giovedì 29 gennaio 2015

In ricordo di Renata Cammeo (zl)

Ci ha lasciati oggi Renata Cammeo, storica insegnante per molti anni responsabile delle scuole elementari ebraiche "Samuele Colombo".
Lascia il fratello Carlo e il nipote Massimo e,con loro, generazioni di alunni che in queste ore,sparsi nel mondo ovunque la vita li abbia portati,la piangono increduli per l'improvvisa scomparsa.
La si ricordi per la sua energia, la sua forza indomita anche dinanzi alle avversita' ,il suo attaccamento alla famiglia , alla scuola, alla Comunita' Ebraica.
Un'altra figura storica dell'ebraismo livornese che ci lascia ma che non verra' dimenticata.
Sia il suo ricordo per benedizione.

Gadi Polacco
Comunitando - www.livornoebraica.org - Blog a cura di Gadi Polacco

domenica 25 gennaio 2015

Perchè il Giorno della Memoria non sia un "rito stanco". Le riflessioni del Presidente del Museo Ebraico di Bologna.

Domenica 25 gennaio 2015 – MEB ore 10,30
XV Giornata della Memoria

Saluto di apertura – G. Ottolenghi (Presidente, Museo Ebraico di Bologna)

Autorità, cittadini, amici, apriamo oggi le iniziative per la XV Giornata della Memoria.


