditore, ha ricoperto anche ruoli nella società cittadina.. Personalità marcata , con la quale poteva talvolta  non essere semplice interagire e confrontarsi, disponeva di forte senso dell'ironia che apprezzava anche nel prossimo. Alav hashalom, su di lui la pace.