domenica 8 marzo 2009

BIOETICA EBRAICA : UN CONVEGNO IL 15 MARZO 2009 A LIVORNO

  בס"ד

 

 

         UNIONE DELLE COMUNITA' EBRAICHE ITALIANE

DIPARTIMENTO EDUCAZIONE E CULTURA

 

 

COMUNITA' EBRAICA DI LIVORNO

PROVINCIA DI LIVORNO

COMUNE DI LIVORNO

 

 

DOMENICA 15 MARZO 2009 (19 ADAR 5769)

SALA CONVEGNI DELLA FONDAZIONE L.E.M

Piazza del Pamiglione 1 - Livorno

 

“e tu sceglierai la vita ...”

 

LA VITA: UN VALORE ASSOLUTO?

Giornata di studio: Bioetica e tradizione ebraica

 

Coordina la dottoressa Paola Bedarida . Vicepresidente Comunità Ebraica Livorno

 

Ore 16  saluti:              Giorgio Kutufà – Presidente della Provincia di Livorno

                                   Alessandro Cosimi – Sindaco di Livorno

                                   Samuel Zarrough – Presidente Comunità Ebraica

                                   Rav Yair Didi – Rabbino Capo di Livorno

                                   Renzo Gattegna – Presidente UCEI

 

Ore 16,30                   Introduzione di Rav Roberto Della Rocca – Direttore DEC – Ucei

 

Ore 16,50                   Tradizione ebraica e bioetica: l'inizio della vita

                                   Rav G. Di Segni – CNR Roma e docente Collegio Rabbinico Italiano

 

Ore 17,10                   Esiste una bioetica Europea?

                                   Dott. F. Busnelli – Professore di diritto civile presso la Scuola Superiore                                             Sant'Anna – Pisa, membro EGE (European Group of Ethics)

 

Ore 17,30                   Tradizione ebraica e bioetica: la fine della vita

                                   Dott. M. Fornari – medico e dottore in studi ebraici

 

ore 17,50                    Interventi del pubblico.        

 

Ore 19                        Cocktail                                 

sabato 28 febbraio 2009

Giochi del Mediterraneo a Pescara : israeliani e palestinesi uniti nell'esclusione!

Si apprende in questi giorni che israeliani e palestinesi hanno in
comune assai più di quanto molti possano pensare : sino ad ora,infatti,
risultano esclusi entrambi dai Giochi del Mediterraneo in programma a
Pescara nel prossimo giugno.

Paradossale, ma poi non troppo, il fatto che la doppia esclusione sia
stata fotemente voluta proprio dai paesi arabi, quelli che in genere si
dichiarano "fratelli" dei palestinesi.

Chi ancora pensa che il problema per il popolo palestinese sia
costituito da Israele, dovrebbe meditare circa questo fatto, tutto
sommato piccolo se paragonato ai problemi di quell'area del mondo,
emblematico di quali siano i rapporti che intercorrono tra paesi arabi e
"fratelli" palestinesi.

Triste la posizione del governo italiano , sperando in positivi
sviluppi che salvino la nostra dignità nazionale, che pare per ora
subordinato agli altrui voleri .

Poichè il comitato organizzatore è presieduto dal deputato PDL Aracu e
grande peso lo ha anche Pescante, sarebbe assai arduo non coinvolgere il
nostro esecutivo in una vicenda che si concludesse con la vittoria del
pregiudizio, con tanti saluti ai valori ed allo spirito dello sport.

Gadi Polacco

domenica 22 febbraio 2009

UN SUCCESSO LA CONFERENZA INAUGURALE DEL BENE' BERITH LIVORNO, TENUTA DA RAV LARAS,

/*Sala gremita ed anche nomi noti per l'inaugurazione del Benè Berith
Livorno "Isidoro Kahn", avvenuta oggi 22.02.09 con una conferenza del
rabbino Prof. Giuseppe Laras. Particolari sul sito del Benè Berith
livornese, all'indirizzo http://beneberithlivorno.blogspot.com/ .


