Accesso a "EBRAISMO LIVORNESE"
lunedì 21 settembre 2015
Da martedi a mercoledi sera ( 22 e 23 settembre 2015) il solenne giorno ebraico del Kippur
E' un giorno totalmente dedicato alla preghiera e alla penitenza e vuole l'ebreo consapevole dei propri peccati, chiedere perdono al Signore. E' il giorno in cui secondo la tradizione Dio suggella il suo giudizio verso il singolo. Se tutti i primi dieci giorni di questo mese sono caratterizzati dall'introspezione e dalla preghiera, questo è un giorno di afflizione, infatti in Levitico 23:32 è scritto "voi affliggerete le vostre persone". E' un giorno di digiuno totale, in cui ci si astiene dal mangiare, dal bere e da qualsiasi lavoro o divertimento e ci si dedica solo al raccoglimento e alla preghiera; il digiuno che affligge il corpo ha lo scopo di rendere la mente libera da pensieri e di indicare la strada della meditazione e della preghiera.
Prima di Kippur si devono essere saldati i debiti morali e materiali che si hanno verso gli altri uomini. Si deve chiedere personalmente perdono a coloro che si è offesi: a Dio per le trasgressioni compiute verso di Lui, mentre quelle compiute verso gli altri uomini vanno personalmente risarcite e sanate.
Ci si deve avvicinare a questo giorno con animo sereno e fiduciosi che la richiesta di essere iscritti da Dio nel "Libro della vita", sarà esaudita. La purezza con cui ci si avvicina a questa giornata da alcuni è sottolineata dall'uso di vestire di bianco.
E' chiamato anche "Sabato dei sabati", ed è l'unico tra i digiuni a non essere posticipato se cade di sabato.
Kippur è forse la più sentita tra le ricorrenze e anche gli ebrei meno osservanti in questo giorno sentono con più forza il loro legame con l'ebraismo. Un tempo, gli ebrei più lontani venivano detti "ebrei del Kippur" perché si avvicinavano all'ebraismo solo in questo giorno.
L'assunzione della responsabilità collettiva è un altra delle caratteristiche di questo giorno: in uno dei passi più importanti della liturgia si chiede perdono dicendo "abbiamo peccato, abbiamo trasgredito….". La liturgia è molto particolare e inizia con la commovente preghiera di Kol Nidrè, nella quale si chiede che vengano sciolti tutti i voti e le promesse che non possono essere state mantenute durante l'anno.
Questa lunga giornata di 25 ore viene conclusa dal suono dello Shofàr, il corno di montone, che invita di nuovo al raccoglimento, e subito dopo dalla cerimonia di "separazione" dalla giornata con cui si inizia il giorno comune ( dal sito Ucei.it)
Foto : uno dei tanti testi ebraici editi a Livorno. 1858, libro per il Giorno del Kippur, editore Belforte
domenica 20 settembre 2015
sabato 12 settembre 2015
IL MONDO EBRAICO ENTRA NELL'ANNO 5776
Da parte di COMUNITANDO - www.livornoebraica.org auguri di Shanà tovà, buon anno.
שנה טובה ומתוקה
Rosh Ha Shanah
Rosh Ha-Shanah, il capodanno ebraico, cade i primi due giorni del mese di Tishrì ed è il capo d'anno per la numerazione degli anni, per il computo dei giubilei e per la validità dei documenti. Ha un carattere e un'atmosfera assai diversi da quella normalmente vigente nel capo d'anno "civile" in Italia. Infatti è considerato giorno di riflessione, di introspezione, di auto esame e di rinnovamento spirituale. E' il giorno in cui, secondo la tradizione, il Signore esamina tutti gli uomini e tiene conto delle azioni buone o malvagie che hanno compiuto nel corso dell'anno precedente. Nel Talmud infatti è scritto "A Rosh Ha-Shanah tutte le creature sono esaminate davanti al Signore". Non a caso tale giorno nella tradizione ebraica è chiamato anche "Yom Ha Din", il giorno del giudizio. Il giudizio divino verrà sigillato nel giorno di Kippur, il giorno dell'espiazione. Tra queste due date corrono sette giorni che sommati ai due di Rosh Ha-Shanà e a quello di Kippur vengono detti i "dieci giorni penitenziali".
