martedì 23 dicembre 2014

Staffetta tra feste religiose : gli auguri per le imminenti festività natalizie

La festa ebraica di Hanucchà si congeda e la comunità cristiana (gli ortodossi lo faranno il 7 gennaio) si appresta a celebrare le ricorrenze natalizie.
Feste diverse ma caratterizzate dalla luce (Hanuccà è detta anche "festa delle luci") per spazzare via le tenebre , come avvenne quando gli ellenici, profanando anche il Tempio di Gerusalemme,fallirono nel tentativo di cancellare l'ebraismo per imporre il proprio pensiero e i propri costumi.
Purtroppo vi è ancora chi, nei nostri tempi,  vorrebbe imporre,per giunta violentemente, la propria identità sugli altri: le stragi di uomini e donne in preghiera, ebrei, cristiani e anche islamici uccisi da terroristi fanatici che dichiarano di professare lo stesso credo di quest'ultimi, lo testimoniano crudamente.
Auguri quindi a quanti si accingono a celebrare le festività natalizie affinchè la luce torni presto a regnare sul mondo anche attraverso la libertà di culto , ciascuno secondo le proprie peculiarità, accompagnata dal rispetto dei basilari diritti dell'uomo, credente o non credente che sia.

COMUNITANDO
www.livornoebraica.org
(a cura di Gadi Polacco)



Nella foto : un lume (Hanucchià) della festa ebraica di Hanucchà.


giovedì 18 dicembre 2014

COMUNITANDO - www.livornoebraica.org sostiene l'iniziativa della Comunità Ebraica di Roma a favore dei fucilieri Latorre e Girone. ‪#‎BringBackOurMarò‬

Comunitando
www.livornoebraica.org  sostiene l'iniziativa a favore dei fucilieri Latorre e Girone per il loro definitivo  rientro, finalmente dinanzi al protrarsi di una situazione divenuta grottesca, in Italia.

 "La Comunità Ebraica di Roma", si legge in una nota," esprime forte preoccupazione per la vicenda che da due anni coinvolge i due fucilieri di Marina, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Le ultime decisioni dell'India, che allontanano il ritorno dei due marò in Italia, non possono lasciarci indifferenti".

La Comunità della capitale spiega poi che "da ebrei italiani sentiamo di dover dare ogni contributo possibile per tenere alta l'attenzione mediatica e sensibilizzare il maggior numero di persone. Noi tutti rivogliamo i nostri marò qui in Italia. Oggi la Giunta della Comunità Ebraica di Roma ha deciso di essere in prima linea e lanciare la campagna #bringbackourmarò sui social network e in tutta la Rete per chiedere al mondo di non lasciare soli Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Ci impegneremo a promuovere iniziative fino al giorno in cui li rivedremo tornare a Roma dalle loro famiglie".

Aderendo all'iniziativa "Progetto Dreyfus" (gruppo d'informazione attivo su Facebook e nella rete) sottolinea al riguardo come e riferendosi ai due militari : " la loro sorte non è una vicenda di destra o di sinistra, ma un tema che riguarda semplicemente libertà e giustizia.
Anche noi vediamo con favore la soluzione che porti a riavere i nostri marò in Italia. Il nostro impegno che si somma ai numerosi impegni presi da Progetto Dreyfus tu temi tradizionalmente a cuore di schieramenti diversi è quello di promuovere ogni iniziativa pacifica volta al ricongiungimento di Massimiliano e Salvatore con le proprie famiglie".

Condividendo questo spirito umanitario e apartitico, COMUNITANDO - www.livornoebraica.org si aggiunge alla rete in corso di creazione.


(Foto da "Progetto Dreyfus" )

#‎BringBackOurMarò‬

COMUNITANDO
Blog di cose ebraiche livornesi a cura di Gadi Polacco



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lunedì 15 dicembre 2014

DA DOMANI SERA (16 DICEMBRE 2014) LA FESTA EBRAICA DI HANUCCHA' DELL'ANNO 5775.


HA INIZIO DOMANI SERA, 16 DICEMBRE 2014, LA FESTA EBRAICA DI HANUCCHA' (trascritta anche come Chanukkà) DEL CORRENTE ANNO EBRAICO 5775.
PER 8 GIORNI IL LUME DENOMINATO "HANUCCHIA' " VERRA' ACCESO PER SIMBOLEGGIARE, CON LA SUA LUCE, L'IMPORTANZA DEL CONCETTO DI LIBERTA'.
HANUCCHA' SAMEACH, QUINDI, OVVERO FELICE HANUCCHA'

Comunitando - www.livornoebraica.org


(dal sito www.ucei.net)
Chanukkà nel calendario autunnale è preceduta da circa due mesi in cui non c’è alcuna ricorrenza, a parte il sabato e i capomese. Probabilmente anche per questo l’atmosfera è particolarmente allegra e i bambini la aspettano con ansia.
La festa di Chanukkà, tra tutte le antiche ricorrenze ebraiche, è l’unica che non affondi in qualche modo le sue radici nella Bibbia e nei suoi racconti; è una festa stabilita dai Maestri del Talmud e ricorda un avvenimento accaduto in terra di Israele, nel 168 a.e.v.
Antioco Epifane di Siria – ottavo re della dinastia seleucide, erede di una piccola parte dell’Impero appartenuto ad Alessandro Magno – voleva imporre la religione greca alla Giudea. Le mire di ellenizzazione furono contrastate e impedite da Mattatià, un sacerdote di Modiin della famiglia degli Asmonei che insieme ai suoi sette figli, diedero avvio alla rivolta.
Chanukkà è conosciuta anche come la festa del miracolo dell’olio: quando dopo una strenua battaglia, il 25 di Kislev di tre anni dopo (165 a.e.v.), il Tempio fu riconquistato, si doveva procedere alla riconsacrazione. Nel Tempio però fu trovata una sola ampolla di olio puro recante il sigillo del Sommo Sacerdote. Per la preparazione di olio puro (viene considerato olio puro quello raccolto dalle prime gocce della spremitura delle olive) occorrevano otto giorni. Nel trattato talmudico di Shabbat (21b) leggiamo del grande miracolo che occorse: l’olio che poteva bastare per un solo giorno, fu sufficiente per otto giorni, dando così la possibilità ai Sacerdoti di prepararne dell’altro nuovo. In ricordo di quel miracolo, i Saggi del Talmud istituirono una festa di lode e di ringraziamento al Signore che dura appunto 8 giorni: Chanukkà che letteralmente, significa “inaugurazione”.
La prima sera della festa si accende un lume su un candelabro speciale a nove bracci, e ogni sera, per otto giorni, se ne aggiunge uno in più, fino a che l’ottava sera si accendono 8 lumi. Questo candelabro si chiama Chanukkià e può avere diverse forme. L’indicazione è che gli otto contenitori per le candele siano tutti allineati alla stessa altezza e che il nono – lo shammash, il servitore, quello che serve per accendere gli altri lumi – sia in una posizione diversa.
I bambini ricevono regali e in particolare delle trottoline su cui compaiono le iniziali delle parole “Un grande miracolo è avvenuto lì”.
Uno dei precetti relativi alla festa è quello di “rendere pubblico il miracolo”, per questo si usa accendere i lumi al tramonto o più tardi, quando c’è ancora gente nelle vie, vicino alla finestra che si affaccia sulla strada, al fine di rendere pubblico il miracolo che avvenne a quel tempo. Negli ultimi anni nelle grandi piazze di alcune città italiane, si issa un’enorme Chanukkià i cui lumi vengono accesi in presenza di numerosi intervenuti.

Foto : la Hanucchià accesa , lo scorso anno, dinanzi alla Sinagoga di piazza Benamozegh, a Livorno

domenica 7 dicembre 2014

Mentre la ricca multinazionale del terrore opera incessantemente,a Livorno a essere terrorista (nella mente bacata di alcuni) è Israele....

Mentre la ricchissima multinazionale del terrore (Isis,Hamas,Boko Haram,Shebab,ecc,ecc) continua ad ammazzare ebrei,cristiani,islamici stessi e altri,anche in preghiera,praticando puro terrore e infischiandosene dei popoli che ipocritamente dice di voler tutelare, a Livorno a essere terrorista, nella mente bacata di qualcuno, chi volete che sia?! Facile : Israele. Vediamo come sapranno questa volta intervenire le autorità, dinanzi a questo bel risultato della propaganda pacifinta (siamo in via Grande, prossimità piazza della Repubblica).

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sabato 22 novembre 2014

Le vittime della strage nella Sinagoga di Gerusalemme commemorate a Livorno. Messaggio di solidarieta' dell'Amicizia Ebraico Cristiana.