*/

mercoledì 18 febbraio 2009

CONFERENZA DEL RABBINO PROF. GIUSEPPE LARAS - 22.02.09 - GRAND HOTEL PALAZZO LIVORNO - ORE 10.45

/*DOMENICA 22 FEBBRAIO 2009/28 SHEVAT 5769

Associazione Benè Berith Livorno "Isidoro Kahn"

Grand Hotel Palazzo - Sala degli Affreschi - ore 10.45

CONFERENZA DI RAV GIUSEPPE LARAS SUL DIALOGO INTERRELIGIOSO
Presidente dell'Assemblea Rabbinica Italiana, il Prof. Rav. Giuseppe
Laras è stato Rabbino Capo di Ancona,Livorno e Milano.
Docente universitario, autore di vari saggi, è uno dei protagonisti del
dialogo interreligioso.* /

sabato 14 febbraio 2009

DUE RIFLESSIONI DOPO LE ELEZIONI ISRAELIANE, IN ATTESA DEL CONFERIMENTO DEL MANDATO PER TENTARE DI FORMARE IL NUOVO GOVERNO


di DANIEL HAVIV (CABIB)

Il soldati e la democrazia
La democrazia israeliana ha dato prova di se' in un particolare al margine delle recenti elezioni, sui quali i media si sono soffermati giustamente solo en passant: il voto dei soldati. Il giorno seguente alla lunga e faticosa notte fra il 10 e l'11 febbraio molti hanno esultato o pianto, ma tutti sapevano che quel mandato che separava il Kadima dal Likud non era definitivo e molti si aspettavano (temevano o speravano, a seconda delle tendenze politiche) che i risultati del voto dei soldati avrebbe cancellato quella piccola differenza e che la destra si sarebbe rafforzata ancora di un pochino. Ma il giorno seguente le presidente della commissione per le elezioni dichiarava che i risultati definitivi, dopo il vaglio dei voti dei soldati, anche delle postazioni piu' remote e a maggior rischio, erano rimasti immutati. Questo fatto e' un'ulteriore dimostrazione che in Israele l'esercito non e' una casta separata, depositaria di tendenze e disegni politici suoi, come succede in molti paesi meno che democratici, ma un'emanazione della volonta' popolare, un'entita' che e' parte integrante del tessuto sociale israeliano, nella quale si rispecchiano fedelmente anche le opinioni e le tendenze politiche. Con questo Israele ha dato un'ulteriore prova della forza e della stabilita' della sua democrazia. 
 
 
 
Il decisore
Anni fa mia moglie mi regalo' per il compleanno un gingillo che li' per li' non mi fece grande impressione, a parte il sorriso di felicita' momentanea per l'attenzione amorevole che mi dimostro'. Quel gingillo era un simpatico fermacarte che ancora oggi se ne sta seduto sui miei innumerevoli foglietti e fogliettini promemoria che popolano il mio tavolo in ufficio: una pesante sferetta che puo' ruotare intorno a un pernio, e sulla sua base sono scritte parole come: yes, no, ask your mom, fire him, ask the boss, today, tomorrow, e altre. Dando il giro alla sferetta, dopo pochi secondi la freccetta scolpita su di essa si ferma su una di quelle parole. Questo fermacarte si chiama "decisore" e il suo compito e' proprio quello di aiutare il suo proprietario indeciso a prendere decisioni. Il mio decisore e' li' sul tavolo da anni e me ne ero quasi dimenticato, dato che posso vantarmi di aver adottato un metodo molto diverso per prendere le mie decisioni, ma stasera, guardando le notizie alla TV, qualcosa me lo ha riportato alla coscienza in modo alquanto traumatico: durante l'intervista a un politico israeliano importante, nella quale si facevano da entrambe le parti congetture su se e come si riuscira' a districare la matassa politica che si e' venuta a formare in seguito alle recenti elezioni, ho fatto caso che sul tavolo di quel politico c'e' un fermacarte uguale al mio, e il mio cuore ha avuto un sussulto, dal quale mi sto ancora riprendendo.

