domenica 7 febbraio 2010

Un week-end all'insegna del rapporto tra Livorno ed Israele, tra vino, calcio e turismo.

COMUNITANDO
www.livornoebraica.org


Il week-end appena conclusosi e' stato senza dubbio all'insegna del rapporto tra Livorno ed Israele.
Con una cena e,domenica,un assaggio con degustazione, l'Onav (assaggiatori di vino) rappresentata da Sergio Tofani ha presentato al pubblico livornese alcuni vini israeliani.
Contemporaneamente una delegazione dirigenziale del Maccabi Haifa ,a Viareggio per il tradizionale torneo giovanile di calcio,accompagnata dal consigliere dell'Unione delle Comunita' Ebraiche Italiane Gadi Polacco, e' stata ottimamente ospitata dal Livorno Calcio per la convinta e superba partita giocata contro la Juventus.
Sinceri i complimenti dello staff israeliano per la compagine labronica cosi' come il più' vivo ringraziamento alla societa' del Presidente Spinelli per l'accoglienza ed alle forze dell'ordine per l'assistenza fornita.
Poche ore dopo partivano,invece, dalla nostra citta' una cinquantina di persone,molte delle quali iscritte alla Comunita' Ebraica,alla volta d'Israele per il primo viaggio turistico organizzato totalmente in ambito ebraico locale,idea lanciata dal Rabbino Didi e dalla moglie Rachel che attendevano il gruppo,giunto in ritardo a causa di problemi meteorologici, all'aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv.
La comitiva si e' poi trasferita nella capitale Gerusalemme.dove e' prevista la permanenza e dalla quale si muovera' quotidianamente per le varie escursioni turistiche,condotta dal Rabbino e dalla signora Rachel unitamente ad esperte guide turistiche.

mercoledì 3 febbraio 2010

Berlusconi alla Knesset e l'i'nfamia delle leggi razziali


Nel ribadire con grande chiarezza i propri sentimenti verso Israele, del discorso del Presidente del Consiglio Berlusconi al Parlamento israeliano si evidenzia la solenne condanna dell' "infamia delle leggi razziali" delle quali l'Italia "si macchiò".
Può apparire scontata questa affermazione, peraltro in questi giorni densi di iniziative per la Giornata della Memoria, ma è invece particolarmente importante, anche per la solennità e la simbolicità del luogo nel quale è stata pronunciata,  in quanto riafferma la necessità per il nostro paese di fare i conti con la propria storia, uscendo da una sorta di autoassoluzione che ha imperato per decenni ed ancora presente, mettendo tra l'altro in ombra l'esempio di quanti, tra questi i Giusti tra le Nazioni, possono svolgere quel ruolo di "riconciliazione" storica  sottolineato nei giorni scorsi dal Rabbino Laras nel suo intervento, a Livorno nei giorni scorsi, dinanzi ad un deportato ed ad un Giusto.

Gadi Polacco
Comsigliere Unione Comunità Ebraiche Italiane

Livorno, 3 febbraio 2010

lunedì 1 febbraio 2010

MACCABI HAIFA MARTIRE A SUVERETO...

Non è iniziato bene per il Maccabi Haifa il torneo di calcio giovanile internazionale di Viareggio.
Sul campo di Suvereto l'incontro odierno contro il Torino, diretto dal signor Martire, si è trasformato a detta di vari osservatori in un continuo di ammonizioni,espulsioni (panchina israeliana compresa), bizzarre decisioni arbitrali a senso praticamente unico  e financo un rigore che pare non ci fosse, a favore dei pur bravi granata, che alla fine ha fiaccato la squadra israeliana che ha perso per  3 reti ad 1.
Allo studio anche alcune frasi, poco tranquillizzanti circa l'imparzialità della direzione di gioco, che sarebbero state udite da alcuni (il condizionale è d'obbligo) : comprensibile quindi la delusione del team israeliano che,senza voler togliere niente al valore degli avversari ed alla loro capacità, si è sentito fortemente ed ingiustamente penalizzato.
Martire,una volta, era chi subiva : ora pare che i ruoli si siano invertiti...ma fino a quando ci si limita al calcio, seppur ingiusta sia la cosa,possiamo accontentarci.....


domenica 24 gennaio 2010

Quel ponte tra Deportati e Giusti tra le Nazioni propiziato dal nuovo Sefer Torà (Rotolo della Legge) giunto al Tempio Ebraico di Livorno