Le vittime dell'attentato alla Sinagoga di Gerusalemme,i fedeli in preghiera e il poliziotto druso intervenuto con i colleghi, sono state commemorate oggi nella Sinagoga di Livorno.
Alle funzioni del Sabato hanno anche assistito Caterina Meucci e Monica Leonetti Cuzzocrea,portatrici di un messaggio di solidarieta' letto oggi,nella Sala Lampronti della Comunita',dalla d.sa Cuzzocrea,la quale ha ricordato anche le parole di solidarieta' inviate dal Vescovo di Livorno,Simone Giusti.
Questo il testo letto a nome dell'Amicizia Ebraico Cristiana:

"Livorno 21 Novembre 2014/28 Chesvan 5775

Carissimi Fratelli,
vogliamo in questo momento di grande tensione sia a Gerusalemme che in alter zone d'Israele che non risparmiano neanche i luoghi di culto, unirci in preghiera con voi per l'inizio di Shabbat.
Insieme a voi vogliamo elevare le nostre forti grida di preghiera invocando l'Altissimo affinché fermi le mani omicida.
Egli non vuole la morte dell'uomo, ancor meno nel Suo Nome.
Possa veramente questa nostra comune preghiera contribuire alla pacificazione degli animi.
Questo nostro "stare insieme", in questo momento di grande lutto e dolore, possa, quando Lui vorrà e come vorrà, diventare un momento di gioia nel quale poter recitare le parole del Salmo

Cantate a D-o,cantate
Cantate al nostro Re, cantate!
Perché D-o è re di tutta la terra
Cantategli un inno solenne
D-o regna sui popoli
D-o siede sul trono santo
I capi dei popoli si riuniscono
insieme al popolo del D-o d'Abramo
Perché a D-o appartengono i potenti della terra
Egli è l'Altissimo

con affetto
Caterina e Monica

per L'Amicizia Ebraico-Cristiana di Livorno "Miranda Schinasi"

Il Vicepresidente della Comunita', Guido Servi, ha ringraziato per le sentite parole .

Comunitando-www.livornoebraica.org si unisce all'apprezzamento per il gradito e sincero messaggio.
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martedì 18 novembre 2014

Nessuna differenza tra l'uccidere ebrei o cristiani in preghiera. Identici sono anche l'odio e le mani degli assassini.

Pare che disturbi dirlo ma a uccidere ebrei e cristiani in preghiera sono le stesse mani,mosse da fanatismo integralista e razzismo.
A tirare le fila sono squallidi burrattinai che pure trovano simpatie e complicita' anche nel mondo occidentale democratico, strumentalizzando cinicamente la cosiddetta "causa palestinese".
Assordante e indicativo dell'ipocrisia che regna e' il silenzio dei cosiddetti "pacifisti",in realta' ormai divenuti "pacifinti",su quanto accade.
Si rianimeranno pero' presto,quando Israele,esercitando il proprio diritto di difesa e di tutela della propria cittadinza,dovra' nuovamente intervenire : e' infatti l'essere antisraeliani,spesso sfociando nell'antisemitismo,che muove queste persone,non la ricerca della pace.
Ma il gioco, per chi vuol vedere,e' ormai scoperto.

Gadi Polacco
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lunedì 17 novembre 2014

Solidarieta' a Bruno Bastogi per l'offesa,sul lavoro, a sfondo razziale.

Piena solidarieta' a Bruno Bastogi, preso di mira da un'idiota e per ora anonima offesa razziale sul lavoro.
Opportuna la sua risposta a questo gesto che si aggiunge,solo per rimanere alla storia recente,ad altri episodi simili occorsi in citta'.
La vocazione "tollerante" (pessima definizione) di Livorno che tanto si ama sbandierare,e' decisamente contraddetta da certi atti.

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domenica 16 novembre 2014

Partenza alla grande per il nuovo anno sociale dell'Amicizia Ebraico Cristiana di Livorno

L'Amicizia Ebraico Cristiana di Livorno ha aperto l'anno sociale 5775 /2014-15 con un'iniziativa sul Rabbino e filosofo livornese Elia Benamozegh,figura chiave per il dialogo interreligioso, in occasione del centenario della pubblicazione di "Israël et l'humanité",una delle sue opere più importanti e di vasto respiro.

Conosciuto anche come il "Rabbino del Risorgimento", per la sua adesione alle tesi risorgimentali, Elia Benamozegh (Livorno 1823-1900) è stato biblista, talmudista, cabbalista, filosofo della religione, divenendo uno dei personaggi più importanti, grazie alle sue numerose opere, del mondo ebraico internazionale, assai conosciuto,studiato  e apprezzato anche negli ambienti non ebraici.

A Villa Mimbelli (Sala degli Specchi, gentilmente concessa dal Comune di Livorno), dopo i saluti, introdotti da Caterina Meucci per l'AEC Livorno, sono intervenuti
Marco Cassuto Morselli e Gabriella Maestri, coordinati da Guido Guastalla.
In apertura,da Caterina Meucci , e' stata comunicata l'avvenuta intitolazione dell'Associazione livornese alla memoria di Miranda Schinasi (z.l.), recentemente e prematuramente scomparsa.
La bellissima Sala degli Specchi era affollata di partecipanti,alcuni dei quali rimasti in piedi,e numerosi sono stati gli interventi del pubblico.
Nonostante le avverse condizioni meteorologiche,quindi,un'apertura in grande stile.

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(Foto allegate)
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venerdì 14 novembre 2014

DOMENICA A VILLA MIMBELLI INCONTRO SULLA FIGURA DI ELIA BENAMOZEGH, RABBINO E FILOSOFO.

 DOMENICA A VILLA MIMBELLI INCONTRO SULLA FIGURA DI ELIA BENAMOZEGH, RABBINO E FILO 

L'Amicizia Ebraico Cristiana di Livorno apre l'anno sociale 5775 /2014-15 con un'iniziativa sul Rabbino e filoso livornese Elia Benamozegh,figura chiave del dialogo interreligioso, in occasione del centenario della pubblicazione di "Israël et l'humanité",una delle sue opere più importanti e di vasto respiro.
Conosciuto anche come il "Rabbino del Risorgimento", per la sua adesione alle tesi risorgimentali, Elia Benamozegh (Livorno 1823-1900) è stato biblista, talmudista, cabbalista, filosofo della religione, divenendo uno dei personaggi più importanti, grazie alle sue numerose opere, del mondo ebraico internazionale, assai conosciuto,studiato  e apprezzato anche negli ambienti non ebraici.
A Villa Mimbelli (Sala degli Specchi, gentilmente concessa dal Comune di Livorno),inizio ore 16.15, dopo i saluti, introdotti da Caterina Meucci per l'AEC Livorno, ne parleranno
Marco Cassuto Morselli e Gabriella Maestri, coordina Guido Guastalla
Nelle foto : copia dell'invito e ritratto di Elia Benamozegh

NOTA DI REDAZIONE : si apprende che per l'occasione verrà comunicata l'avvenuta intitolazione dell'Associazione alla memoria di Miranda Schinasi (z.l.)




domenica 2 novembre 2014

Pitigliano – Una targa per rav Kahn

Da www.moked.it

A dieci anni dalla sua scomparsa, realizzandosi la proposta partita da Anna ed Enzo Priami, una targa è stata apposta nel Tempio pitiglianese a ricordo della consulenza entusiasticamente fornita da rav Isidoro Kahn alla ricostruzione del luogo.

Presenti la moglie Liliana, che ha rivolto un commosso saluto ai presenti, il figlio Michael che ha apposto la targa e il nipote Giacomo che ha tratteggiato un profilo del Rav appartenente a una generazione che operava "l'ortodossia con il sorriso", risorta dalla tragica esperienza della Shoah. La cerimonia è stata ospitata da "La piccola Gerusalemme", l'associazione che cura il sito ebraico presieduta da Elena Servi che ha dato il benvenuto ai convenuti.
L'apposizione della targa è stata preceduta dagli interventi rabbino capo di Livorno Yaid Didi, il quale ha poi recitato l'Ashkavà per lo scomparso e del presidente della Comunità ebraica labronica Vittorio Mosseri.
Nell'occasione è stato poi presentato, introdotto dal presidente Mosseri, il volume opera dello studioso Paolo Orsucci (editore Belforte) dal titolo "Quale e' la via del vento?"
Cosa ha spinto Orsucci a scrivere un volume su rav Kahn? "Avevo voglia di raccontare la vita di qualcuno, dare la possibilità di leggere attraverso le mie parole l'avventura umana ed ebraica di un uomo" afferma l'autore. "Ci sono vari modi di vivere la propria ebraicità – ha proseguito – e quella di rav Kahn secondo me merita attenzione: è per questo che il mio pensiero è andato a lui. Kahn è stato il 'rabbino delle persone' nel senso più nobile e vero del termine ed è stato un fine intellettuale, aspetto che non ha mai fatto pesare a nessuno né mai se ne è fatto vanto".
Orsucci annota poi, parlando sempre del Maestro oggi ricordato: "Ha una pubblicistica di tutto rispetto, della quale non ha mai fatto risonanza. Infatti non lo sapeva nessuno (o quasi, naturalmente). Me ne sono stupito io stesso, l'ho scoperto durante le ricerche per il libro. Ha avuto doti umane che ha maneggiato con tatto e rispetto verso gli altri e ha reso accessibili i precetti ebraici a tutti coloro che ne hanno voluto vivere la pienezza del significato. Spero di aver fatto di rav Kahn un ritratto che trasmetta la statura morale della sua persona, tutt'altro che ripiegata su se stessa ma aperta agli altri e al mondo".
L'apertura al mondo alla quale accenna Orsucci è peraltro ben testimoniata dall'impegno profuso da rav Kahn anche nel dialogo interreligioso.
Al suo arrivo a Livorno troverà terreno più che idoneo nel rapporto, iniziato già con rav Laras, con quella figura fortemente e carismaticamente radicata nel territorio impersonificata dal vescovo Alberto Ablondi, scomparso alcuni anni or sono.
Monica Leonetti Cuzzocrea, una delle fondatrici dell'Amicizia Ebraico Cristiana labronica, dell'alro prelato è stata stretta collaboratrice e così ricorda i rapporto tra questi e rav Kahn: "Quando si parla del rapporto di amicizia tra il vescovo Ablondi e il Rabbino capo Kahn, la prima immagine che viene in mente è quella dell'abbraccio. Due persone che venivano, oltre che da ambienti religiosi diversi, anche da città con tradizioni diverse ma che dell'incontro avevano la loro ragione di vita. Questo il perché di questa immagine che a distanza di anni ancora è viva nella memoria di chi vi scrive" ricorda Cuzzocrea che ulteriormente approfondisce: "Un' amicizia vissuta al di fuori dell'istituzionalità che però ha fatto si che il vescovo Ablondi proponesse alla Conferenza Episcopale Italiana l'introduzione della celebrazione della Giornata del dialogo ebraico-cristiano nel 1977. Ho ancora vivo quel 17 gennaio quando sottobraccio davanti alle autorità, camminavano davanti alla fiaccolata che si snodava per le vie del centro livornese dopo aver pregato davanti alla Channukkiah della sinagoga. Le loro telefonate non passavano mai dai centralini, e i loro incontri erano nelle case come quelli di amici che avevano cura della vita dell'altro. Ci sono stati momenti di sofferenza fisica e li vedevi al capezzale dell'ospedale che si confortavano e si davano appuntamento per impegni futuri. Quelli sulla terra si sono interrotti ma li vedo davanti al Padre che sottobraccio continuano quelle conversazioni illuminate dal loro sorriso".
A chiudere la giornata, sotto la direzione del Maestro Paolo Filidei, il concerto del Coro "Ernesto Ventura", basato sul prezioso patrimonio ebraico livornese che rav Kahn, peraltro dotato di gran voce e passione musicale, tanto amò e fece proprio nel rispetto degli usi locali.
Un plauso per il lavoro organizzativo a David Novelli e a quanti hanno collaborato.

