giovedì 29 luglio 2021

NO GREEN PASS : ANCHE A LIVORNO SI AFFACCIANO IMPROPONIBILI PARAGONI

Citazioni come "stella gialla virtuale", richiami al periodo nazista e all'URSS, letture dagli scritti di Primo Levi e Martin Niemöller e così via, sono i paragoni emersi durante l'ultima manifestazione livornese dei "No Green Pass", a monito di quanto,secondo chi segue questa linea di pensiero, potrebbe accadere oggi attraverso il contestato documento tanto in discussione in questa fase della pandemia.

Come la si pensi al riguardo, dando atto che visivamente a Livorno non sembra siano stati usati simboli che richiamano alle persecuzioni razziali come accaduto altrove, la prova evidente di quanto simili paragoni siano improponibili viene dagli stessi "No Green Pass" che,liberamente e ripresi da media nonchè diffusi in rete, possono manifestare le proprie idee come non potevano certamente fare gli ebrei nel periodo delle "leggi razziali", al pari di quanti altri invisi ai regimi fascista e nazista, o i perseguitati del regime comunista dell'Unione Sovietica.

Se ciò non bastasse , è banale ma quindi vero ricordare come alla base delle persecuzioni razziali ci fosse un perverso progetto (razzista) di distruzione di un popolo e,per rimanere tra gli esempi emersi nella manifestazione,nel caso dell'URSS una persecuzione politica tipica di un regime che respinge la democrazia e vuole tutelarsi quale dittatura.

Viene da chiedersi quale senso abbia ,se non forse quello della provocazione cercata per audience, intestardirsi su simili assurdi paragoni che,alla fine, in realtà mi pare  vadano ad inficiare le considerazioni del popolo

"No Green Pass" che, come consono ad una democrazia, devono trovare rispetto e attenzione.

Rispetto che però deve essere portato dagli anti Green Pass anche alla Storia e a quanti hanno subìto o ancora oggi subiscono persecuzioni e vessazioni.


Gadi Polacco

Comunitando blog

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martedì 25 maggio 2021

LIVORNO DIMOSTRA LA TESI DI MARTIN LUTHER KING : L'ANTISIONISMO E' ANTISEMITISMO

Viene segnalato questo squallido volantino appeso , non a caso, in via degli Ebrei Vittime del Nazismo, a Livorno.

Le poveri menti che hanno partorito la "brillante" idea vanno comunque ringraziate perchè forniscono,una volta di più, la prova che antisionismo ( cosa diversa dalla critica politica a qualsivoglia  governo di turno)  e antisemitismo coincidono.

Impossibile non ricordare, al riguardo, le parole di Martin Luther King :

"…Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente 'antisionista'. E io dico, lascia che la verita' risuoni alta dalle montagne, lascia che echeggi attraverso le valli della verde terra di Dio: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei, questa e' la verita' di Dio… Tutti gli uomini di buona volonta' esulteranno nel compimento della promessa di Dio, che il suo Popolo sarebbe ritornato nella gioia per ricostruire la terra di cui era stato depredato. Questo e' il sionismo, niente di piu', niente di meno… E che cos'e' l'antisionismo? E' negare al popolo ebraico un diritto fondamentale che rivendichiamo giustamente per la gente dell'Africa e accordiamo senza riserve alle altre nazioni del globo. E' una discriminazione nei confronti degli ebrei per il fatto che sono ebrei, amico mio. In poche parole, e' antisemitismo… Lascia che le mie parole echeggino nel profondo della tua anima: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei, puoi starne certo."

MARTIN LUTHER KING, 'Letter to an Anti-Zionist Friend', Saturday Review, XLVII (agosto 1967), ristampata in MARTIN LUTHER KING, This I Believe: Selection from the Writings of Dr. Martin Luther King jr., New York 1971, pp.234-235.


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Blog di cose ebraiche a cura di Gadi Polacco

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mercoledì 12 maggio 2021

DALLA PARTE D'ISRAELE, SOTTO ATTACCO!

