giovedì 22 settembre 2022

LA SINAGOGA DI LIVORNO COMPIE 60 ANNI

Il 23 settembre 1962 nella città "no ghetto" per antonomasia, veniva inaugurata la nuova , moderna , Sinagoga : in data ebraica era il 24 del mese di Elul e nello stesso giorno, 92 anni prima, con la Breccia di Porta Pia finalmente vedeva la fine il ghetto romano.

Per una visita on line della Sinagoga e di altri siti ebraici livornesi (propedeutica magari a una visita di persona) :

Il compleanno della Sinagoga precede di appena due giorni l'inizio del nuovo anno ebraico 5782 : al Tempio labronico, alla Comunità e alla città tutta,della quale l'ebraismo è parte fondante, gli auguri di
Livorno Ebraica - Comunitando

מזל טוב ושנה טובה

martedì 9 agosto 2022

"EFFETTO VENEZIA" INQUINATA DALLA POLITICA E DAL PREGIUDIZIO

"Effetto Venezia", la kermesse estiva che si tiene a Livorno appunto nel quartiere "La Venezia", ha conosciuto spesso momenti di inquinamento politico e pregiudizio, lesivi della sua natura  di iniziativa di svago, spettacolo, cultura e valorizzazione del caratteristico ambito che la ospita.
Monotona la scelta degli obbiettivi contro i quali rivolgersi : Israele, sionisti, imperialisti, USA e similari.
Cosa c'entrino certe tematiche con la vocazione di quella che dovrebbe essere una festa popolare non si è mai capito, ma tant'è, le cronache degli anni passati non mancano di polemiche e strumentalizzazioni, appunto rivolte sempre verso i soliti e gettonati obbiettivi.
Sul finire della festa  di quest'anno è spuntato, immortalato anche su Facebook, un manifesto assai artigianale (non nell'accezione elevata del termine) che utilizza foto di bambini (sic!) ed afferma che "erano tutti jihadisti per questo li hanno bombardati".
Il riferimento, evidentemente squalidamente ironico,  è ad Israele, figuriamoci, ed all'azione contro l'Jihad islamica (non proprio una onlus a scopo caritatevole...) condotta giorni or sono.
Ovviamente degli oltre mille razzi e colpi di mortaio sparati contro Israele non si parla e nemmeno  si medita sul fatto che, come ormai riportato ampiamente da organi di stampa nel mondo (per gli estensori penso tutti controllati dal complotto demo-pluto-giudaico-sionistico-massonico) con tanto di video,quelle vittime siano state causate da "fuoco amico", ovvero razzi jihadisti esplosi all'interno di Gaza.
Non manca, da parte dell'Ass.Italia-Palestina presso lo stand della quale il manifesto è stato esposto, il solito refrain , in verità confuso,che recita : "il mondo politico colluso con il mondo ebraico silenzio sui massacri televisione di stato menzogne su menzogne VERGOGNATEVI".
Il "mondo ebraico"........come non ipotizzare che, sotto sotto, vi sia pure del pregiudizio?

Gadi Polacco
Comunitando

P.S Un altro post di un esponente dell'Associazione afferma: 
"DOVE SIETE ISTITUZIONI DEMOCRATICHE SI FA PER DIRE PERCHE SIETE AL SOLDO
DELL' EBREO ?"
"Al soldo dell'ebreo...." linguaggio degno della famigerata "rivista" fascista e razzista "La difesa della razza"....

