domenica 14 luglio 2013

Solidarieta' del mondo ebraico al Ministro Kyenge

E' particolarmente odiosa l'infelice "battuta" di Roberto Calderoli,forse troppo preso dal voler "scaldare" la platea tanto da non avere il controllo delle proprie parole,perche' riporta alla tipologia di becera propaganda razzista che il nostro paese ha conosciuto sotto il regime fascista e che sfocio' con le infami leggi razziali (razziste). Gia' allora,peraltro in clima colonialista,non mancavano i riferimenti offensivi a coloro che venivano,con intento dispregiativo,definiti "negri".Ovvio quindi che dal Consiglio dell'Unione delle Comunita' Ebraiche Italiane,riunito oggi a Roma,sia partito un sincero e spontaneo messaggio di solidarieta' al Ministro e di condanna per le affermazioni di Calderoli. Questo il testo:
"Le vergognose affermazioni del vicepresidente del Senato Roberto Calderoli sulla figura del ministro per l'Integrazione Cecile Kyenge sono un'offesa alle istituzioni e a tutta la società italiana in particolare perché veicolate da un alto esponente politico che ha rivestito e ancora oggi riveste importanti incarichi di rappresentanza. Di fronte a frasi di questa portata non esistono possibili fraintendimenti. Soltanto un senso di profondo disagio e vergogna per chi le ha pronunciate.  Al ministro Kyenge tutta la solidarietà degli ebrei italiani".

Gadi Polacco
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venerdì 21 giugno 2013

Minacce al Sindaco di Livorno

Si apprende dai media locali che il Sindaco di Livorno, Alessandro Cosimi, ha ricevuto minacce di morte a mezzo lettera che si richiamano al nefasto simbolo delle Brigate Rosse : oggetto dell'odioso gesto la costruzione del nuovo Ospedale.
Quale "minoranza" decisa a mantenere la propria identita', la societa' ebraica e' purtroppo spesso oggetto di simili atti e altri gesti d'intolleranza e,pertanto,da questo spazio non puo' che provenire un profondo e sincero sentimento di solidarieta' nei confronti del Sindaco Cosimi.
Cercare di interferire, anche per scellerata idiozia come ci si augura sia,nel democratico dibattito e' un detrimento per l'intera societa' civile nella quale abbiamo diritto di convivere tutti,ciascuno con le proprie opinioni,nel reciproco rispetto.

Gadi Polacco
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domenica 2 giugno 2013

"Hazak" al Livorno per la riconquistata serie A e "mazal tov" per la nuova avventura.

Finalmente possiamo dire al Livorno calcio "hazak", secondo l'antica formula ebraica di congratulazioni che ha radici bibliche.
Il termine significa letteralmente "forza" e forte e' stata la compagine calcistica nel gestire un duro campionato ed un finale agonisticamente assai impegnativo.
E ora "mazal tov", augurio di "buona fortuna" per la stagione in serie A che si aprira' tra pochi mesi.

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(a cura di Gadi Polacco)
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Auguri all'Italia e alla comunità cattolica : בהצלחה (con successo) alla A.S. Livorno Calcio

Auguri alla Repubblica Italiana, sorta dalle ceneri di un'Italia condotta alla rovina morale,politica ,sociale ed economica,dalla dittatura fascista e dal monarca di allora e auguri alla comunità cattolica che oggi celebra la ricorrenza detta del "Corpus Domini" .
בהצלחה ("beazlahà")
"con successo" in ebraico,invece, all' A.S. Livorno per il decisivo impegno calcistico di questa sera, sperando poi di poter passare ai complimenti    חזק ( "hazàk")
 E se a qualcuno la cosa potrà sembrare frivola ricordiamo che non si vive di solo spread....

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martedì 14 maggio 2013

La scomparsa di Vera Moscato Piperno, un pezzo di storia della Comunità ebraica livornese

Alla vigilia della festa di Shavuoth, la festa della Legge che ricorda
anche il dono della Torà e nel corso della quale vengono letti i Dieci
Comandamenti, è venuto a mancare un vero e proprio pezzo di storia
dell'ebraismo livornese.
Non è retorica infatti affermare che Vera Moscato Piperno, classe 1924,
sia stata un'istituzione della Comunità ebraica livornese alla quale
sono particolarmente legate generazioni di ebrei labronici.
Carattere deciso ma sempre affettuoso , dotata di una naturale simpatia
che esprimeva con grande senso dell'ironia e batture rimaste storiche,
"Vera" (non ci sarebbe bisogno di aggiungere altro) era molto di più
della storica cuoca della scuola ebraica e di tante occasioni ufficiali
della Comunità.
Era infatti un personaggio di riferimento e per anni, con il marito
Giuseppe Piperno, visse anche in via Micali che dell'ebraismo livornese
è uno dei luoghi storici e maggiormente rappresentativi.
Una vita in Comunità e per la Comunità, trasmettendo il testimone a
figli e parenti , la propria arte ai fornelli in particolare alla figlia
Rosella (ma i "carciofini di Vera" rimangono un mito...).
L'affetto per la "nostra Vera" è tangibile in queste ore, con messaggi
che continuano ad arrivare anche dall'estero perchè tanti degli ex
alunni oggi sono sparsi nel mondo.
IL suo ricordo sia per benedizione e sincere condoglianze ai figli Nedo
e Rosella, a Gloria e Mario,ai nipoti ,ai parenti tutti ma in realtà a
tutta la Comunità perchè Vera è e rimarrà la "nostra Vera".
I funerali si svolgeranno venerdi 17 maggio, alle ore 10.00 , muovendo
da piazza Goldoni.
Shalom Vera.