mercoledì 11 febbraio 2009

ELEZIONI ISRAELIANE : COMMENTI UN GIORNO DOPO I RISULTATI DEI "LIVORNESIM", I LIVORNESI CHE VIVONO IN ISRAELE

La vittoria del Kadima, che ha avuto il maggior numero di mandati, sembra una vittoria di Pirro. A meno che Netaniahu non accetti di essere il suo numero due in un governo di coalizione allargato, la Livni non ha alcuna probabilita' di formare un governo, mentre Netaniahu potrebbe facilmente mettere insieme un governo di destra abbastanza stabile, grazie al gruppo di Lieberman "Israel Beitenu", che in un'ascesa meteorica ha aggiunto mandati a quelli che aveva gia', e ad altri partiti di destra, insieme 64 o 65 mandati sui 120 della Keneset. Ma Netaniahu, con in mano questa possibilita', non rinuncera' facilmente alla possibilita' di assumersi la responsabilita' della guida del prossimo governo. L'esito di queste elezioni marca anche la caduta e l'uscita dalla scena del partito laburista, come se avesse esaurito il suo compito storico di fondatore e guida d'Israele nei suoi anni piu' difficili. Gia' negli anni '70 il Maarach aveva cominciato a cedere il passo al Likud di Begin, alternandosi poi al Likud con alti e bassi. Fra il '92 e il '95 il Maarach (e con esso Israele) aveva vissuto un esaltante revival di grande sviluppo economico e politico con il governo Rabin, ma questo fini' tristemente con una serie di attentati terroristici e con il trauma dell'assassinio di Rabin stesso. Il copione piu' probabile che si sta delineando adesso e' un altro governo di destra, ancora piu' di destra del precedente governo Netaniahu ('96-'99), con la partecipazione di Lieberman, e la cosa preoccupa molti, non tanto per il fatto che quest'ultimo sia sotto indagine per corruzione, ma soprattutto a causa del suo atteggiamento contrario all'indipendenza del potere giudiziario e intollerante verso le minoranze. La situazione e' comunque ancora fluida e il prossimo futuro puo' riservarci delle sorprese.
Daniel Haviv (Cabib)

Dipende ora da che cosa gli offriranno questi due (Livni e Netaniahu)  e i loro oblighi verso la sua (Liberman) linea  politica. Possibile anche un governo di unità nazionale Kadima-Likud , con rotazione dei capi di governo. Logicamente questo e' il quadro della situazione in questo momento.Domani ne sapremo di piu.E'allora come si dice in America:" Dio salvi Israele", o pure :"Dio salvi l'America" che e' la stessa cosa...
Paul Fang

martedì 10 febbraio 2009

Elezioni in Israele : "ora che il conteggio è avvenuto...". Commento da Gerusalemme di Sergio Molco

Ora che il conteggio e` avvenuto ed i risultati sono ormai chiari ci e`
possibile accompagnarli con un commento che dice in pratica una cosa :
nonostante il vantaggio di un mandato Kadima non potra` costituire il
prossimo governo ,poiche` l'ago della bilancia politica e` oscillato
completamente a destra dando a questo raggruppamento la maggioranza di
64 seggi e nel quale Liberman ,con i suoi 15, ha il potere di
incoronare il nuovo primo ministro israeliano .
L'elettorato israeliano percio` dimostra in queste elezioni uno stato di
"schizzofrenia" simpatizzando da una parte per una personalita` politica
"pulita",nelle vesti della Livni che non volle scendere a compromessi
riproponendosi al voto popolare, e dall'altra evidenziando la sua
preferenza per una linea dura nei confronti di Hamas .Netaniahu non
potra` sottrarsi dal prendere decisioni in questo senso se vorra`
mantenere la conduzione del governo .Resta da vedere come la cosa verra`
messa in pratica e quali reazioni suscitera` alla Casa Bianca e nelle
capitali europee.Anche la risonanza di questa virata a destra nelle
capitali arabe che hanno rapporti diplomatici con Israele sara`
senz'altro notevole :ma ancora di piu` si assistera` ad uno sbocco
d'intransigenza da parte di quei paesi come la Siria e l'Irak ,per non
parlare dell'Iran, che proseguiranno la loro guerra ad oltranza contro
lo stato ebraico . Barak percio` viene punito dall'elettorato israeliano
che nonostante la versione ufficiale individua in lui chi, nell'ultima
guerra contro Hamas, non ha fatto in modo di eliminare dalla mappa
questo movimento ,che percio` puo` dichiarare la sua "vittoria" con il
proseguimento di bombardamenti verso la popolazione civile israeliana
,mettendo in scacco il potente esercito israeliano .


Tutte queste asserzioni decaderanno nel caso che i due partiti di
maggioranza addivengano ad un accordo tra di loro che, con l'aggiunta di
un altro partito come Avoda',Shas od entrambi ,estromettera` dal gioco
politico il rafforzatosi partito di Liberman e gli altri partiri
dell'estrema destra : in questa ipotesi questi di nuovo si troveranno
scornati nel loro disegno di decidere delle sorti del paese secondo
l'ideologia di un" grande " Israele e non attraverso una spartizione tra
due stati distinti .