lunedì 7 ottobre 2019

DA DOMANI SERA SINO AL TRAMONTO DEL 9 OTTOBRE 2019, SI OSSERVA IL SOLENNE DIGIUNO EBRAICO DEL KIPPUR



Il dieci del mese di Tishrì cade lo Yom Kippur, giorno considerato come il più sacro e solenne del calendario ebraico.
E' un giorno totalmente dedicato alla preghiera e alla penitenza e vuole l'ebreo consapevole dei propri peccati, chiedere perdono al Signore. E' il giorno in cui secondo la tradizione Dio suggella il suo giudizio verso il singolo.

Se tutti i primi dieci giorni di questo mese sono caratterizzati dall'introspezione e dalla preghiera, questo è un giorno di afflizione, infatti in Levitico 23:32 è scritto "voi affliggerete le vostre persone". E' un giorno di digiuno totale, in cui ci si astiene dal mangiare, dal bere e da qualsiasi lavoro o divertimento e ci si dedica solo al raccoglimento e alla preghiera; il digiuno che affligge il corpo ha lo scopo di rendere la mente libera da pensieri e di indicare la strada della meditazione e della preghiera.
Prima di Kippur si devono essere saldati i debiti morali e materiali che si hanno verso gli altri uomini. Si deve chiedere personalmente perdono a coloro che si è offesi: a Dio per le trasgressioni compiute verso di Lui, mentre quelle compiute verso gli altri uomini vanno personalmente risarcite e sanate.

Ci si deve avvicinare a questo giorno con animo sereno e fiduciosi che la richiesta di essere iscritti da Dio nel "Libro della vita", sarà esaudita. La purezza con cui ci si avvicina a questa giornata da alcuni è sottolineata dall'uso di vestire di bianco.

E' chiamato anche "Sabato dei sabati", ed è l'unico tra i digiuni a non essere posticipato se cade di sabato.

Kippur è forse la più sentita tra le ricorrenze e anche gli ebrei meno osservanti in questo giorno sentono con più forza il loro legame con l'ebraismo. Un tempo, gli ebrei più lontani venivano detti "ebrei del Kippur" perché si avvicinavano all'ebraismo solo in questo giorno.

L'assunzione della responsabilità collettiva è un altra delle caratteristiche di questo giorno: in uno dei passi più importanti della liturgia si chiede perdono dicendo "abbiamo peccato, abbiamo trasgredito….". La liturgia è molto particolare e inizia con la commovente preghiera di Kol Nidrè, nella quale si chiede che vengano sciolti tutti i voti e le promesse che non possono essere state mantenute durante l'anno.

Questa lunga giornata di 25 ore viene conclusa dal suono dello Shofàr, il corno di montone, che invita di nuovo al raccoglimento, e subito dopo dalla cerimonia di "separazione" dalla giornata con cui si inizia il giorno comune.

( DAL SITO WWW.UCEI.IT )

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giovedì 26 settembre 2019

IL MONDO EBRAICO SI APPRESTA AD ENTRARE NELL'ANNO 5780


In base al calendario ebraico, lunare, avrà inizio domenica sera l'anno 5780 : seguiranno poi il Kippur e altre festività.  Tra gli auspici che tradizionalmente vengono letti nel festeggiare questa solennità, accompagnati da cibi che si associano ( per natura o per la radice ebraica del termine con il quale si definiscono) a queste formule, uno dei più originali auspica di "essere testa e non coda", concetto che mi pare particolarmente attuale nella nostra società dove si prediligono , invece, le code alle teste.

Auguri di buon anno, "shanà tovà", a quanti festeggiano e, come sempre, ottime cose anche a tutti gli altri.

Gadi Polacco

Comunitando - www.livornoebraica.org


שנה טובה ומתוקה



Jüdisches Ceremoniel Oder
by Paul Christian Kirchner and Sebastian Jacob Jungendres, Frankfurt, 1726
IL SUONO DELLO SHOFAR E IL PUBBLICO IN PIEDI,ASSORTO NELL'ASCOLTO.
 


Rosh Ha-Shanah, il capodanno ebraico, cade i primi due giorni del mese di Tishrì ed è il capo d'anno per la numerazione degli anni, per il computo dei giubilei e per la validità dei documenti.