Foto : Vera Piperno in un'immagine scattata dal nipote Giacomo

venerdì 10 maggio 2013

PARLA ANCHE LIVORNESE L'OMAGGIO A GIUSEPPE VERDI DEL TEATRO DELL'OPERA DI TEL AVIV


Parla anche livornese l'omaggio a Giuseppe Verdi del prestigioso Teatro dell'Opera di Tel Aviv : si inaugura infatti il 12 maggio,per chiudersi a fine mese,  nella città israeliana la mostra "Daniel Schinasi brinda ai duecento anni di Giuseppe Verdi - Omaggio a Giuseppe Verdi".

In esposizione opere inedite realizzate per questo evento
: ritratti di Giuseppe Verdi, del soprano Giuseppina Strepponi, del librettista Francesco Maria Piave, del tenore Mario Del Monaco, dell'editore Giulio Ricordi, oltre a  quattro composizioni dedicate alle più celebri opere verdiane (un trittico composto da immagini ispirate ad Aida, Nabucco e Otello, oltre a un dipinto ispirato a Traviata).

Presenzieranno  all’inaugurazione l'Ambasciatore d'Italia in Israele, Francesco Maria Talò, il Direttore Generale dell'Opera d'Israele, Hanna Munitz, e la Direttrice dell'Istituto Italiano di Cultura di Tel Aviv, Carmela Callea.


Daniel Schinasi, fondatore del Neofuturismo, come si legge nella sua biografia,è nato ad Alessandria d’Egitto nel 1933 da famiglia sefardita d’origine ispano-livornese. Nel 1953 la sua formazione artistica inizia con i corsi serali di disegno presso l’Accademia Silvio Bicchi. Nel 1956 lascia l’Egitto per l’Italia e si installa in Toscana,a Livorno, dove ha modo di conoscere i Maestri del Rinascimento; successivamente, vive a Parigi, dove viene in contatto con gli Impressionisti e i movimenti del XX secolo. Dal 1962 al 1967 sviluppa uno stile con forme geometriche, ritrovandosi sulla stessa onda di Franz Marc, Metzinger e Feininger. Nel 1963 le prime opere neofuturiste sono esposte presso la Galleria Gussoni di Milano, dove conosce Carlo Carrà, De Chirico e la scrittrice Edgarda Ferri. Nel 1969 a Parigi, presso la Galerie Duncan, in occasione della sua personale in omaggio a Boccioni e Severini, viene redatto il Manifesto del Neofuturismo, diffuso poi a Milano (1970), a Parigi (1986) e a Londra (1988).
Nel 1978 a Parigi conosce Sonia Delaunay che intrattiene con lui conversazioni sui protagonisti del Cubismo e del Futurismo. Inizia da quel periodo la grande pittura dei Murali e dei Pannelli nelle Hall delle Stazioni Ferroviarie - di Cecina, Pisa, Nizza e Grosseto nell’Ippodromo di San Rossore, nelle Università, nell’Ospedale, nei Teatri d’Opera (Israeli Opera di Tel Aviv), a Graz (Austria), sul muro esterno della Prigione di Stato, e alla Streuli Pharmaceutica di Uznach (Svizzera). Dal 1955 presenta mostre personali ed antologiche nelle capitali europee, negli Stati Uniti ed in Israele.
Negli anni ’70 nasce l’amicizia con lo storico dell’arte Vincenzo Marotta, che lo affiancherà fino alla morte nel 2004, spronandolo nello sviluppo della sua ricerca sul Neofuturismo, e quella con lo scrittore Guido Lopez di Milano, col quale ha condiviso la difesa dei valori dell’ebraismo, nonché coi critici dell'arte Jacques Lepage e Enrico Crispolti.
Le pitture di Daniel Schinasi sono presenti in musei, pinacoteche e collezioni private. L’Italia, la Svizzera e la Francia dove ha vissuto una buona parte della sua vita artistica, l’hanno visto protagonista impegnato nella difesa dell’arte figurativa e soprattutto nella divulgazione del messaggio di un uomo che sta accanto agli altri uomini, portatore di una civiltà universale.
Daniel Schinasi vive tra Nizza (Francia) e la Toscana, con soggiorni in Israele e Spagna.


 

Foto : il Maestro Schinasi durante l'allestimento della mostra a Tel Aviv e l'invito all'inaugurazione in versione inglese.