Tra le tante foto scattate nel Tempio Ebraico di Livorno (a pochi
giorni dalla Giornata della Memoria) gremito di autorità
civili,militari,religiose e pubblico, per l'ingresso del nuovo Sefer
Torà (il Rotolo in pergamena che contiene il Pentateuco) dedicato ai
Deportati livornesi ed in onore del Giusto tra le Nazioni Mario
Canessa,si troverà numerose volte una significativa inquadratura nella
quale, intorno al nuovo Sefer e tra gli oratori intervenuti, si
distingueranno il Rabbino Giuseppe Laras, Presidente dell'Assemblea
Rabbinica Italiana,Isacco Bayona, ormai l'unico in vita dei Deportati
livornesi, ed appunto il Giusto tra le Nazioni Mario Canessa.
Come ha efficacemente sintetizzato proprio il Rabbino Laras nel suo
intervento, i Giusti che pertanto non accettarono le aberrazioni del
nazifascismo "riconciliano", per quanto possibile,il mondo ebraico con
quella società che pervicacemente e scientemente perseguitò anche nel
nostro paese gli ebrei.
Rav Laras ha patito direttamente,come ha ricordato non certo
facilmente,nei propri affetti familiari quelle persecuzioni così come
Isacco Bayona ne è ancora diretto testimone.
Dinanzi al nuovo Sefer Torà, simbolo di vita e di continuità
dell'ebraismo,si è costituito quindi un significativo collegamento tra
chi subì e chi cercò di riscattare una società che non può avere
scusanti e nemmeno attenuanti.
La gioia e la festa per l'arrivo del nuovo Sefer in parallelo con il
ricordo di quanto è stato e che non potrà essere dimenticato o
ridimensionato, appunto un ponte tra due dimensioni che non contrastano
affatto.

Gadi Polacco
Consigliere dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane

24 gennaio 2010/9 Shevat 5770

giovedì 21 gennaio 2010

AL TEMPIO EBRAICO DI LIVORNO, DOMENICA 24 GENNAIO 2010, IL NUOVO SEFER TORA' IN MEMORIA DEI DEPORTATI ED IN ONORE DEL GIUSTO TRA LE NAZIONI MARIO CANESSA

COMUNITANDO
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(a cura di Gadi Polacco)

A dare inizio alla serie di manifestazioni per la Giornata della Memoria 2010 sarà, domenica 24 gennaio 2010 (Tempio Ebraico di Livorno,ore 10.30, per gli uomini è richiesto il capo coperto), la cerimonia d'ingresso di un nuovo Sefer Torà dedicato ai Deportati ed in onore di Mario Canessa, Giusto tra le Nazioni: saranno presenti Autorità cittadine,ospiti ed è stata confermata la prestigiosa  partecipazione del Rabbino Prof. Giuseppe Laras, Presidente dell'Assemblea Rabbinica Italiana è già Rabbino Capo di Ancona, Livorno (per dieci anni) e Milano.

La cerimonia,in ebraico "Hachnasat Sefer Torà", consiste nell'accogliere nel Tempio il nuovo "Libro della Torà" (la Legge ebraica) , il rotolo in pergamena manoscritto che contiene appunto il testo biblico dalla Genesi sino alla morte di Mosè e che viene letto ogni sabato,durante l'arco dell'anno, suddiviso in brani settimanali.

Scrive il Rabbino Spagnoletto, esperto "sofer" (redattore e correttore di rotoli in pergamena con testi sacri) italiano,in un suo articolo:

"Senza dubbio, al Sefer Torà, inteso come il rotolo pergamenaceo che contiene il Pentateuco, il mondo ebraico ha sempre rivolto il massimo rispetto e la più alta devozione.

La normativa ebraica ha disciplinato in maniera puntuale tanto le numerose sfaccettature collegate con il momento della copiatura del rotolo, (requisiti del copista, tipo di materiale, struttura delle lettere, disposizione del testo) quanto, nel complesso, il rapporto che lega la collettività ad esso nei diversi momenti rituali"

Ecco perchè questa cerimonia è particolarmente importante, con sfaccettature solenni ma anche di festa, per il mondo ebraico.

Si raccomanda ai partecipanti maschi di entrare al Tempio con il capo coperto

martedì 19 gennaio 2010

Allargare il "dialogo possibile" a tutte le fedi ed ai non credenti per contribuire insieme alla società aperta.