Ha un carattere e un'atmosfera assai diversi da quella normalmente vigente nel capo d'anno "civile" in Italia. Infatti è considerato giorno di riflessione, di introspezione, di auto esame e di rinnovamento spirituale. E' il giorno in cui, secondo la tradizione, il Signore esamina tutti gli uomini e tiene conto delle azioni buone o malvagie che hanno compiuto nel corso dell'anno precedente. Nel Talmud infatti è scritto "A Rosh Ha-Shanah tutte le creature sono esaminate davanti al Signore". Non a caso tale giorno nella tradizione ebraica è chiamato anche "Yom Ha Din", il giorno del giudizio. Il giudizio divino verrà sigillato nel giorno di Kippur, il giorno dell'espiazione. Tra queste due date corrono sette giorni che sommati ai due di Rosh Ha-Shanà e a quello di Kippur vengono detti i "dieci giorni penitenziali".

Rosh Ha-Shanah riguarda il singolo individuo, il rapporto che ha con il suo prossimo e con Dio, le sue intenzioni di miglioramento.

Nella Torà, (Levitico 23:23,24) il primo giorno del mese di Tishrì è designato come "giorno di astensione dal lavoro, ricordo del suono, sacra convocazione", e nuovamente in Numeri (29:1,6) è ripetuto che è "un giorno di suono strepitoso": un altro dei nomi di questa festa è "Yom Teru'a", giorno del suono dello Shofar, il grande corno. In ottemperanza al comando biblico in questo giorno viene suonato lo Shofar, simbolo del richiamo all'uomo verso il Signore. Questo suono serve a suscitare una rinascita spirituale e a portare verso la teshuvà, il pentimento, il ritorno verso la giusta via. Lo Shofar, oltre a chiamare a raduno, ricorda l'episodio biblico del "sacrificio" di Isacco, sacrificio in realtà mai avvenuto in quanto fu sacrificato un montone al posto del ragazzo. Il corno deve essere di un animale ovino o caprino in ricordo di questo episodio. Inoltre lo shofar ricorda il dono della Torà nel Sinai che era accompagnato da questo suono e allude anche al Grande Shofar citato in Isaia (27:13) "E in quel giorno suonerà un grande shofar", annunciatore dei tempi messianici.

I suoni che vengono emessi da questo strumento sono di diverso tipo: note brevi, lunghe e interrotte; secondo una interpretazione esse sono emesse in onore dei patriarchi Abramo, Isacco e Giacobbe.

Rosh Ha-Shanah è chiamato anche Giorno del Ricordo, infatti la tradizione vuole che Dio proprio in questa data abbia finito la Sua opera di creazione e sarebbe stato creato Adamo, il primo uomo.

Un uso legato a questa giornata vede l'ebreo recarsi verso un corso d'acqua o verso il mare e lì recitare delle preghiere e svuotarsi le tasche, atto che rappresenta simbolicamente il disfarsi delle colpe commesse e un impegno simbolico a rigettare ogni cattivo comportamento, come scritto nel libro biblico di Michà : "Getterai i nostri peccati nelle profondità del mare".

Gli ebrei azkenaziti in questo giorno vestono di bianco, simbolo di purezza e rinnovamento spirituale. Anche i rotoli della Torà e l'Arca vengono vestiti di questo colore. Quest'usanza può essere ricondotta al verso di Isaia (1:18) in cui è scritto: "quand'anche i vostri peccati fossero come lo scarlatto, diverranno bianchi come la neve".

A Rosh Ha-Shanah si usa mangiare cibi il cui nome o la cui dolcezza possa essere ben augurante per l'anno a venire. Il pane tipico della festa assume una forma rotonda, a simbolo della corona di Dio e anche della ciclicità dell'anno. Con l'augurio che l'anno nuovo sia dolce, si usa mangiare uno spicchio di mela intinta nel miele. Si usa anche piantare dei semini di grano e di granturco che germoglieranno in questo periodo, in segno di prosperità.

(DAL SITO WWW.UCEI.IT)

giovedì 30 maggio 2019

LA SCOMPARSA TERRENA DELLA SIGNORA ELSA LATTES CABIB : UNA MEMORIA STORICA DELLA COMUNITA' EBRAICA DI LIVORNO

"Elsa" o per i più giovani la "signora Elsa" , nella Comunità di Livorno
corrisponde a  una delle memorie storiche della vita ebraica labronica
che, il 29 a tarda sera, è terrenamente mancata per intraprendere il
viaggio verso quella "regione superiore" della quale ha scritto
mirabilmente Rav Samuele Colombo,zl.

I messaggi che è possibile leggere in queste ore nelle pagine ebraiche
labroniche testimoniano quanto sia l'affetto che la Signora Elsa Lattes
Cabib, zl, ha accumulato nel corso della sua vita nella quale la
Comunità ha rivestito un ruolo primario.