Gadi Polacco





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martedì 28 ottobre 2014

La scomparsa del Prof. Carlo Venturini è un lutto anche per il mondo ebraico

Con la scomparsa del Prof. Carlo Venturini, fine giurista, uomo di vera cultura e signorile gentilezza, anche il mondo ebraico livornese perde un sincero amico.

Costante è stata la sua presenza alle iniziative di carattere  ebraico  alle quali, non di rado, ha collaborato dando il proprio prezioso apporto.

Sia il suo ricordo per benedizione.

Gadi Polacco
COMUNITANDO - www.livornoebraica.org



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giovedì 23 ottobre 2014

Presentato a Livorno il libro "Pesante come una piuma", una storia che ci ricollega al tragico passato di Roccatederighi.

"PESANTE COME UNA PIUMA" , una storia che ci ricollega al tragico passato di Roccatederighi, è il titolo del libro che la scrittrice livornese Laura Paggini ha presentato il 22 ottobre 2014 presso il "Centro Donna" labronico.
L'iniziativa era parte del percorso denominato "Settembre pedagogico" e infatti, afferma l'autrice, "in questo frangente, il romanzo verrà trattato da un punto di vista pedagogico, riservandoci prossimamente di riproporlo in una chiave di lettura prettamente storica. Questa volta si parlerà della banalità del male."

"Nella sala mensa dove abbiamo cantato e ballato insieme, figli e genitori, altri figli e altri genitori sono stati radunati per essere deportati a Fossoli e da lì ai campi di sterminio", aggiunge Luara Paggini che poi si chiede : " Dove era scritto che noi vi saremmo andati negli anni 2000 e non nel 1943?... Tante sono le domande che mi hanno invasa e insieme la voglia di far conoscere quei bambini, nella speranza che qualche ragazzino di oggi possa sentirli suoi amici, possa vedere in loro se stesso e scegliere di essere, come il protagonista, cavaliere di memoria".

Nella presentazione del libro si legge : "il primo giugno 2002 è un grande giorno per Gianluca: sta per iniziare la sua prima vacanza “da grande”, senza la mamma e il papà, in compagnia solo dei suoi amici e dell’insuperabile don Carlo! Quello che Gianlu non sa è che, a Roccatederighi, lo attende un’esperienza che rimarrà impressa nella sua giovane memoria: quel luogo, infatti, è stato scenario di uno dei più grandi orrori che la Storia ricordi".

Il romanzo di Laura Paggini aggiunge un ulteriore tassello al quadro della memoria circa quanto avvenne in questa bella località maremmana, una storia in verità che molti non amano riportare alla luce, in quanto ritenuta "scomoda" : “Roccatederighi campo di concentramento" è il titolo di un documentario , curato dalla giornalista RAI Vera Paggi per RAI News 24, presentato pochi anni or sono.

Il sito www.storiaxxisecolo.it , nelle pagine dedicate alle deportazioni dal grossetano, ricorda tra le prove documentali relative al campo " una copia del contratto di affitto firmato dal vescovo e dal maresciallo di Pubblica sicurezza Gaetano Rizziello, designato a dirigere il campo di internamento. Vi è scritto, tra l’altro, che monsignor Galeazzi «in prova di speciale omaggio verso il nuovo governo» (La Santa Sede non ha mai riconosciuto la Repubblica di Salò, ndr ) cede in affitto al direttore «del campo di concentramento ebraico» un’ala del seminario vescovile estivo di Roccatederighi."

Riferendosi all'allora capo della provincia Ercolani il sito, citando un articolo in merito apparso su "Il Corriere della Sera" nel 2002, annota ulteriormente che "
per disposizione del capo della provincia il lager fu recintato col filo spinato e vi furono posti a guardia venti militi repubblichini armati di mitragliatrici e bombe a mano. Vi furono internati ottanta ebrei italiani e stranieri e, a quanto raccontarono i sopravvissuti, la detenzione non fu molto dura. Le guardie erano bonarie e lo stesso vescovo si intratteneva con i reclusi distribuendo doni e carezze ai più piccoli. Ma una parte degli ebrei venne ugualmente deportata ad Auschwitz su sollecitazione delle autorità locali: erano trentasette stranieri e nove italiani. Gli altri, tutti nati e residenti nella provincia di Grosseto, furono rilasciati poco prima della Liberazione, forse perché i loro custodi volevano assicurarsi benemerenze per il futuro!".

Meritorio è quindi il contributo di Laura Paggini : il volume è reperibile sia in forma stampata che eBook tramite
Youcanprint , piattaforma di selfpublishing.

Nella foto : l'autrice , Laura Paggini,durante la presentazione livornese.

mercoledì 8 ottobre 2014

Da questa sera la festa ebraica di Succoth

Ha inizio questa sera la festa ebraica di Succoth dell'anno 5775.
Di seguito la scheda di approfondimento tratta dal sito dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italuiane (UCEI).

La festa delle capanne

La festa di Sukkoth inizia il 15 del mese di Tishrì. Sukkoth in ebraico significa "capanne" e sono appunto le capanne a caratterizzare questa festa gioiosa che ricorda la permanenza degli ebrei nel deserto dopo la liberazione dalla schiavitù dall'Egitto: quaranta anni in cui abitarono in dimore precarie, accompagnati però, secondo la tradizione, da "nubi di gloria".
Nella Torà (Levitico, 23, 41-43) infatti troviamo scritto: "E celebrerete questa ricorrenza come festa in onore del Signore per sette giorni all'anno; legge per tutti i tempi, per tutte le vostre generazioni: la festeggerete nel settimo mese. Nelle capanne risiederete per sette giorni; ogni cittadino in Israele risieda nelle capanne, affinché sappiano le vostre generazioni che in capanne ho fatto stare i figli di Israele quando li ho tratti dalla terra d'Egitto".
La festa delle capanne è una delle tre feste di pellegrinaggio prescritte nella Torà, feste durante le quali gli ebrei dovevano recarsi al Santuario a Gerusalemme, fino a quando esso non fu distrutto dalle armate di Tito nel II secolo e.v. Altri nomi della festa sono "Festa del raccolto" e anche "Festa della nostra gioia", poiché cade proprio in coincidenza con la fine del raccolto quando si svolgevano grandi manifestazioni di gioia. Questa festa è detta anche "festa dei tabernacoli" e il precetto che la caratterizza è proprio quello di abitare in capanne durante tutti i giorni della festa. Se a causa del clima o di altri motivi non si può dimorare nelle capanne, vi si devono almeno consumare i pasti principali. Altri nomi della festa sono "Festa del raccolto" e anche "Festa della nostra gioia", poiché cade proprio in coincidenza con la fine del raccolto quando si svolgevano grandi manifestazioni di gioia.
La capanna deve avere delle dimensioni particolari e deve avere come tetto del fogliame piuttosto rado, in modo che ci sia più ombra che luce, ma dal quale si possano comunque vedere le stelle. E' uso adornare la sukkà, la capanna, con frutta, fiori, disegni e così via.
La sukkà non è valida se non è sotto il cielo: l'uomo deve avere la mente e lo spirito rivolti verso l'alto.
Un altro precetto fondamentale della festa è il lulàv: un fascio di vegetali composto da un ramo di palma, due di salice, tre di mirto e da un cedro che va agitato durante le preghiere. Forte è il significato simbolico del lulàv: la palma è senza profumo, ma il suo frutto è saporito; il salice non ha né sapore né profumo; il mirto ha profumo, ma non sapore ed infine il cedro ha sapore e profumo. Sono simbolicamente rappresentati tutti i tipi di uomo: tutti insieme sotto la sukkà. Secondo un'altra interpretazione simbolica la palma sarebbe la colonna vertebrale dell'uomo, il salice la bocca, il mirto l'occhio ed infine il cedro il cuore. L'uomo rende grazie a Dio con tutte le parti del suo essere.
L'uomo è disposto a mettersi al servizio di Dio anche nel momento in cui sente che massima è la potenza che ha raggiunto: ha appena raccolto i frutti del suo raccolto, ma confida nella provvidenza divina e abbandona, anche se solo per pochi giorni, la sua dimora abituale per abitare in una capanna. Capanna che è insieme simbolo di protezione, ma anche di pace fra gli uomini. "E poni su di noi una sukkà di pace" riecheggiano infatti i testi di numerose preghiere; ci sono dettagliate regole che stabiliscono l'altezza massima e minima che deve avere una sukkà, ma per quanto concerne la larghezza viene stabilita solo la dimensione minima: nei tempi messianici infatti la tradizione vuole che verrà costruita una enorme unica sukkà nella quale possa risiedere tutta l'umanità intera.