domenica 24 luglio 2022

NO, VOTARE NELLA VIGILIA DI ROSH HASHANA' (CAPODANNO EBRAICO) NON E' ININFLUENTE

Come si è accennato alla data del 25 settembre 2022 per le elezioni politiche, ponendosi da parte dello Stato un dubbio essendo la vigilia del Capodanno Ebraico, l'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, con altre voci del mondo ebraico,si è affrettata a dichiarare che non vi sarebbero ostacoli, potendo gli ebrei esprimere il proprio voto prima dell'orario d'inizio, diciamo al tramonto, della festività.
Non ho letto approfondimenti in merito, solo la sintetica ed assolutoria smentita che ciò possa costituire un ostacolo all'espressione del diritto di voto dei cittadini ebrei.
Francamente e modestamente credo che l'affermazione avrebbe richiesto di essere ponderata ed argomentata, perchè così non è.
Ma forse,più che il cittadino ebreo osservante,a scrivere è il liberale per il quale il diritto anche di un singolo non può essere sacrificato alla ragion di Stato..
Le vigilie delle solennità sono davvero così neutrali?
No, basta leggere un qualsiasi testo normativo ebraico per cogliere quanto anche la vigilia di una festività comporti impegni,anche in senso religioso e spirituale, ed appuntamenti propedeutici alla solennità stessa ed a questa correlati.
Peraltro, per un buon cristiano, la vigilia del Natale non è un giorno qualsiasi privo di atti propedeutici e preparatori all'importante data e, pertanto, viene da pensare se fissare un appuntamento elettorale per il 24 dicembre non comporterebbe giuste e forti opposizioni.
Intanto, iniziando la festività (durante la quale l'ebreo osservante non può svolgere alcune attività,compresa quella del voto) prima della chiusura delle urne, per il cittadino ebreo vi sarà una limitazione del tempo a disposizione per espletare questo diritto.
Certo, potrà magari ritagliarsi l'opportunità per recarsi comunque alle urne ma dovrà farlo con minor tempo a disposizione e tra gli impegni che il prepararsi alla solennità comporta.
Vi è poi una norma comportamentale in base alla quale non ci si mette in viaggio , almeno da una certa ora, prima dell'inizio del sabato (tramonto del venerdi sera) o di una festività, onde non rischiare che un contrattempo impedisca di giungere a destinazione prima dell'inizio della solennità (durante la quale è proibito viaggiare).
Poichè ogni festività, di qualsiasi religione, comporta per molti il riunirsi con le famiglie che magari vivono lontane da dove si risiede, un voto alla vigilia del Capodanno non è un ostacolo per chi si trovi in questa situazione?!
Chi, per tempo necessario o per sicurezza, si troverà a dover partire prima dell'inizio del sabato non si vedrà privato del diritto di andare a votare?!
Un'altra data, specialmente una volta appurato che i vitalizi dei parlamentari uscenti sono salvi..., sarebbe stata scandalosa?!
Non mi pare, sinceramente, e per questo mi stupisco della fretta con la quale , quasi all'insegna del non "disturbare il manovratore", si è voluti intervenire per affermare sic et simpliciter, che non vi è alcun problema.
Il rapporto tra appuntamenti elettorali e festività ebraiche ha avuto i suoi problemi già in passato : sulla base dell'esperienza pregressa e delle soluzioni ponte trovate, sarebbe ora che la questione venisse chiarita una volta per tutte,identificando un meccanismo che non renda periodicamente gli ebrei un "problema", garantendo i diritti di tutti come,almeno sulla carta, la nostra Costituzione vorrebbe.
Sulla carta, perchè il 9 giugno 2019 non venne trovata alcuna soluzione al fatto che i ballottaggi delle elezioni amministrative si svolgessero nel mezzo dei due giorni della Pentecoste (Shavuoth)e, ad esempio a Livorno come a Ferrara ed altrove: una chiara lesione del diritto di voto di alcuni cittadini si è concretizzata.
Interessai allora l'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane che intervenne presso le Autorità ,arenandosi poi dinanzi all'incapacità e mancata volontà dello Stato di porre rimedio.
Non voglio pensare che dinanzi al fatto che i ballottaggi non riguardassero Roma e Milano, le maggiori comunità ebraiche italiane, in fondo in fondo si sia pensato che era mal di poco.
Ma da allora, domanda retorica,si è trovata una soluzione che metta al riparo dal ritrovarsi in simili situazioni?
Gadi Polacco



giovedì 16 giugno 2022

UN'ISCRIZIONE CARTAGINESE A LIVORNO

"Il Vessillo Israelitico", gloriosa testata ebraica (1874-1922), nel numero di novembre 1882 narra di un'iscrizione cartaginese custodita a Livorno.

venerdì 10 giugno 2022

STUPRI E SCHIAVITU' A LIVORNO : UNA RICERCA METTE SOTTO ACCUSA BORROMEI, PRIMO GONFALONIERE DI LIVORNO,AL QUALE E' DEDICATA ANCHE UNA VIA

E' approdata oggi sul "Venerdì" di Repubblica , dopo essere stata ripresa anche da varie testate internazionali (addirittura in Australia), la truce vicenda che vede sotto accusa, in base a documenti rinvenuti da una studiosa israeliana, il primo gonfaloniere di Livorno, al quale è dedicata anche una via cittadina, Bernadetto Borromei.

Dallo studio emerge una vicenda nella quale stupri, schiavitù,estorsione , razzismo e violenza si fondono.

Sarà interessante vedere se la questione verrà affrontata ed elaborata dalla città (al momento la scomoda vicenda non pare aver destato interesse) e non appare casuale, non potendo comunque escludere a priori la coincidenza,che Repubblica riprenda proprio oggi, 429° anniversario delle "Livornine" del 1593, l'argomento.

Il sostanziale non intervento, continuando anzi a sostenerlo, di Cosimo II de' Medici nei confronti di Borromei, ci ricorda anche come la grande "liberalità " delle Livornine, spesso decantata ed indubbia nel contesto del periodo storico, fosse comunque assai interessata e in qualche modo limitata, non dimenticando l'eccezione di Livorno "no ghetto" quando, però, i ghetti esistenti in Toscana rimasero in funzione.