Essa fu infatti istituita nel 2000 e da quindici anni noi del Museo, insieme alla Comunità
Ebraica, alle Autorità e a molti cittadini sensibili, ci ritroviamo per proporre iniziative che
aiutino il mantenimento della memoria e la comprensioni dei meccanismi che possono
portare alla persecuzione e alla perdita dei valori fondamentali della civile convivenza.
Alcuni hanno voluto concentrare queste iniziative in slogan ricchi di pathos come: "Mai
più!". Io ho sempre cercato, sia occupandomi della Comunità che del Museo, di trovare
occasioni di approfondimento dei temi della memoria, e di ricavarne insegnamenti utili per
l'attualità. Oggi, dopo gli attentati del 7 e 9 gennaio a Parigi contro la rivista satirica
Charlie Hebdo e contro la comunità ebraica, credo che alcune riflessioni scomode siano
obbligatorie:
 Nello stesso anno di istituzione della giornata delle Memoria, il 2000, molti autorevoli
politici sfilavano nelle strade d'Europa paragonando Gaza ad Auschwitz, questo si è
ripetuto molte volte in seguito, rendendo sterili sia i tentativi di comprendere la Shoah
sia quelli di ragionare sul conflitto mediorientale;
 Nei medesimi anni, in tutta Europa sono aumentate le azioni di odio e assalto agli ebrei
e alle istituzioni ebraiche: oltre il 90% di tali assalti è frutto di antisemitismo islamico,
che si è affiancato ed ha superato quello neo-nazista, che pure sussiste;
 Il negazionismo dell'Olocausto, un tempo in Europa proprietà intellettuale pressoché
esclusiva dell'estrema destra, oggi fiorisce nel mondo islamico ed è un dogma del
fondamentalismo, ripetuto sia dall'Islam sciita iraniano, sia da quello sunnita arabo, che
nella stessa frase negano l'Olocausto, auspicandone al contempo un secondo con la
distruzione d'Israele;
 Sempre in questi anni sono stati dissacrati cimiteri, incendiate scuole e sinagoghe,
uccisi studenti all'uscita da scuola ebraiche, aggredite persone in strada perché
visibilmente ebree, si può gridare morte agli ebrei nelle strade europee restando
impuniti, e molti ebrei lasciano l'Europa per Israele, rassegnati all'idea che
l'antisemitismo non muore mai. Tutto ciò malgrado la Shoah, le leggi e 15 anni di
Giornata della Memoria;
 Esiste un vivo dibattito sul ruolo della Chiesa durante la Shoah, che lasciamo agli
storici, ma è pensiero condiviso che l'antisemitismo europeo si sia nutrito anche del
cosiddetto "insegnamento dell'odio" insito nella dottrina della Chiesa sugli ebrei: dagli
anni 1950 la Chiesa ha fatto uno straordinario sforzo per riflettere e approfondire la
fondatezza teologica di questo tipo di insegnamenti, e con la dichiarazione Nostra
Aetate ha posto le basi per una diversa e meno preconcetta sensibilità del mondo
cristiano verso gli ebrei e le altre fedi;
 Un percorso simile all'interno dell'Islam è solo agli inizi, e pochi individui coraggiosi
ma isolati contestualizzano i testi religiosi offrendo interpretazioni che consentono la
pacifica convivenza. Per contro tale processo in occidente si è consolidato nei secoli,
anche se non c'è conquista umana che sia raggiunta una volta per tutte. I libri di testo e
le prediche religiose nelle moschee spesso contengono ancora la dimensione
dell'incitamento all'odio, e il potente disprezzo per l'infedele è pervasivo: tale concetto
nega la natura umana dell'avversario, e per chi è religioso nega che il prossimo sia
anche lui a immagine divina. Questo metodo non è prerogativa dell'Islam, e anzi
proprio l'occidente ha molte volte utilizzato l'odio per l'infedele. Tuttavia secoli di
violenza e di sofferto dibattito culturale lo hanno felicemente depotenziato ed
emarginato in Europa.
Oggi al Museo Ebraico di Bologna inauguriamo la mostra "A lezione di razzismo". Essa ci
fa capire come è nell'educazione, nei libri di scuola, nell'insegnamento ai ragazzi che il
fascismo costruì le sue politiche razziste e insegnò l'odio per gli ebrei e il disprezzo dei
diversi, così come hanno sempre fatto tutti i regimi totalitari. Ma il suo insegnamento è di
costante attualità: cosa insegnano quanto a tolleranza e rispetto del prossimo i libri di
scuola siriani? Cosa predicano gli imam in Libia o in Pakistan, o anche in molte città
europee? Oggi potremmo proporre una mostra del tutto simile sull'insegnamento dell'odio
per gli ebrei in vaste aree geografiche. E nei nostri libri di testo, quelli che insegnano la
storia contemporanea e i conflitti di attualità, cosa scriviamo? Da settant'anni spieghiamo
tutto col colonialismo, le colpe delle potenze occupanti, il diritto al vittimismo del resto
del mondo e poco altro. Questo ha cresciuto anche in occidente generazioni incapaci di
vedere la complessità delle dinamiche politiche in varie parti del mondo, la difficoltà delle
società di evolvere da un modello di controllo clericale, che assicura stabilità nella povertà
e nell'immobilismo sociale, ad uno basato su qualche forma di separatezza tra stato e
religione. Tale separatezza accresce le opportunità di libertà e benessere, ma rende più
precarie le posizioni di rendita e potere consolidate nei secoli, e scatena una ostilità
profonda e violenta a ogni libertà. La parzialità ed inefficacia degli insegnamenti nostrani
hanno anche costituito la base ideologica per giustificare fiumi di miliardi di Euro che
dall'Europa vanno a sostenere tiranni e modelli politici insostenibili, e le reti economiche
(o forse si dovrebbe dire onestamente le mafie) che li sostengono. Al contempo neanche
qualche milione di Euro va a sostenere il coraggioso e essenziale lavoro culturale che
fanno una ammirevole e influente minoranza di imam, pensatori, filosofi e scrittori
musulmani.
Gli amanti della retorica da 15 anni nella giornata della memoria dicono "Mai più!", ma
quasi nessuno sa dire quali valori sono irrinunciabili perché non torni il sonno della
ragione. Forse "Mai più" sta arrivando. La libertà non è gratis, e ci chiede di pensare,
almeno di tanto in tanto, con la nostra testa e non con quella degli altri. Dunque oggi vi
invito ad accendere il buon senso e spegnere il senso comune:
 Ricordiamoci che la persecuzione degli ebrei è sempre stata nella storia e sarà sempre
l'antipasto di orrori più grandi: i Paesi arabi che hanno espulso ed espropriato oltre
800.000 ebrei tra il 1948 e il 1962 hanno poi sostanzialmente eliminato la popolazione
cristiana, e alla fine sono i cittadini musulmani a soffrire. Questo non è un caso né un
mistero, poiché il messaggio ebraico, incarnato spesso inconsapevolmente, è un
messaggio di libertà, di uguaglianza di fronte alla legge e di fiducia nel dibattito come
strumento di miglioramento, è un messaggio di modernità: dove questo messaggio è
inaccettabile sempre si addensano le nubi della cultura totalitaria.
 Chiediamoci onestamente se il conflitto israelo-palestinese è davvero la spiegazione di
tutti i mali del mondo, o se è solo un "di cui" di un processo di trasformazione del
mondo islamico, la cui soluzione è purtroppo subordinata a un più profondo e lungo
percorso sociale e culturale, che finora noi abbiamo ignorato. Chiediamocelo perché
alla presunta centralità di tale conflitto è associata una generale ostilità per gli ebrei
fondata sul rifiuto della legittimità di Israele.
 Chiediamoci se il conflitto di civiltà è l'unico esito possibile della situazione che
viviamo oggi, o se la cultura può offrire risposte pratiche.
Il nostro Museo è stato, e spero continui ad essere, uno dei luoghi di confronto
interreligioso. Abbiamo buoni rapporti con una parte della comunità islamica e
desideriamo approfondirli e ampliarli, vogliamo capire nel variegato mondo dell'Islam
qual è l'immagine dell'ebreo. Pur con le nostre limitate risorse vogliamo coinvolgere
pensatori di frontiera che ci aiutino a ricordare le sfide e le difficoltà affrontate in
occidente nel passare da società a controllo clericale a società aperta, e a valutare se sono
percorsi almeno in parte utili al mondo musulmano. Oggi non ci sono europei che si
imbarcano a migliaia clandestinamente per andare nella sponda sud del mediterraneo, e se
il flusso è inverso è perché le persone consciamente o inconsciamente fuggono da un
modello economico e sociale talmente insopportabile da far loro affrontare grandi rischi.
Arrivati in occidente alcuni hanno soddisfazioni, altri delusioni, e tutti devono comunque
affrontare il tema della propria identità, e della convivenza nel proprio animo di identità
multiple, che è tipico della modernità. Anche se ciò non è facile e forse genera rigetto,
penso che pochi desiderino ricostruire per i loro figli in occidente il modello sociale e
religioso da cui sono fuggiti. Vi è dunque spazio per la cultura, per l'approfondimento,
purché si chieda sempre e con fermezza, [fuori e dentro al mondo islamico], che si isoli e
poi si spenga l'insegnamento dell'odio.
Questo credo che si dovesse dire oggi per evitare che la Giornata della Memoria sia un rito
stanco, e Vi ringrazio di avermi ascoltato.