venerdì 3 ottobre 2014

Il Vicesegretario PSI di Pisa e lo scivolone sulla Sinagoga : ovvero quando i laici attentano alla Laicità



moked/מוקד il portale dell'ebraismo italiano
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www.moked.it


“Se volessi scendere ad un livello politico superficiale, come quello che leggo in quelle dichiarazioni, la domanda che potrei fare è questa: ‘Perché nessuno è indignato per la presenza della sinagoga, nonostante l’esercito israeliano continui imperterrito a bombardare e ad uccidere, oltre che i terroristi, anche i civili, gli uomini, le donne e i bambini?”.
Questa “perla’, tratta da Pisatoday.it, è attribuita al vicesegretario del PSI pisano Luca Pisani, invocante la laicità dello Stato, intervenuto nel locale dibattito, fotocopia ormai di molti altri, sul progetto di costruzione di una moschea.

Ovvero, così posta la questione, quando l’ignoranza laica attenta alla Laicità stessa.

Gadi Polacco*

(3 ottobre 2014)

http://moked.it/blog/2014/10/03/laicita-2/








giovedì 2 ottobre 2014

SABATO IL MONDO EBRAICO OSSERVA IL SOLENNE GIORNO DEL KIPPUR

Dopo il recente Capodanno che ha introdotto l'anno 5775 del calendario ebraico (lunare) ecco approssimarsi il solenne giorno del Kippur che quest'anno coinciderà con lo Shabbath, ovvero il Sabato ebraico che ha inizio il venerdi sera per concludersi al tramonto del giorno seguente.
Giorno di "espiazione" e riflessione,ecco come lo descrive il sito dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane:
"Il dieci del mese di Tishrì cade lo Yom Kippur, giorno considerato come il più sacro e solenne del calendario ebraico.
E' un giorno totalmente dedicato alla preghiera e alla penitenza e vuole l'ebreo consapevole dei propri peccati, chiedere perdono al Signore. E' il giorno in cui secondo la tradizione Dio suggella il suo giudizio verso il singolo. Se tutti i primi dieci giorni di questo mese sono caratterizzati dall'introspezione e dalla preghiera, questo è un giorno di afflizione, infatti in Levitico 23:32 è scritto "voi affliggerete le vostre persone". E' un giorno di digiuno totale, in cui ci si astiene dal mangiare, dal bere e da qualsiasi lavoro o divertimento e ci si dedica solo al raccoglimento e alla preghiera; il digiuno che affligge il corpo ha lo scopo di rendere la mente libera da pensieri e di indicare la strada della meditazione e della preghiera.
Prima di Kippur si devono essere saldati i debiti morali e materiali che si hanno verso gli altri uomini. Si deve chiedere personalmente perdono a coloro che si è offesi: a Dio per le trasgressioni compiute verso di Lui, mentre quelle compiute verso gli altri uomini vanno personalmente risarcite e sanate.
Ci si deve avvicinare a questo giorno con animo sereno e fiduciosi che la richiesta di essere iscritti da Dio nel "Libro della vita", sarà esaudita. La purezza con cui ci si avvicina a questa giornata da alcuni è sottolineata dall'uso di vestire di bianco.
E' chiamato anche "Sabato dei sabati", ed è l'unico tra i digiuni a non essere posticipato se cade di sabato.
Kippur è forse la più sentita tra le ricorrenze e anche gli ebrei meno osservanti in questo giorno sentono con più forza il loro legame con l'ebraismo. Un tempo, gli ebrei più lontani venivano detti "ebrei del Kippur" perché si avvicinavano all'ebraismo solo in questo giorno.
L'assunzione della responsabilità collettiva è un altra delle caratteristiche di questo giorno: in uno dei passi più importanti della liturgia si chiede perdono dicendo "abbiamo peccato, abbiamo trasgredito....". La liturgia è molto particolare e inizia con la commovente preghiera di Kol Nidrè, nella quale si chiede che vengano sciolti tutti i voti e le promesse che non possono essere state mantenute durante l'anno.
Questa lunga giornata di 25 ore viene conclusa dal suono dello Shofàr, il corno di montone, che invita di nuovo al raccoglimento, e subito dopo dalla cerimonia di "separazione" dalla giornata con cui si inizia il giorno comune.."

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mercoledì 1 ottobre 2014

Alle Cure Palliative è scomparsa oggi Miranda Schinasi

E' mancata oggi alle Cure Palliative di Livorno, all'età di 52 anni, Miranda Schinasi.
Era figlia di Baruch Schinasi, storico funzionario della Comunità Ebraica di Livorno e Presidente del Gruppo Sportivo Maccabi (molto attivo anche in altri ambiti sportivi) e della pittrice  Pauline Vivienne, entrambi purtroppo deceduti  anni or sono.
Lascia alcuni zii (uno è il noto artista internazionale Daniel Schinasi) e vari cugini, tra Italia e Inghilterra.
Uno straordinario gruppo di amici l'ha costantemente sorretta durante il duro percorso che l'ha condotta alla scomparsa , trovando poi nello staff delle Cure Palliative una preziosa, tanto umana quanto professionale , assistenza.
La sua esperienza professionale,caratterizzata da un grande attaccamento lavoro,  si è sviluppata nell'ambito delle agenzie marittime e delle case di spedizioni.
Nel tempo libero era molto attiva nel frequentare le attività sociali della Comunità Ebraica e di altre associazioni (tra queste l'Associazione per l'Amicizia Ebraico Cristiana), con una particolare predilizione per il cinema di qualità.
Lascia un grande vuoto tra parenti e amici e all'interno del mondo portuale ed ebraico livornese.
I funerali muoveranno domani, 2 ottobre alle ore 14.30, dalla Camera Mortuaria dell'Ospedale,per dirigersi al Cimitero Ebraico di via Don Aldo Mei.
Sia il suo ricordo per benedizione.

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Nella foto : una delle ultime, recenti,immagini felici di Miranda Schinasi (z.l.)


domenica 28 settembre 2014

Dichiarazioni di Don Musi : "Insinuazioni prontamente condannate dal vescovo Simone Giusti" . "Italia Ebraica", fresco di stampa,riferisce dell'incontro livornese tra Vescovo,Rabbino e Presidente della Comunità.

E' un piccolo "scoop" quello di "Italia Ebraica", supplemento con le "voci delle Comunità" al mensile istituzionale "Pagine Ebraiche" che, nel numero di ottobre appena uscito,in prima pagina parla, con foto,dell'incontro labronico tra Vescovo, Rabbino e Presidente della Comunità.

Accennando alle "deliranti affermazioni" estive di Don Musi, oggetto di vari e pungenti commenti nelle pagine di cronaca cittadine, il giornale edito a Roma riferisce che queste sono "insinuazioni prontamente condannate dal vescovo Simone Giusti".

Volgendo però l'incidente al positivo, l'organo di stampa ebraico precisa ulteriormente  che "durante l'incontro,avvenuto in Vescovado, si è parlato di lotta all'odio e della necessità di fare fronte comune contro ogni forma di fanatismo".

"Allo studio", prosegue la nota redazionale di "Italia Ebraica", anche alcune iniziative comuni a carattere sia culturale che sociale tra cui una serie di dibattiti sul tema dello sviluppo antropologico".

Impostata anche, riporta il giornale, "l'organizzazione congiunta di un viaggio in Israele"

Foto : il pezzo pubblicato da "Italia Ebraica" con la foto dell'incontro.

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sabato 27 settembre 2014

Shalom Luciano

La notizia della scomparsa del Prof. Luciano Vizzoni ha colto il mondo ebraico nel pieno del primo sabato del nuovo anno,il 5775.
Anche all'interno della Livorno ebraica il nome di Luciano Vizzoni e' sinonimo di umanita' e professionalita'.
Il suo operato e la stima meritatamente raccolta rendono quindi certo l'auspicio che ebraicamente si rivolge riferendosi a un defunto : "sia il suo ricordo per benedizione".
Shalom Luciano

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(a cura di Gadi Polacco)
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martedì 23 settembre 2014

IL CALENDARIO EBRAICO SI APPRESTA A ENTRARE NELL'ANNO 5775

Il Capodanno Ebraico è ormai imminente e, dalla sera del 24 settembre (il giorno ebraico segue il calendario lunario, da tramonto a tramonto), si entrerà nell'anno 5775.