Non era realistico attendersi dalla visita di Benedetto XVI al Tempio Ebraico di Roma novità di portata storica e così infatti è stato, realizzandosi un incontro solenne ma interlocutorio,utile per il mantenimento e magari l'intensificazione dei regolari rapporti ormai in atto.
Sarebbe peraltro stato ingiusto pretendere che i protagonisti di questo incontro, come per il sequel di un film di successo,potessero superare la storicità dell'originale che vide,occorre dirlo con obbiettività e senza pregiudizio per le figure odierne, l'affiancarsi di due personaggi quali Papa Wojtyla ed il Rabbino Elio Toaff dotati di naturale capacità mediatica di "bucare il video", come d'uso dire oggi.
I passi storici compiuti da Giovanni Paolo II verso l'ebraismo e verso Israele godono quindi della forza della primogenitura ed è pertanto inevitabile riferirsi ad essi o, volendo esplorare una seconda ipotesi, "trincerarsi" dietro ad essi in quanto inevitabilmente ormai avvenuti.
Poteva esserci un certo spazio nell'accelerare una risoluzione condivisa,se possibile, sulla vicenda dei silenzi di Papa Pacelli dinanzi al nazifascismo e sulla divulgazione del materiale ebraico presente nelle biblioteche e negli archivi vaticani ma non mi è parso di cogliere nel discorso di Papa Ratzinger aperture in questo senso segno,delle due l'una specialmente per la questione Pacelli,che il Vaticano non vuole o non può per sue dinamiche interne aderire a queste richieste ben esplicitate dal Presidente della Comunità di Roma, Riccardo Pacifici, nel suo discorso denso di concreti e fattivi riferimenti.
Guardando quindi senza enfasi e pregiudizio a simili incontri, vi è di positivo che pare ormai evidenziarsi chiaramente il confine del cosiddetto "dialogo possibile" : quello che può sfociare nel confronto culturale per il piacere di far cultura e conoscersi meglio e nella condivisione di comuni intenti da proporre alla società, senza pretese di andare oltre ove dal dialogo si passerebbe ad un'inaccettabile tentativo di "inglobamento".
In questo senso le chiare parole espresse, circa i limiti del dialogo, dallo stesso Ratzinger nella lettera-prefazione ad un saggio di Marcello Pera appaiono pragmaticamente fondate e perciò lo "scetticismo" verso il rapporto ebraico-cattolico,per usare un termine a mio modesto giudizio impropriamente utilizzato in un articolo dall'Ambasciatore Lewy che lo attribuisce in particolare  all'ebraismo ortodosso,oltre a non essere reato appare tranquillamente realistico e rispettoso delle altrui visioni basandosi, peraltro, sulla convinzione ebraica che non pretende di possedere esclusivo canale con  il Signore.
Insomma un rapporto tra amici che, proprio perchè tali, non può richiedere l'appiattimento dell'uno nei confronti dell'altro e non stonano pertanto,in questo contesto, le annotazioni critiche lette in questi giorni e che si inseriscono proprio all'interno del dialogo non potendo essere sacrificate sull'altare di un presunto "buonismo" che falserebbe i termini del rapporto stesso.
Un "dialogo possibile" che sarebbe opportuno, lo affermo da liberale aderente alla comunità ebraica italiana che è ortodossa, rafforzare anche verso le altre espressioni di fede ed ai non credenti per sviluppare ulteriormente quella società aperta nella quale la Laicità della sfera pubblica non è nemica dell'espressione religiosa,intesa nelle sue varie declinazioni rispettose delle comuni leggi dello Stato,ma anzi ne garantisce la libertà.

Gadi Polacco

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domenica 17 gennaio 2010

Visita Papa Ratzinger alla Sinagoga di Roma

Dalla visita di Papa Ratzinger al Tempio Ebraico di Roma,accolto tra l'altro da discorsi densi di concreti e fattivi spunti (quali la Laicita' che non e' nemica del sentimento religioso),emerge la conferma del riferimento ai cardini del rapporto tra cattolici ed ebrei sviluppatisi a partire dall'opera di Giovanni XXIIi e fortemente sviluppati da Karol Wojtila.
Non sembra quindi che si annuncino nuovi orizzonti e non vengono,in verita',risposte a richieste concrete quali quella dell'apertura degli archivi vaticani per giungere ad un eventuale condiviso giudizio storico sul delicato periodo del papato Pacelli.
Un cordiale e,in questo senso,utile incontro interlocutorio che sembra fotografare,con pragmatismo,i confini del dialogo possibile.,ovvero quello culturale e delle condivisibili azioni comuni.
Gadi Polacco
Consigliere Unione Comunita' Ebraiche Italiane

17.01.10