ISRAELE SOTTO ATTACCO - LA NOTA UCEI (Unione delle Comunità Ebraiche Italiane)

Le Comunità ebraiche italiane esprimono piena e assoluta solidarietà allo Stato di Israele, pregando per le famiglie e i bambini che hanno passato la giornata di ieri e la notte nei rifugi, e sostegno morale alle forze di sicurezza impegnate in ogni dove nella indispensabile difesa. Esprimono preoccupazione per l'escalation di attacchi diretti e mirati con centinaia di razzi lanciati da Gaza su ampie parti del territorio, minacciando la vita ordinaria appena ripresa e la libertà, così come per l'innesco in moltissime città di scontri armati da parte della popolazione arabo-israeliana, trascinata in una pretestuosa protesta. Ribadiscono l'appello agli esponenti delle istituzioni e ai media italiani, europei ed internazionali, di non dare manforte con assurde e irresponsabili ricostruzioni al disconoscimento e al miope isolamento di Israele dinanzi all'evidente offensiva costruita attorno alla questione di Gerusalemme e dei suoi luoghi santi, rafforzando la strategia di terrore e distruzione di Hamas e dei paesi che lo sostengono e l'avvio di un conflitto che non può non chiamarsi guerra.

Questo blog (Comunitando - www.livornoebraica.org) si unisce pienamente a quanto espresso in sede nazionale.

COMUNITANDO
(blog a cura di Gadi Polacco)

martedì 23 febbraio 2021

Solidarietà a Il Tirreno per le minacce subite.



Leggere di minacce è sempre triste, ma ancor di più lo è quando, come in queste ore, viene preso di mira il prezioso lavoro svolto da giornalisti, nel caso specifico quelli della storica testata "Il Tirreno", a favore di tutta la società. 
A tutto lo staff del giornale, piena solidarietà. 

domenica 21 febbraio 2021

Commemorato a Livorno il celebre Rabbino Chaim Yosef David Azulay, zl. Presente anche il Sindaco Luca Salvetti.

Compatibilmente con le misure anti Covid, numerosa è stata la presenza di pubblico alla Hilulà (celebrazione) svoltasi domenica  a Livorno, in vista dell'imminente anniversario della scomparsa terrena del grande Maestro Rav Chaim Yosef David Azulay, (1724 - 1806) a lungo vissuto nwlla nostea città dove venne anche sepolto (nel 1960 i suoi resti vennero traslati in Israele). Dinanzi a quella che è stata la matzeva' (pietra tombale) dell'illustre Maestro, il Rabbino Capo della Comunità Ebraica di Livorno, Rav Avraham Dayan, ha recitato dei salmi e detto alcune parole, intervenendo poi, dinanzi al Cimitero, per parlare diffusamente del Rav Azulay, zl, della sua immensa opera e del suo indissolubile legame con Livorno.
La Hilulà è stata organizzata dalla Comunità, ufficio rabbinico, in concerto con Adei e Benè Berith (presenti le presidenti, Carla Guastalla e Ariela Cassuto).
Grande soddisfazione per la riuscita dell'iniziativa (seguita on line da centinaia di persone da varie nazioni) è stata espressa per il Benè Berith dalla Presidente Cassuto
Un'ideale prosecuzione, infatti, dello Zaddikim Livorno Project, lanciato anni or sono dal Benè Berith, propedeutico anche ad altre iniziative, seguite dalla Comunità per onorare i tanti Maestri dell'ebraismo che riposano nei cimiteri labronici, tra l'altro contribuendo a far emergere a livello internazionale maggiore attenzione su Livorno. 
Ha onorato l'iniziativa, con la sua presenza molto apprezzata, il Sindaco Luca Salvetti
Comunitando

giovedì 10 dicembre 2020

CHANUCCHA' 5781-2020, LA "FESTA DELLE LUCI", DA QUESTA SERA PER OTTO GIORNI. AUGURI PER TUTTE LE VARIE FESTIVITA' DI QUESTO MESE

Inizia questa sera la festa ebraica di Chanucchà,talvolta trascritta anche diversamente, la "festa delle luci".