Come annota io sito dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, il Capodanno (Rosh Hashanà in ebraico) "cade i primi due giorni del mese di Tishrì ed è il capo d'anno per la numerazione degli anni, per il computo dei giubilei e per la validità dei documenti. Ha un carattere e un'atmosfera assai diversi da quella normalmente vigente nel capo d'anno "civile" in Italia. Infatti è considerato giorno di riflessione, di introspezione, di auto esame e di rinnovamento spirituale. E' il giorno in cui, secondo la tradizione, il Signore esamina tutti gli uomini e tiene conto delle azioni buone o malvagie che hanno compiuto nel corso dell'anno precedente. Nel Talmud infatti è scritto "A Rosh Ha-Shanà tutte le creature sono esaminate davanti al Signore". Non a caso tale giorno nella tradizione ebraica è chiamato anche "Yom Ha Din", il giorno del giudizio. Il giudizio divino verrà sigillato nel giorno di Kippur, il giorno dell'espiazione. Tra queste due date corrono sette giorni che sommati ai due di Rosh Ha-Shanà e a quello di Kippur vengono detti i "dieci giorni penitenziali".

Rosh Ha-Shanà riguarda il singolo individuo, il rapporto che ha con il suo prossimo e con Dio, le sue intenzioni di miglioramento."

Il sito sottolinea poi come "nella Torà, (Levitico 23:23,24) il primo giorno del mese di Tishrì è designato come "giorno di astensione dal lavoro, ricordo del suono, sacra convocazione", e nuovamente in Numeri (29:1,6) è ripetuto che è "un giorno di suono strepitoso": un altro dei nomi di questa festa è "Yom Teru'a", giorno del suono dello Shofar, il grande corno. In ottemperanza al comando biblico in questo giorno viene suonato lo Shofar, simbolo del richiamo all'uomo verso il Signore. Questo suono serve a suscitare una rinascita spirituale e a portare verso la teshuvà, il pentimento, il ritorno verso la giusta via. Lo Shofar, oltre a chiamare a raduno, ricorda l'episodio biblico del "sacrificio" di Isacco, sacrificio in realtà mai avvenuto in quanto fu sacrificato un montone al posto del ragazzo. Il corno deve essere di un animale ovino o caprino in ricordo di questo episodio. Inoltre lo shofar ricorda il dono della Torà nel Sinai che era accompagnato da questo suono e allude anche al Grande Shofar citato in Isaia (27:13) "E in quel giorno suonerà un grande shofar", annunciatore dei tempi messianici.
I suoni che vengono emessi da questo strumento sono di diverso tipo: note brevi, lunghe e interrotte; secondo una interpretazione esse sono emesse in onore dei patriarchi Abramo, Isacco e Giacobbe.
Rosh Ha-Shanà è chiamato anche Giorno del Ricordo, infatti la tradizione vuole che Dio proprio in questa data abbia finito la Sua opera di creazione e sarebbe stato creato Adamo, il primo uomo."

"Un uso legato a questa giornata vede l'ebreo recarsi verso un corso d'acqua o verso il mare", prosegue ancora l'articolo, " e lì recitare delle preghiere e svuotarsi le tasche, atto che rappresenta simbolicamente il disfarsi delle colpe commesse e un impegno simbolico a rigettare ogni cattivo comportamento, come scritto nel libro biblico di Michà : "Getterai i nostri peccati nelle profondità del mare".

Questa cerimonia, denominata "Tashlich", di antiche origini si può svolgere anche dinanzi a una sorgente d'acqua o un pozzo, come avviene per  storica tradizione a Livorno .

"Gli ebrei azkenaziti in questo giorno vestono di bianco, simbolo di purezza e rinnovamento spirituale", informa ulteriormente l'estensore che continua rilevando come  " anche i rotoli della Torà e l'Arca vengono vestiti di questo colore. Quest'usanza può essere ricondotta al verso di Isaia (1:18) in cui è scritto: "quand'anche i vostri peccati fossero come lo scarlatto, diverranno bianchi come la neve".
A Rosh Ha-Shanà si usa mangiare cibi il cui nome o la cui dolcezza possa essere ben augurante per l'anno a venire. Il pane tipico della festa assume una forma rotonda, a simbolo della corona di Dio e anche della ciclicità dell'anno. Con l'augurio che l'anno nuovo sia dolce, si usa mangiare uno spicchio di mela intinta nel miele. Si usa anche piantare dei semini di grano e di granturco che germoglieranno in questo periodo, in segno di prosperità"

GLI AUGURI DI PAPA BERGOGLIO ALLA COMUNITA' EBRAICA DI ROMA



domenica 14 settembre 2014

Numerosi ospiti alla Giornata Europea della Cultura Ebraica di Livorno.

Alla sede museale ebraica di via Micali,a Livorno,si sono svolte le relazioni sul tema della Giornata Europea della Cultura Ebraica 2014, centrata sulla figura della donna nell'ebraismo.
Tra gli ospiti presenti la Vicesindaco Stella Sorgente, Marco Cannito di Citta' Diversa, Cristina Lucetti e Laura Bandini del PD ed Enea Santaniello M5S e socio fondatore dell'Associazione d'Amicizia Ebraico Cristiana.

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Nella foto : parte del pubblico
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giovedì 11 settembre 2014

Un lutto che è anche nostro

Zvika Melchior (1954-2014)

E' un lutto anche per la Livorno ebraica la scomparsa,avvenuta
improvvisamente in queste ore, di Zvika Melchior.
Nella sua permanenza a Livorno, per gli studi che lo avrebbero poi visto
laurearsi in Medicina Veterinaria, era diventato un vero e proprio
livornese,tale rimanendo anche dopo il rientro in Israele, dove assunse
la direzione sanitaria di un'importante azienda avicola israeliana, a
Kiryat Shmona dove risiedeva con la numerosa e bella famiglia.
Frequenti le sue visite a Livorno e in Italia,l'ultima nell'ottobre 2013.
Originario di Ramat Gan era figlio di sopravvissuti alla Shoa e durante
la permanenza livornese collaborò come shaliach locale per il Benè Akiva.
Molti sono i ricordi,legati a quegli anni,che in queste ore viaggiano in
rete, tra gli amici rimasti attoniti nell'apprendere la notizia.
Alla moglie Miriam, ai figli e al fratello Elihanan la sincera
partecipazione per un dolore che è comune a tanti di noi.
Sia il suo ricordo per benedizione.


lunedì 8 settembre 2014

E' mancata a Roma Claudia Di Castro Ottolenghi, madre di Silvia Ottolenghi Bedarida, componente del Consiglio della Comunità Ebraica di Livorno.

E' giunta notizia che è mancata oggi a Roma, dove risiedeva, la Signora Claudia Di Castro Ottolenghi.
Figura assai attiva nell'ambito ebraico nazionale, aveva tra l'altro presieduto la sezione romana dell'ADEI-WIZO (l'associazione delle donne ebree italiane) e aveva fatto anche parte del Consiglio Nazionale di quella associazione.

Forte il suo legame,unitamente al marito Avv. Enzo Ottolenghi, con Livorno dove risiede la figlia Silvia Ottolenghi coniugata Bedarida, già Presidente della sezione labronica dell'ADEI e già Vicepresidente della Comunità Ebraica livornese, nel Consiglio della quale siede attualmente, stimata professionista.

La Presidente dell'Associazione femminile ebraica  di Livorno, Carla Guastalla, in una nota ricorda che la scomparsa "ha dedicato tutta la sua vita all’ADEI e oggi la ricordiamo con grande affetto e commozione, esprimendo al contempo alla sua famiglia la nostra vicinanza in questo momento particolarmente triste".

Alle famiglie Ottolenghi, con l'Avv. Enzo le figlie Livia, Ghila e Silva, e Bedarida  le più sincere condoglianze da parte di "Comunitando - www.livornoebraica.org".

Possa il ricordo della Scomparsa essere di benedizione per noi tutti.

COMUNITANDO
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(a cura di Gadi Polacco)

venerdì 29 agosto 2014

A Don Luciano Musi da un "fratello maggiore"