domenica 18 gennaio 2015

La presentazione a Livorno del libro "Quale è la via del vento?", appunti sul Rabbino Isidoro Kahn

Nella cornice della nuova sede della storica Libreria Belforte, ora trasferitasi in via Roma con aggiunto un locale multifunzionale dedicato a varie iniziative, si è tenuta la presentazione del libro di Paolo Orsucci dedicato alla figura del Rabbino Isidoro Kahn (z.l.), dal titolo "Quale è la via del vento?" .

L'iniziativa è stata organizzata dalla stessa libreria in collaborazione con Adei-Wizo, Benè Berith "Isidoro Kahn", Circolo S.C. "Gad Guido Novelli", Comunità Ebraica di Livorno e S.Belforte & C.-Editori librai dal 1805 : Marcello Faralli  ha fatto gli onori di casa.

Ha portato i saluti della Comunità Ebraica il Vicepresidente Guido Servi (era presente anche la consigliera Silvia Ottolenghi Bedarida) mentre a moderare la presentazione, presente l'autore e Guido Guastalla per la casa editrice, è stato Gadi Polacco.

Un libro importante perchè riunisce gran parte,almeno, dell'opera sparsa del Rabbino Kahn (svoltasi tra Napoli,Roma e Livorno) divenendo un testo da riprendere in mano nel tempo, per leggere e approfondire le diverse riflessioni che propone.

Presenti la Signora Liliana Kahn e il figlio Michael, si è sviluppato un dialogo che ha coinvolto anche il pubblico e che ben ha messo in risalto la figura e le caratteristiche, anche umane, di questo rabbino che sapeva relazionarsi con tutti.

Numerosi anche gli amici dell'Amicizia Ebraico Cristiana, non è mancato  il ricordo dell'intenso rapporto di dialogo che Rav Kahn seppe intrattenere con il Vescovo Alberto Ablondi, sincero amico del mondo ebraico e il cui rapporto era già iniziato durante il rabbinato livornese di Rav Laras.

Mancata la presenza a Livorno per un imprevisto , il Rabbino Capo di Napoli e del Meridione Umberto Avraham Piperno, discepolo del Rabbino Kahn, ha fatto sapere che tiene fortemente a presentare il volume nella città partenopea, nella quale Isidoro Kahn nacque.