Il mese di dicembre, per l'interazione tra i vari calendari, comporta spesso l' "incontro" tra varie festività religiose.

Auguri quindi a tutti coloro che avranno ricorrenze da osservare e celebrare in questo mese e, come sempre, ottime cose anche a tutti gli altri.

Comunitando - www.livornoebraica.org

( a cura di Gadi Polacco )

Chanukkà nel calendario autunnale è preceduta da circa due mesi in cui non c'è alcuna ricorrenza, a parte il sabato e i capomese. Probabilmente anche per questo l'atmosfera è particolarmente allegra e i bambini la aspettano con ansia.
La festa di Chanukkà, tra tutte le antiche ricorrenze ebraiche, è l'unica che non affondi in qualche modo le sue radici nella Bibbia e nei suoi racconti; è una festa stabilita dai Maestri del Talmud e ricorda un avvenimento accaduto in terra di Israele, nel 168 a.e.v.

Antioco Epifane di Siria – ottavo re della dinastia seleucide, erede di una piccola parte dell'Impero appartenuto ad Alessandro Magno – voleva imporre la religione greca alla Giudea. Le mire di ellenizzazione furono contrastate e impedite da Mattatià, un sacerdote di Modiin della famiglia degli Asmonei che insieme ai suoi sette figli, diedero avvio alla rivolta.

Chanukkà è conosciuta anche come la festa del miracolo dell'olio: quando dopo una strenua battaglia, il 25 di Kislev di tre anni dopo (165 a.e.v.), il Tempio fu riconquistato, si doveva procedere alla riconsacrazione. Nel Tempio però fu trovata una sola ampolla di olio puro recante il sigillo del Sommo Sacerdote. Per la preparazione di olio puro (viene considerato olio puro quello raccolto dalle prime gocce della spremitura delle olive) occorrevano otto giorni. Nel trattato talmudico di Shabbat (21b) leggiamo del grande miracolo che occorse: l'olio che poteva bastare per un solo giorno, fu sufficiente per otto giorni, dando così la possibilità ai Sacerdoti di prepararne dell'altro nuovo. In ricordo di quel miracolo, i Saggi del Talmud istituirono una festa di lode e di ringraziamento al Signore che dura appunto 8 giorni: Chanukkà che letteralmente, significa "inaugurazione".

La prima sera della festa si accende un lume su un candelabro speciale a nove bracci, e ogni sera, per otto giorni, se ne aggiunge uno in più, fino a che l'ottava sera si accendono 8 lumi. Questo candelabro si chiama Chanukkià e può avere diverse forme. L'indicazione è che gli otto contenitori per le candele siano tutti allineati alla stessa altezza e che il nono – lo shammash, il servitore, quello che serve per accendere gli altri lumi – sia in una posizione diversa.
I bambini ricevono regali e in particolare delle trottoline su cui compaiono le iniziali delle parole "Un grande miracolo è avvenuto lì".

Uno dei precetti relativi alla festa è quello di "rendere pubblico il miracolo", per questo si usa accendere i lumi al tramonto o più tardi, quando c'è ancora gente nelle vie, vicino alla finestra che si affaccia sulla strada, al fine di rendere pubblico il miracolo che avvenne a quel tempo. Negli ultimi anni nelle grandi piazze di alcune città italiane, si issa un'enorme Chanukkià i cui lumi vengono accesi in presenza di numerosi intervenuti.

( dal sito UCEI)

LA FESTA DI CHANUCCHA' NELLA TRASCRIZIONE DI UN DISCORSO RADIOFONICO DEL RABBINO RUGGERO COEN, ZL, LIVORNESE, RABBINO CAPO DI ALESSANDRIA

https://ebraismolivornese.blogspot.com/2017/12/la-festa-ebraica-di-chanuccha-da-un.html

Nella foto : Chanucchioth,candelabri di Chanucchà, accese nel Tempio di Viareggio



venerdì 25 settembre 2020

IL SOLENNE GIORNO DEL KIPPUR 5781-2020 IN ERA COVID19

Il mondo ebraico si appresta a celebrare lo Yom Kippur, il solenne digiuno di riflessione e pentimento, del'anno ebraico 5781/2020, dalla sera di domenica 27 sino a quella di lunedi 28 settembre.