Caro Don Musi,
mi permetta da "fratello maggiore", seppur a titolo privato e ricambiando i sentimenti di amicizia che Lei esprime nei confronti del mondo ebraico,di commentare quanto da Lei comunicato pubblicamente:
- Hamas,parallelamente alla sua essenza terroristica,e' un'organizzazione dedita al fanatismo integralista islamico, con risvolti anche anticristiani. Le sara' facile svolgere una ricerca al riguardo,trovando i documenti di fonte cristiana che denunciano cio' (episodi di conversioni forzate,scuole cristiane costrette all'apertura la domenica,vari atti persecutori,ecc). Non e' quindi un caso che la locale comunita' cristiana si sia rapidamente ridotta in termini di grandezza. Alla luce di cio' le scritte sulle Chiese inneggianti a Hamas potrebbero avere un preciso intento salvo ovviamente essere semplicemente e squallidamente opera di vandali ;
- stendo un velo pietoso sulla "considerazione' che le scritte le avrebbero dovute fare, nel caso, sulla Sinagoga (secondo ,evidentemente,un bizzarro "criterio di competenza") : se mai qualche idiota inneggiasse all'Isis o altri che compiono sistematicamente stragi di cristiani non mi sentira' mai fare distinguo "di competenza" a seconda del luogo imbrattato. Vorrei sottolineare,poi, che una Sinagoga e' un luogo di culto,non una rappresentanza diplomatica (ad ogni modo non da imbrattare) ,e che comunque in Medio Oriente,per quanto riguarda Israele,non e' in corso una guerra di religione;
- interessante,opinabile e comunque da ampliare,trovo invece il passaggio nel quale,da contribuente,lamenta a Suo dire che si spenda per sorvegliare la Sinagoga e non le Chiese.Le valutazioni di sicurezza competono alle preposte autorita' e quindi la questione in quelle sedi dev'essere esaminata.Non capisco pero' cosa c'entri l'8 x1000 (peraltro con destinazione alle singole religioni per gli usi previsti) che,comunque,ciascuno destina a chi ritiene,con la Chiesa Cattolica di gran lunga al primo posto. Se pero' vogliamo discutere da cittadini contribuenti,devo ricordare allora che a spese del pubblico bilancio (pagati quindi da tutti i vari credenti e anche dai non credenti) sono gli insegnanti di religione cattolica,i cappellani militari,carcerari,ospedalieri cattolici e cosi' via. Cosa non prevista per gli altri Culti dal nostro Stato che pur si dichiara laico e rispettoso,alla pari,delle varie fedi presenti nel territorio.
Per quanto riguarda la solidarieta' del mondo ebraico a quello cristiano per le persecuzioni in atto e che denunciamo da tempo,quando ancora molti nel mondo cristiano sembravano non averne concreta percezione,La invito a visitare il mio modesto blog e il sito dell'Unione delle Comunita' Ebraiche Italiane ( www.moked.it ) e trovera' numerosi interventi,tra i più recenti quelli del Presidente Gattegna e del Rabbino Prof. Giuseppe Laras,Presidente Emerito dell'Assemblea Rabbinica Italiana e gia' Rabbino Capo anche di Livorno.
Modesta testimonianza,ma sincera,la trovera' nella rete con la specifica solidarieta' da me espressa nel caso specifico delle scritte livornesi.
Concludo rinnovandoLe vicinanza in questo momento che,evidentemente e comprensibilmente, La trova emotivamente scosso.
Ma e' proprio in questi frangenti che,mi permetta di esprimere questo parere,occorre prendere esatta cognizione delle cose e non rifugiarsi illusoriamente altrove.
Con cordialita',
Gadi Polacco
Comunitando
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domenica 24 agosto 2014

Ai piedi della scalinata del Duomo di Livorno (anche dinanzi ad altra Chiesa) appare la scritta " W HAMAS" : solidarietà alla Chiesa cattolica locale e un dubbio...

L'amico Mario Bueno ha scattato questa mattina (24 agosto 2014) una foto alla scritta "w Hamas" , apparsa ai piedi della scalinata del Duomo di Livorno,nella centralissima piazza Grande giusto oggetto,in queste settimane,di lavori di abbellimento della pavimentazione.

Ormai si è visto che a Livorno , in virtù evidentemente di un mal interpretato omaggio alle radici "liberali" delle Leggi Livornine che sono alla base della nascita della città, si può esporre di tutto e quindi, una certa tradizione peraltro e purtroppo c'è, anche imbrattare.

Nell'esprimere pertanto sincera solidarietà alla Chiesa Cattolica livornese che vede sporcato, in tutti i sensi, un proprio luogo di culto rimane da risolvere un quesito: l'atto, idiota, è opera di un vandalo idiota ma in realtà ben informato , quindi a conoscenza delle persecuzioni anticristiane condotte da Hamas nei confronti della piccola comunità di Gaza, oppure è un atto idiota di un idiota ignorante?

Nel primo caso, infatti, l'intento sarebbe premeditatamente e squallidamente anticristiano, seppur comunque idiota.

Gadi Polacco

Comunitando
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P.S. Si è poi appreso che analoga scritta è stata fatta anche dinanzi alla Chiesa dei Domenicani, dallo stesso idiota o da suo idiota collega.

mercoledì 20 agosto 2014

Un volantino tanto idiota quanto squallido. Addio alla Livorno "tollerante"

La firma e' di un sedicente Movimento Cristiano per i popoli oppressi e il volantino, a dimostrazione della sua squallidita' e di quella di chi lo affisso,e' apparso in prossimita' di una "pietra d'inciampo",posta a ricordare che in quel luogo visse un deportato scomparso nei campi di sterminio nazisti.
Si farnetica di Israele emulo del nazismo con un passaggio, tale da far propendere per estensori di elevata idiozia,che scomoda anche Dracula.
Lo striscione di Effetto Venezia, contornato da ipocrisia e autorita' apparse in balia degli eventi (una cosa e' il diritto d'opinione altro e' propagandare ,per giunta abusivamente, odio) e le manifestazioni maniacalmente unilaterali,stanno dando i loro frutti velenosi.
E mentre nel mondo avanzano i fanatici integralisti che sgozzano gli "infedeli" ,la crisi anche morale di Livorno diventa evidente,con tanti saluti al mito della citta' "tollerante","delle Nazioni", "multiculturale" e cosi via.

Gadi Polacco

giovedì 14 agosto 2014

QUANTA IPOCRISIA INTORNO ALLA COSIDDETTA FIACCOLATA PER LA PACE LIVORNESE

Chi non avesse seguito la cosa direttamente deve confrontare vari
articoli per avere un quadro completo di come è andata la cosiddetta
Fiaccolata livornese per la Pace : alcune cronache,infatti,appaiono
estremamente edulcorate.

Mettendo insieme il tutto si apprende però, in parte lo si vede anche in
alcune immagini, che quella che falsamente veniva presentata come una
manifestazione super partes (bastava leggere il documento di base per
capirne l'intento antisraeliano) si è invece svolta in piena coerenza
con le premesse.

Appare poi ormai chiaro che a Livorno ciascuno può apporre su pubblici
immobili lo striscione che vuole : alla fiaccolata quello contro Israele
è stato messo addirittua sul Comune, ovvero su quella che dovrebbe
essere la casa comune di tutti i cittadini, rimosso dopo qualche ora, a
festa finita.....

La bandiera palestinese in corteo c'era così come è avvenuta la
distribuzione di volantini ovviamente antisraeliani.

Davanti a tutto ciò e stanti le chiare e unilaterali premesse contenute
nel documento di presentazione dell'iniziativa, appaiono ipocrite le
reazioni riportate di disagio nei confronti dello striscione , della sua
apposizione sul Palazzo Comunale e delle altre iniziative contro Israele.

Hanno quindi ragione i contestatori d'Israele a essersi comportarsi
coerentemente con lo spirito dell'iniziativa alla quale erano stati
invitati.

Ci vengano quindi almeno risparmiate, ora, le lacrime di coccodrillo.

Gadi Polacco

mercoledì 13 agosto 2014

In un incidente durante il disinnesco di materiale bellico è morto a Gaza il reporter Simone Camilli, figlio del Sindaco di Pitigliano

L'Associazione "La Piccola Gerusalemme" di Pitigliano che custodisce il complesso della Sinagoga e del Museo Ebraico ha sospeso le visite per lutto.
COMUNITANDO si unisce alle condoglianze alle famiglie Camilli.

LA NOTIZIA DAL "JERUSALEM POST" DI OGGI
An Italian journalist, three Palestinian bomb disposal experts and two other people were killed in Gaza on Wednesday when unexploded munitions blew up, medical officials and police said.

The explosion occurred in Beit Lahiya, a town in the northern Gaza Strip that had been the scene of fierce fighting between Israeli forces and Palestinian militants during a month-long war.

A three-day ceasefire, in effect since Monday, has given Palestinians an opportunity to search for unexploded munitions.

Gaza's police force said it was mourning the deaths of its three men: the head of the local bomb squad, his deputy and another officer, killed when an Israeli shell detonated.

Italy's foreign minister, Federica Mogherini, offered the government's condolences to the family of journalist Simone Camilli and said his death underlined the urgency of finding a lasting solution to conflict in the Middle East.

"Once again, a journalist pays the price for a war that has gone on for too long, and for the second time in a few months we weep for the death of someone who was courageously working as a reporter," Mogherini said in a statement.

The Associated Press said Camilli, a video journalist, had worked for the US news agency since 2005.

This latest incident brings the Palestinian death toll in Gaza to 1,956 since the start of Operation Protective Edge.

“The police engineering unit tried to remove an unexploded ordnance from a residential area when an explosion shook the neighborhood,” an eyewitness told Maariv Hashavua.

Ambulances were summoned to the scene and the wounded – many of them in serious condition – were rushed to a local hospital.

martedì 12 agosto 2014

UNA FIACCOLATA PER LA PACE....MA NON PER TUTTI....