Gadi Polacco

COMUNITANDO

www.livornoebraica.org


Una ricostruzione estesa della vicenda:

https://www.meteoweb.eu/2022/05/stupra-donne-ebraiche-livorno/1791424/

mercoledì 27 aprile 2022

Bernadetto Borromei,il gonfaloniere dell'elevazione a città di Livorno (1606) ,sotto accusa alla luce di documenti emersi.

Tamar Herzig, docente dell'Università di Tel Aviv, in un saggio apparso
su "American Historical Review" mette sotto accusa,per traffico di
schiave ebree dal Marocco a scopo estorsivo nei confronti della Comunità

Ebraica, Bernadetto Borromei.

Ne parla il gornale israeliano Haaretz:


https://www.haaretz.com/archaeology/grisly-discovery-reveals-plight-of-jewish-slaves-in-renaissance-europe-1.10742651


COMUNITANDO

www.livornoebraica.org

giovedì 14 aprile 2022

AUGURI PER TUTTE LE PASQUE....

Pasqua ebraica (Pesach) e Pasque cristiane (al plurale stante le diverse date tra quella cattolica e quella ortodossa).

Conto alla rovescia ormai iniziato per tutti e quindi buone Pasque ai festeggianti e agli altri,come sempre,ottime cose!

COMUNITANDO blog

www.livornoebraica.org

(a cura di Gadi Polacco)


Pesach, la pasqua, è la prima delle tre grandi ricorrenze liete della tradizione ebraica. La festa commemora la liberazione dalla schiavitù d'Egitto, evento che diede origine alla vita indipendente del popolo d'Israele e che fu il primo passo verso la promulgazione della Legge divina.

Inizia il 15 del mese ebraico di Nissàn, nella stagione nella quale, in terra d'Israele, maturano i primi cereali; segna quindi l'inizio del raccolto dei principali prodotti agricoli. è anche nota col nome Hag hamatzot, festa delle azzime. In terra d'Israele Pesach dura sette giorni dei quali il primo e l'ultimo di festa solenne, gli altri di mezza festa. Fuori d'Israele – nella Diaspora – la durata di Pesach è di otto giorni, dei quali i primi e gli ultimi due sono di festa solenne. In ricordo del fatto che quando furono liberati dalla schiavitù gli Ebrei lasciarono l'Egitto tanto in fretta da non avere il tempo di far lievitare il pane, per tutta la durata della ricorrenza è assolutamente vietato cibarsi di qualsiasi alimento lievitato o anche solo di possederlo. Si deve invece far uso di matzà, il pane azzimo, un pane non lievitato e scondito, che è anche un simbolo della durezza della schiavitù.

I giorni precedenti la festa di Pesach sono dedicati a una scrupolosa e radicale pulizia di ogni più riposto angolo della casa per eliminare anche i piccoli residui di sostanze lievitate. Usanza mutuata anche dalla lingua italiana nella quale ricorre spesso l'espressione "pulizie di Pasqua" – sinonimo anche delle "pulizie di primavera".
La prima sera viene celebrato il Seder, in ebraico "ordine", suggestiva cena nel corso della quale vengono rievocate e discusse secondo un ordine prestabilito le fasi dell'Esodo, rileggendo l'antico testo della Haggadah. Si consumano vino, azzime ed erba amara in ricordo dei dolori e delle gioie degli Ebrei liberati dalla schiavitù. Si inizia con l'invito ai bisognosi ad entrare e a partecipare alla cena e si prosegue con le tradizionali domande rivolte al padre di famiglia dal più piccolo dei commensali; la prima di queste è volta a sapere "in che cosa si distingue questa notte dalle altre?". Tali quesiti consentono a tutti i presenti di spiegare, commentare, analizzare i significati dell'esodo e della miracolosa liberazione dall'Egitto, le implicazioni di ogni schiavitù e di ogni redenzione.

I simboli della festa, la scrupolosa pulizia che la precede, il pane azzimo vale a dire il "misero pane che i nostri padri mangiarono" – il Seder, la lettura della Haggadah, fanno sì che ben pochi bambini arrivino all'adolescenza senza conoscere la storia dell'uscita dell'Egitto e senza avvertire che questa è una parte essenziale della loro storia.
La matzà, il duro alimento che sostituisce il morbido e saporito pane di tutti i giorni, sta anche ad indicare il contrasto tra l'opulenza dell'antico Egitto, l'oppressore, e le miserie di chi, schiavo, si accinge a ritrovare appieno la propria identità.

Può anche ricordare che la libertà è un duro pane, così come l'eliminazione dei lieviti può rappresentare la necessità di liberarsi dalla corruzione della vita servile e anche dalle passioni che covano nell'intimo dell'animo umano.

(da www.ucei.it )