Ovunque Covid19 lo renderà purtroppo particolare, con posti contigentati nei luoghi di culto, necessità di prenotazione, ove possibile con celebrazioni all'aperto e,ovviamente, distanziamento, mascherine e quanto altro.

La benedizione finale e poi il suono dello Shofar, particolarmente a Livorno, sono tradizionalmente un momento solenne al quale si uniscono parenti e amici indipendentemente dalla loro appartenenza o meno

all'ebraismo : un retaggio delle radici , uniche, di questa città sorta con il concorso di disparate "Nazioni".

Le restrizioni imposte dalla pandemia interromperanno inevitabilmente questo momento ma non potranno impedire al sentimento dei partecipanti di includere nei migliori auspici la città tutta , con la speranza che presto questo momento storico venga superato, magari rendendoci più solidi alla luce della tragica esperienza trascorsa.


COMUNITANDO

www.livornoebraica.org

(Blog ebraico a cura di Gadi Polacco)

Dal sito www.ucei.it :


Il dieci del mese di Tishrì cade lo Yom Kippur, giorno considerato come il più sacro e solenne del calendario ebraico.
E' un giorno totalmente dedicato alla preghiera e alla penitenza e vuole l'ebreo consapevole dei propri peccati, chiedere perdono al Signore. E' il giorno in cui secondo la tradizione Dio suggella il suo giudizio verso il singolo.

Se tutti i primi dieci giorni di questo mese sono caratterizzati dall'introspezione e dalla preghiera, questo è un giorno di afflizione, infatti in Levitico 23:32 è scritto "voi affliggerete le vostre persone". E' un giorno di digiuno totale, in cui ci si astiene dal mangiare, dal bere e da qualsiasi lavoro o divertimento e ci si dedica solo al raccoglimento e alla preghiera; il digiuno che affligge il corpo ha lo scopo di rendere la mente libera da pensieri e di indicare la strada della meditazione e della preghiera.
Prima di Kippur si devono essere saldati i debiti morali e materiali che si hanno verso gli altri uomini. Si deve chiedere personalmente perdono a coloro che si è offesi: a Dio per le trasgressioni compiute verso di Lui, mentre quelle compiute verso gli altri uomini vanno personalmente risarcite e sanate.

Ci si deve avvicinare a questo giorno con animo sereno e fiduciosi che la richiesta di essere iscritti da Dio nel "Libro della vita", sarà esaudita. La purezza con cui ci si avvicina a questa giornata da alcuni è sottolineata dall'uso di vestire di bianco.

E' chiamato anche "Sabato dei sabati", ed è l'unico tra i digiuni a non essere posticipato se cade di sabato.

Kippur è forse la più sentita tra le ricorrenze e anche gli ebrei meno osservanti in questo giorno sentono con più forza il loro legame con l'ebraismo. Un tempo, gli ebrei più lontani venivano detti "ebrei del Kippur" perché si avvicinavano all'ebraismo solo in questo giorno.

L'assunzione della responsabilità collettiva è un altra delle caratteristiche di questo giorno: in uno dei passi più importanti della liturgia si chiede perdono dicendo "abbiamo peccato, abbiamo trasgredito….". La liturgia è molto particolare e inizia con la commovente preghiera di Kol Nidrè, nella quale si chiede che vengano sciolti tutti i voti e le promesse che non possono essere state mantenute durante l'anno.

Questa lunga giornata di 25 ore viene conclusa dal suono dello Shofàr, il corno di montone, che invita di nuovo al raccoglimento, e subito dopo dalla cerimonia di "separazione" dalla giornata con cui si inizia il giorno comune.