Alla conferenza stampa di presentazione della fiaccolata prevista per il 13 agosto gli organizzatori,si legge,hanno sottolineato che " quello che ci piacerebbe di più è che fosse una manifestazione “per” piuttosto che “contro”....." .
Giustissimo e quindi, di conseguenza, il documento programmatico dell'iniziativa dovrebbe essere improntato "per " la pace senza distinzioni e all'insegna di una neutralità dalla quale deriverebbe autorevolezza e credibilità.
E allora vediamo cosa contiene il documento oltre a generici e retorici accenni (dimenticandosi dell'Asia):
- gli unici a "meritare" una minuziosa descrizione delle proprie "colpe" sono, ovviamente, gli israeliani e quindi si andrà in fiaccolata per 
la "fine dell’aggressione militare e dell’assedio di Gaza, il riconoscimento dello stato di Palestina e il ritiro di Israele da tutti i territori occupati dal 1967";
- sempre Israele merita, naturalmente,una menzione speciale anche nel passaggio dedicato alle armi e quindi la fiaccolata servirà anche
"a richiedere la sospensione della cooperazione militare e la vendita di armi ad Israele e nella regione, con governi,  fazioni politiche e religiose in guerra o che violino i diritti ed i trattati internazionali" .Insomma,è il messaggio, essendo Israele particolarmente cattiva la si deve additare chiaramente,mentre gli altri vanno nelle varie ed eventuali;
- c'è poi 
il "superamento progressivo del Trattato dell’Alleanza del Nord Atlantico (NATO)" : doveroso passaggio dedicato a una delle più antiche parole d'ordine della sinistra radicale;
- immancabile la questione degli F35 che, comunque la si pensi al riguardo, è un tema che certamente non unifica le posizioni ma nel caso le divide. D'altra parte,si vede, bisogna essere sicuri che non aderiscano, fosse mai, sigle "indesiderate"....
- accennata nobilmente è
la determinazione "a esigere l’assistenza e la protezione dei rifugiati e dei migranti" , ma senza spiegare come e con la collaborazione di chi;
- non c'è una parola esplicita su Hamas, gruppo terroristico come tale riconosciuto anche dall'Unione Europea , e non appare necessario, ai "pacifisti" organizzatori, affermare il diritto all'esistenza e alla sicurezza d'Israele : si può capire ciò, visto che Hamas non riconosce il diritto all'esistenza di questo stato;
- non c'è una parola su Hamas nemmeno in riferimento al trattamento che riserva AI PALESTINESI STESSI di Gaza, non riconoscendo i basilari diritti alle donne, agli omosessuali, all'infanzia per un'educazione normale e non votata al "martirio suicida" e terrorista, praticando la pena capitale con giudizi sommari,operando persecuzioni nei confronti della già provata e decimata comunità cristiana della Striscia;
- non c'è una parola sul continuo lancio di razzi e di mortai che Hamas spara su Israele da Gaza : niente nemmeno sui tunnel offensivi,per entrare in territorio israeliano e operare attentati premeditatamente ai danni di civili, costati una fortuna che assommata al costo delle armi e del mantenimento dei terroristi avrebbe permesso,se spese diversamente queste ingenti somme, di elevare il livello di vita di tutta la cittadinanza di Gaza;
- nessuna parola sull'ISIS e soci, fratelli di morte di Hamas,terroristi fanatici e integralisti,che vaneggia di istituire un califfato che arriverà anche a Roma e massacra i cristiani da tempo (ma pare che solo da qualche giorno chi conta se ne sia finalmente accorto);
- nessuna esplicita solidarietà ,appunto,ai cristiani perseguitati e massacrati nell'area e in Africa.

Insomma, la pietanza è sempre la stessa, ovvero essere contro Israele e l'Occidente : il resto è solo una spruzzata decorativa, come si usa fare appunto nella preparazione di certi piatti.

Gadi Polacco


IL TESTO DEL DOCUMENTO BASE DELLA FIACCOLATA

Per fermare la guerra ai confini dell’Europa ci impegnamo: A spingere i Governi degli Stati e le Istituzioni europee verso una politica estera autorevole, unitaria, dialogante e di pace, declinata sui diritti, contro il prevalere di interessi nazionali . A rafforzare le reti della società civile europea e del Mediterraneo che agiscano la pace come progetto politico. A portare a ogni livello delle istituzioni europee e dei Governi nazionali istanze e proposte che nascono dalla società civile. A promuovere progetti, programmi e azioni dell’Europa che si caratterizzino per i contenuti educativi,  di scambio e di conoscenza tra culture differenti. A sensibilizzare e informare le cittadine e i cittadini su quanto accade nei teatri di crisi (Ucraina, Medio Oriente, Africa centrale). Per un Mediterraneo di pace, di convivenza pacifica, di crescita economica sostenibile ci impegnamo: A promuovere mobilitazioni  con le diverse comunità e con tutte le espressioni democratiche di società civile organizzata nel Mediterraneo. A esigere l’assistenza e la protezione dei rifugiati e dei migranti. A mobilitarsi per la pace tra Palestina e Israele, ed in Medio Oriente, la fine dell’aggressione militare e dell’assedio di Gaza, il riconoscimento dello stato di Palestina e il ritiro di Israele da tutti i territori occupati dal 1967. A richiedere la sospensione della cooperazione militare e la vendita di armi ad Israele e nella regione, con governi,  fazioni politiche e religiose in guerra o che violino i diritti ed i trattati internazionali. A sostenere il  riconoscimento del diritto di autodeterminazione dei popoli Saharawi e curdo. A sostenere la fine delle guerre e degli aiuti militari e vendita di armi  in Siria, Libia, Iraq ed Afghanistan.

Per una Europa di pace ci impegnamo a chiedere alle istituzioni europee: La scrittura partecipata di una Costituzione democratica e federale. Azioni europee per una posizione comune a sostegno di un graduale disarmo internazionale. L’apertura  di  un dibattito sul superamento progressivo del Trattato dell’Alleanza del Nord Atlantico (NATO). L’accelerazione  della creazione di un Corpo Volontario Europeo. Il sostegno a una proposta di iniziativa di cittadini europei per la trasformazione del Servizio Volontario Europeo in un Servizio Civile Europeo.L’unificazione dello strumento militare dell’Unione.

Per una vera politica di difesa ci  impegnamo: Ad esigere una politica non aggressiva, ma di difesa,  e la redazione di un libro bianco della difesa. Affinché vi sia l’effettivo rispetto della legge 185/90, con l’attivazione di appositi programmi di riconversione verso il civile. Ad ottenere la cancellazione del programma F35 e la riduzione delle spese militari, per destinare i fondi alla scuola, alla formazione, alla sanità, all’occupazione. A richiedere un programma di riduzione delle servitù militari che condizionano pesantemente l’ambiente e l’economia di vaste zone del nostro territorio. Per una Difesa Civile, educazione alla pace e Corpi Civili di Pace ci impegnamo: alla realizzazione della campagna per la raccolta delle firme per la Legge di Iniziativa popolare per l’istituzione di un Dipartimento per la Difesa Civile non armata e nonviolenta; alla promozione di iniziative e di progetti educativi e di formazione nell’ambito scolastico per la promozione della cultura di pace, di convivenza; alla realizzazione di sperimentazioni sul campo e alla promozione di iniziative di sensibilizzazione per la definitiva istituzione, anche in Italia, di Corpi Civili di Pace.


PD Circolo Borgo, ARCI, AUSER Livorno, AUSER Collesalvetti, SVS, AVIS, ANPI, ANPPIA, CGIL Provincia di Livorno.

domenica 10 agosto 2014

La "Fiaccolata per la pace" ?! Si,figuriamoci, basta leggere il testo del documento.....


Dopo il fiasco del presidio antisraeliano di luglio gli organizzatori ci riprovano, cercando rinforzi, e dichiarano in conferenza stampa:
“Lo striscione che aprirà la fiaccolata avrà scritto semplicemente “Basta Guerre” – ha commentato Gino Niccolai Presidente provinciale Anpi – e quello che ci piacerebbe di più è che fosse una manifestazione “per” piuttosto che “contro”. - See more at: http://www.quilivorno.it/news/sociale/fiaccolata-per-dire-guerra/#sthash.kkTdOpei.dpuf
“Lo striscione che aprirà la fiaccolata avrà scritto semplicemente “Basta Guerre” – ha commentato Gino Niccolai Presidente provinciale Anpi – e quello che ci piacerebbe di più è che fosse una manifestazione “per” piuttosto che “contro”. - See more at: http://www.quilivorno.it/news/sociale/fiaccolata-per-dire-guerra/#sthash.kkTdOpei.dpuf
 “Lo striscione che aprirà la fiaccolata avrà scritto semplicemente “Basta Guerre” – ha commentato Gino Niccolai Presidente provinciale Anpi – e quello che ci piacerebbe di più è che fosse una manifestazione “per” piuttosto che “contro”. (fonte QuiLivorno).

Detto (s)fatto (estratto dal documento alla base della fiaccolata):

"Mediterraneo di pace, di convivenza pacifica, di crescita economica sostenibile ci impegnamo
: A promuovere mobilitazioni  con le diverse comunità e con tutte le espressioni democratiche di società civile organizzata nel Mediterraneo. A esigere l’assistenza e la protezione dei rifugiati e dei migranti. A mobilitarsi per la pace tra Palestina e Israele, ed in Medio Oriente, la fine dell’aggressione militare e dell’assedio di Gaza, il riconoscimento dello stato di Palestina e il ritiro di Israele da tutti i territori occupati dal 1967. A richiedere la sospensione della cooperazione militare e la vendita di armi ad Israele e nella regione, con governi,  fazioni politiche e religiose in guerra o che violino i diritti ed i trattati internazionali. A sostenere il  riconoscimento del diritto di autodeterminazione dei popoli Saharawi e curdo. A sostenere la fine delle guerre e degli aiuti militari e vendita di armi  in Siria, Libia, Iraq ed Afghanistan."

La sicurezza d'Israele? Il suo diritto a esistere? Il fondamentalismo integralista del gruppo terroristico Hamas ? La condanna del lancio dei razzi su israele e della violazione dei cessate il fuoco? La difesa dei diritti civili elementari (rispetto delle donne,dell'infanzia,del diritto alla religione,degli omosessuali,ecc,ecc) negati da Hamas alla popolazione di Gaza?