Titolo Quale è la via del vento. Appunti su Isidoro Moshè Kahn (1934 -2004)
Autore Paolo Orsucci
Prezzo
€: 22,00


PAOLO ORSUCCI Qaule è la via del vento? Appunti su Isidoro Moshè Kahn (1934-2004) Edizioni Salomone Belforte Pagine 396 Prezzo € 22,00 ISBN 978-88-7467-088-8

(Foto di Mariangela Braghieri)

martedì 23 dicembre 2014

Staffetta tra feste religiose : gli auguri per le imminenti festività natalizie

La festa ebraica di Hanucchà si congeda e la comunità cristiana (gli ortodossi lo faranno il 7 gennaio) si appresta a celebrare le ricorrenze natalizie.
Feste diverse ma caratterizzate dalla luce (Hanuccà è detta anche "festa delle luci") per spazzare via le tenebre , come avvenne quando gli ellenici, profanando anche il Tempio di Gerusalemme,fallirono nel tentativo di cancellare l'ebraismo per imporre il proprio pensiero e i propri costumi.
Purtroppo vi è ancora chi, nei nostri tempi,  vorrebbe imporre,per giunta violentemente, la propria identità sugli altri: le stragi di uomini e donne in preghiera, ebrei, cristiani e anche islamici uccisi da terroristi fanatici che dichiarano di professare lo stesso credo di quest'ultimi, lo testimoniano crudamente.
Auguri quindi a quanti si accingono a celebrare le festività natalizie affinchè la luce torni presto a regnare sul mondo anche attraverso la libertà di culto , ciascuno secondo le proprie peculiarità, accompagnata dal rispetto dei basilari diritti dell'uomo, credente o non credente che sia.

COMUNITANDO
www.livornoebraica.org
(a cura di Gadi Polacco)



Nella foto : un lume (Hanucchià) della festa ebraica di Hanucchà.


giovedì 18 dicembre 2014

COMUNITANDO - www.livornoebraica.org sostiene l'iniziativa della Comunità Ebraica di Roma a favore dei fucilieri Latorre e Girone. ‪#‎BringBackOurMarò‬

Comunitando
www.livornoebraica.org  sostiene l'iniziativa a favore dei fucilieri Latorre e Girone per il loro definitivo  rientro, finalmente dinanzi al protrarsi di una situazione divenuta grottesca, in Italia.

 "La Comunità Ebraica di Roma", si legge in una nota," esprime forte preoccupazione per la vicenda che da due anni coinvolge i due fucilieri di Marina, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Le ultime decisioni dell'India, che allontanano il ritorno dei due marò in Italia, non possono lasciarci indifferenti".

La Comunità della capitale spiega poi che "da ebrei italiani sentiamo di dover dare ogni contributo possibile per tenere alta l'attenzione mediatica e sensibilizzare il maggior numero di persone. Noi tutti rivogliamo i nostri marò qui in Italia. Oggi la Giunta della Comunità Ebraica di Roma ha deciso di essere in prima linea e lanciare la campagna #bringbackourmarò sui social network e in tutta la Rete per chiedere al mondo di non lasciare soli Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Ci impegneremo a promuovere iniziative fino al giorno in cui li rivedremo tornare a Roma dalle loro famiglie".

Aderendo all'iniziativa "Progetto Dreyfus" (gruppo d'informazione attivo su Facebook e nella rete) sottolinea al riguardo come e riferendosi ai due militari : " la loro sorte non è una vicenda di destra o di sinistra, ma un tema che riguarda semplicemente libertà e giustizia.
Anche noi vediamo con favore la soluzione che porti a riavere i nostri marò in Italia. Il nostro impegno che si somma ai numerosi impegni presi da Progetto Dreyfus tu temi tradizionalmente a cuore di schieramenti diversi è quello di promuovere ogni iniziativa pacifica volta al ricongiungimento di Massimiliano e Salvatore con le proprie famiglie".

Condividendo questo spirito umanitario e apartitico, COMUNITANDO - www.livornoebraica.org si aggiunge alla rete in corso di creazione.


(Foto da "Progetto Dreyfus" )

#‎BringBackOurMarò‬

COMUNITANDO
Blog di cose ebraiche livornesi a cura di Gadi Polacco



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lunedì 15 dicembre 2014

DA DOMANI SERA (16 DICEMBRE 2014) LA FESTA EBRAICA DI HANUCCHA' DELL'ANNO 5775.