Di storica famiglia ebraica livornese, classe 1925,appartenente a una
delle generazioni che hanno vissuto gli orrori del fascismo e del
nazismo, fortemente impegnata nelle attività comunitarie e
nell'ADEI-Wizo (Associazione Donne Ebree d'Italia) , ha  vissuto il
difficile ritorno alla libertà di una città fortemente colpita anche
dagli  intensi bombardamenti e la rinascita di una Comunità che annovera
numerosi deportati mai più tornati : può sembrare banale, ma era tra le
ormai pochissime persone che avevano visto e frequentato lo splendido
antico Tempio.

Avrebbe poi vissuto, nell'entusiasmo degli ebrei livornesi, la nascita
dello Stato d'Israele dove, negli anni 'Sessanta del secolo scorso, si
sarebbero poi trasferiti due dei suoi tre figli.

A fianco di suo marito, l'indimenticabile Prof. Israel Renzo Cabib,
stimatissimo insegnante nelle scuole superiori e storico Presidente
della Comunità per più di tre lustri ( mancato nel 2004), fu
compartecipe delle vicende, felici e tristi, dell'ebraismo livornese e
fu al suo fianco quando, finalmente dalla fine della guerra, nel 1962
venne inaugurata la nuova Sinagoga.

I funerali avranno luogo domani, 31 maggio, alle ore 13.00 presso il 
Cimitero Ebraico di Livorno, dove sarà accompagnata dalla stima e
dall'affetto delle tante persone che l'hanno conosciuta e apprezzata.

Ai figli Dario, Daniele ed Elio, ai parenti tutti, sincere condoglianze.

COMUNITANDO
www.livornoebraica.org

Nelle foto:

- un'immagine del 1944, sfollata;

- un'immagine degli anni 'Sessanta del secolo scorso, a fianco di suo
marito, Israel Renzo Cabib, e di Rav Bruno G. Polacco

z.l. : abbreviazione traslitterata per l'espressione ebraica "il suo
ricordo per benedizione"

venerdì 24 maggio 2019

Ballottaggi amministrative 2019 e festività ebraica di Shavuoth (Pentecoste) : una svista che impedisce a dei cittadini di votare


Nei giorni scorsi ho inviato la lettera che segue al giornale della mia città, Il Tirreno, e a La Stampa. In precedenza ho segnalato la questione all'Ucei (Unione Comunità Ebraiche Italiane)  e una nota l'ho inviata alle caselle PEC del Quirinale e del Ministero dell'Interno.


Egregio Direttore,
la memoria riporta alle elezioni del 1994 quando, coincidendo le elezioni politiche con la Pasqua ebraica,si allungarono i tempi di apertura delle urne per consentire anche agli elettori ebrei  di esercitare il loro diritto al voto , peraltro sancito dall'art. 48 della Costituzione quale "dovere civico".

Il diritto all'osservanza del Sabato e delle festività, durante le quali l'azione che il votare comporta non è contemplata, oltre a derivare ovviamente dai principi costituzionali è ribadito, con tanto di elenco delle varie ricorrenze, dalla Legge 101/89 (Intesa tra Stato e Unione delle Comunità Ebraiche Italiane).

Ogni anno viene emanato un decreto che riporta le date nelle quali le festività vengono a cadere (l'interazione con il calendario ebraico le rende mobili) e quest'anno i ballottaggi per le amministrative,alcuni dei quali vengono dati per certi e comunque sono sempre possibili,prevedono di tornare alle urne domenica 9 giugno, quindi nel pieno della festività ebraica di Shavuoth  (Pentecoste) che avrà inizio, grosso modo, al tramonto di sabato 8 giugno per terminare con quello del 10 giugno.

Una svista, non nutro dubbio alcuno al riguardo, che impedirebbe a dei cittadini di votare , quanto meno ponendoli nel conflitto tra il diritto all'osservanza religiosa (per i credenti anche un dovere) e il diritto al voto che, come ricordato sopra, la Costituzione sancisce essere "dovere civico".

Da liberale e da cittadino ebreo, una svista che richiede, in ossequio ai principi di una moderna democrazia , una soluzione.

Grazie per l'attenzione e cordiali saluti,
Gadi Polacco

lunedì 6 maggio 2019

71° ANNIVERSARIO DELLO STATO D'ISRAELE - LIVORNO,12.05.19 - PARTY IS REAL

PROGRAMMA INVITO. GRAZIE PER LA DIFFUSIONE