E poi, dov'erano gli organizzatori quando venivano rapiti e uccisi i tre studenti israeliani?
Solo ora essendo divnuita cosa troppo evidente, con un minestrone indigesto,arrivano a nominare Siria,Irak e tutti gli altri luoghi dove si muore senza che se ne occupi nessuno?

Per le persecuzioni dei cristiani, denunciate da settori cristiani anche a Gaza dal 2006, hanno detto qualcosa?

Insomma, l'ennesima manifestazione tarocca..

COMUNITANDO
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venerdì 8 agosto 2014

SOLIDARIETA' AI CRISTIANI PERSEGUITATI

COMUNITANDO riporta, facendola propria, la riflessione solidale del Prof. Rabbino Giuseppe Laras, già Rabbino Capo di Livorno e Presidente Emerito dell'Assemblea Rabbinica Italiana
Gadi Polacco
www.livornoebraica.org


In queste ore drammatiche di sofferenza e persecuzione desidero esprimere sentimenti profondi di vicinanza e solidarietà alle Chiese Cristiane e, in particolare, ai Patriarcati orientali, assicurando loro preghiere.
Il Popolo ebraico in quelle terre, in altre confinanti e nel Nord Africa, in un passato non remoto è già stato sottoposto a prove analoghe che prevedevano l’alternativa tra la morte e l’espulsione. Tutto ciò è accaduto e sta accadendo nel silenzio quasi assoluto dell’Occidente. La nostra speranza è che non si ripeta nei confronti dei cristiani d’Oriente quanto già patirono nelle scorse decadi numerose migliaia di ebrei di quelle terre, al pari di altre minoranze, e che vi sia un sussulto di coscienza nei governi occidentali, troppo spesso distratti per disinteresse e ignavia.
La lezione che i perseguitati cristiani d’Oriente stanno impartendo al mondo è duplice e preziosa: una indirizzata ai loro fratelli di fede, una destinata a ogni essere umano libero. È un imperativo morale raccoglierla. Esiste un principio imprescindibile inerente al valore assoluto della vita umana e della sua tutela, che prevede la fedeltà a sé stessi e alla propria storia, la preservazione ferma della propria identità e diversità, la difesa della propria e dell’altrui dignità, che si esprime nel preferire la morte e la persecuzione all’abiura e alla conversione forzata.
Questa lezione drammatica pone interrogativi inquietanti, divenuti ormai ineludibili, alle democrazie occidentali e al mondo. In particolare, ci ricorda che i fondamenti e i riferimenti simbolici, etici, politici e giuridici dell’Occidente non appaiono purtroppo condivisi nella loro evidenza e universalità. Essi, infatti, potendo essere sovvertiti e disattesi, richiedono un’educazione continua. Parimenti, occorre necessariamente riconoscere che tali principi e valori scaturiscono dall’incontro tra radici “greche” e radici “bibliche”. Negare tali “radici”, e in particolare le seconde, significa ignorare la realtà, disattendere la storia e potenzialmente esporre quanto con difficoltà conquistato attraverso i secoli e attraverso il sacrificio di milioni di vite umane a oscure insidie.
Dobbiamo pregare per la pace, ricordandoci che essa è una realtà dinamica e non statica, che richiede impegno e coraggio per conseguirla. Dobbiamo chiedere a Dio di infondere un’intelligenza di cuore nei governanti e nei loro consiglieri. La pace, in particolare, non va assolutamente intesa come tacita tolleranza di soprusi o come non decisa opposizione nei confronti di chi opera in spregio dell’altrui vita, dignità e libertà. Al contrario, è un dovere religioso contrastare, con fermezza, determinazione, responsabilità e coraggio, ogni forma di tirannia e persecuzione.
Si preghi il Signore perché ispiri nei responsabili delle Nazioni e delle religioni l’attuazione efficace di percorsi autentici di giustizia e sicurezza, di libertà ed equità e, quindi, di pace.

Milano, 12 Av 5774 (venerdì 8 agosto 2014)
Rav Prof. Giuseppe LARAS
Presidente del Tribunale Rabbinico del Centro Nord Italia

SULL'IPOTESI DI GEMELLAGGIO LIVORNO-GAZA, L'AMMINISTRAZIONE E IL CONSIGLIO COMUNALE SI DIMOSTRANO OPPORTUNAMENTE PRUDENTI.

In questi giorni abbiamo letto di tutto , in merito alla situazione tra Israele e Gaza : si sono espressi Comuni e altri enti assembleari, circoli, bocciofile, condomini e così via dicendo,in base ad antica abitudine di occuparsi di politica estera anche in consessi che dovrebbero dedicarsi ad altro, ovvero alla vita quotidiana dei propri cittadini.
Si sprecano gli appelli alla pace (quasi che vivere in guerra piaccia a chi non ha, come Hamas nel suo Statuto, il mito della "guerra santa", del "martirio" e della distruzione altrui,in questo caso in particolare d'Israele) e le "vibranti" condanne, in genere solo nei confronti di Gerusalemme.
Niente di nuovo e spesso ormai stanca riproposizione di miti politici ormai lontani,con abuso della funzione "copia+incolla" e sempre guardando ipocritamente  ai morti (da piangere quando civili inermi,al pari però di tutti gli altri simili nel mondo) solo  se palestinesi : dei morti in Siria,anche palestinesi,in Irak,Africa,ecc,ecc, "chissene", non interessa quasi a nessuno.
Solo negli ultimi giorni, con grande e colpevole lentezza e  perchè finalmente dal Papa è partito un forte indirizzo, ci si interessa ai cristiani ormai perseguitati in molti paesi dai quali gli ebrei sono stati espulsi, in genere anche con violenza,da tempo.
Il rischio di veder riproporre lo schema unilaterale "tutto per Gaza" (oggi però equivalente a Hamas che la domina con pugno mortale di ferro) e "tutta colpa d'Israele" lo si è corso anche a Livorno : la premessa c'era ed è ancora, significativamente e abusivamente esposta in Venezia, ovvero il "famoso" striscione che ha fatto balzare alle cronache nazionali la città per la sua impostazione integralista e squallidamente richiamante il termine "genocidio" accostato a "terrorista" (il tutto ovviamente attribuito a Israele), divenendo  un'istigazione vera e propria all'odio razziale.
L'Amministrazione, poi supportata trasversalmente e con vari accenti e distinguo, dal Consiglio Comunale ha saputo invece gestire la cosa con opportuna prudenza e introducendo anche spunti di riflessione su aspetti che altrove sono stati ignorati,primariamente la natura integralista, terrorista e vessatrice anche dei propri "sudditi" costituita da Hamas (compagine del terrore che nei confronti dei palestinesi di Gaza agisce negando i diritti delle donne, della comunità omosessuale,plagiando l'infanzia "educandola" al martirio/terrorismo suicida,perseguitando i cristiani,comminando condanne a morte in genere sommarie,e così via).
Certo, qualche richiamo a vecchie parole d'ordine è rimasto ed ecco che, in verità per l'insistenza di un Consigliere riandato nostalgicamente indietro nel tempo, ecco spuntare lo slogan della "sproporzione delle forze".....un non senso se si vuole anche cinico e bizzarro, visto che pare presupporre che la guerra vada bene purchè combattuta con fair play e che non vi sia distinzione tra chi è attaccato e chi si difende.
Applicando questo concetto anche l'Italia è stata liberata con forze sproporzionate in campo.....
Altri passaggi potevano essere più attenti ed equilibrati,magari ribadendo esplicitamente il diritto all'esistenza in pace anche per Israele e la condanna dell'antisemitismo riemerso in questi giorni in città,oppure la necessità di un disarmo di Hamas, ma la volontà di non farsi prendere la mano furbescamente da attori mossi dall'unilateralità "a prescindere" è stata importante e dev'essere riconosciuta.
Gadi Polacco
Comunitando





martedì 29 luglio 2014

Solidale con il Presidente Mosseri , la Comunita' Ebraica e anche i palestinesi.

Chiunque cerchi di proporre le ragioni d'Israele,incontra in questi giorni reazioni scomposte che si richiamano a modi di pensare integralisti che spesso scadono nel pregiudizio,rimestando nel torbido del più classico repertorio antisemita.
Sono quindi solidale con il Presidente Mosseri e la Comunita' che in queste ore,nei commenti di diversi cittadini della citta' erede delle Livornine,sono "rei" di aver recriminato circa la strrumentalizzazione di Effetto Venezia ,un'iniziativa che dovrebbe essere di tutti, tramite l'esposizione di uno striscione squallidamente basato sull'uso del termine "genocidio" e che taccia di terrorismo il democratico Stato d'Israele.
Una strana saldatura tra estrema destra ed estrema sinistra tira per il braccio i palestinesi , definiti al tempo stesso "camerati" e "compagni".
In realta' i palestinesi sono la scusa per sfogare odio contro Israele e infatti questi strani "amici" di loro si occupano solo quando possono attaccare Gerusalemme (in Siria li ammazzino pure,a loro non interessa).
Solidarieta' quindi anche ai palestinesi che meritano di essere liberati dal giogo integralista e fascistoide di Hamas.

Gadi Polacco
Comunitando
Comunitando - www.livornoebraica.org - Blog a cura di Gadi Polacco