HA INIZIO DOMANI SERA, 16 DICEMBRE 2014, LA FESTA EBRAICA DI HANUCCHA' (trascritta anche come Chanukkà) DEL CORRENTE ANNO EBRAICO 5775.
PER 8 GIORNI IL LUME DENOMINATO "HANUCCHIA' " VERRA' ACCESO PER SIMBOLEGGIARE, CON LA SUA LUCE, L'IMPORTANZA DEL CONCETTO DI LIBERTA'.
HANUCCHA' SAMEACH, QUINDI, OVVERO FELICE HANUCCHA'

Comunitando - www.livornoebraica.org


(dal sito www.ucei.net)
Chanukkà nel calendario autunnale è preceduta da circa due mesi in cui non c’è alcuna ricorrenza, a parte il sabato e i capomese. Probabilmente anche per questo l’atmosfera è particolarmente allegra e i bambini la aspettano con ansia.
La festa di Chanukkà, tra tutte le antiche ricorrenze ebraiche, è l’unica che non affondi in qualche modo le sue radici nella Bibbia e nei suoi racconti; è una festa stabilita dai Maestri del Talmud e ricorda un avvenimento accaduto in terra di Israele, nel 168 a.e.v.
Antioco Epifane di Siria – ottavo re della dinastia seleucide, erede di una piccola parte dell’Impero appartenuto ad Alessandro Magno – voleva imporre la religione greca alla Giudea. Le mire di ellenizzazione furono contrastate e impedite da Mattatià, un sacerdote di Modiin della famiglia degli Asmonei che insieme ai suoi sette figli, diedero avvio alla rivolta.
Chanukkà è conosciuta anche come la festa del miracolo dell’olio: quando dopo una strenua battaglia, il 25 di Kislev di tre anni dopo (165 a.e.v.), il Tempio fu riconquistato, si doveva procedere alla riconsacrazione. Nel Tempio però fu trovata una sola ampolla di olio puro recante il sigillo del Sommo Sacerdote. Per la preparazione di olio puro (viene considerato olio puro quello raccolto dalle prime gocce della spremitura delle olive) occorrevano otto giorni. Nel trattato talmudico di Shabbat (21b) leggiamo del grande miracolo che occorse: l’olio che poteva bastare per un solo giorno, fu sufficiente per otto giorni, dando così la possibilità ai Sacerdoti di prepararne dell’altro nuovo. In ricordo di quel miracolo, i Saggi del Talmud istituirono una festa di lode e di ringraziamento al Signore che dura appunto 8 giorni: Chanukkà che letteralmente, significa “inaugurazione”.
La prima sera della festa si accende un lume su un candelabro speciale a nove bracci, e ogni sera, per otto giorni, se ne aggiunge uno in più, fino a che l’ottava sera si accendono 8 lumi. Questo candelabro si chiama Chanukkià e può avere diverse forme. L’indicazione è che gli otto contenitori per le candele siano tutti allineati alla stessa altezza e che il nono – lo shammash, il servitore, quello che serve per accendere gli altri lumi – sia in una posizione diversa.
I bambini ricevono regali e in particolare delle trottoline su cui compaiono le iniziali delle parole “Un grande miracolo è avvenuto lì”.
Uno dei precetti relativi alla festa è quello di “rendere pubblico il miracolo”, per questo si usa accendere i lumi al tramonto o più tardi, quando c’è ancora gente nelle vie, vicino alla finestra che si affaccia sulla strada, al fine di rendere pubblico il miracolo che avvenne a quel tempo. Negli ultimi anni nelle grandi piazze di alcune città italiane, si issa un’enorme Chanukkià i cui lumi vengono accesi in presenza di numerosi intervenuti.

Foto : la Hanucchià accesa , lo scorso anno, dinanzi alla Sinagoga di piazza Benamozegh, a Livorno

domenica 7 dicembre 2014

Mentre la ricca multinazionale del terrore opera incessantemente,a Livorno a essere terrorista (nella mente bacata di alcuni) è Israele....

Mentre la ricchissima multinazionale del terrore (Isis,Hamas,Boko Haram,Shebab,ecc,ecc) continua ad ammazzare ebrei,cristiani,islamici stessi e altri,anche in preghiera,praticando puro terrore e infischiandosene dei popoli che ipocritamente dice di voler tutelare, a Livorno a essere terrorista, nella mente bacata di qualcuno, chi volete che sia?! Facile : Israele. Vediamo come sapranno questa volta intervenire le autorità, dinanzi a questo bel risultato della propaganda pacifinta (siamo in via Grande, prossimità piazza della Repubblica).

Comunitando
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