Rosh Ha-Shanah riguarda il singolo individuo, il rapporto che ha con il suo prossimo e con Dio, le sue intenzioni di miglioramento.
Nella Torà, (Levitico 23:23,24) il primo giorno del mese di Tishrì è designato come "giorno di astensione dal lavoro, ricordo del suono, sacra convocazione", e nuovamente in Numeri (29:1,6) è ripetuto che è "un giorno di suono strepitoso": un altro dei nomi di questa festa è "Yom Teru'a", giorno del suono dello Shofar, il grande corno. In ottemperanza al comando biblico in questo giorno viene suonato lo Shofar, simbolo del richiamo all'uomo verso il Signore. Questo suono serve a suscitare una rinascita spirituale e a portare verso la teshuvà, il pentimento, il ritorno verso la giusta via. Lo Shofar, oltre a chiamare a raduno, ricorda l'episodio biblico del "sacrificio" di Isacco, sacrificio in realtà mai avvenuto in quanto fu sacrificato un montone al posto del ragazzo. Il corno deve essere di un animale ovino o caprino in ricordo di questo episodio. Inoltre lo shofar ricorda il dono della Torà nel Sinai che era accompagnato da questo suono e allude anche al Grande Shofar citato in Isaia (27:13) "E in quel giorno suonerà un grande shofar", annunciatore dei tempi messianici.
I suoni che vengono emessi da questo strumento sono di diverso tipo: note brevi, lunghe e interrotte; secondo una interpretazione esse sono emesse in onore dei patriarchi Abramo, Isacco e Giacobbe.
Rosh Ha-Shanah è chiamato anche Giorno del Ricordo, infatti la tradizione vuole che Dio proprio in questa data abbia finito la Sua opera di creazione e sarebbe stato creato Adamo, il primo uomo.
Un uso legato a questa giornata vede l'ebreo recarsi verso un corso d'acqua o verso il mare e lì recitare delle preghiere e svuotarsi le tasche, atto che rappresenta simbolicamente il disfarsi delle colpe commesse e un impegno simbolico a rigettare ogni cattivo comportamento, come scritto nel libro biblico di Michà : "Getterai i nostri peccati nelle profondità del mare".
Gli ebrei azkenaziti in questo giorno vestono di bianco, simbolo di purezza e rinnovamento spirituale. Anche i rotoli della Torà e l'Arca vengono vestiti di questo colore. Quest'usanza può essere ricondotta al verso di Isaia (1:18) in cui è scritto: "quand'anche i vostri peccati fossero come lo scarlatto, diverranno bianchi come la neve".
A Rosh Ha-Shanah si usa mangiare cibi il cui nome o la cui dolcezza possa essere ben augurante per l'anno a venire. Il pane tipico della festa assume una forma rotonda, a simbolo della corona di Dio e anche della ciclicità dell'anno. Con l'augurio che l'anno nuovo sia dolce, si usa mangiare uno spicchio di mela intinta nel miele. Si usa anche piantare dei semini di grano e di granturco che germoglieranno in questo periodo, in segno di prosperità.
( da www.ucei.it )
| | Questa e-mail è priva di virus e malware perché è attiva la protezione avast! Antivirus . |
domenica 6 settembre 2015
Aperta a Pisa la Giornata Europea della Cultura Ebraica 2015 : ufficializzata l'intestazione a Guardistallo del Parco della Pace a Elio Toaff (zl). Nel pomeriggio incontri a Livorno.
Nel bellissimo Tempio da poco riportato al suo pieno splendore, ha fatto gli onori di casa il Presidente della Comunità Maurizio Gabbrielli che ha,idealmente,tagliato il nastro della Giornata insieme a ben due sindaci.
Presente il Sindaco di Pisa Filippeschi (assiduo frequentatore anche delle iniziative ebraiche cittadine) che ha ricordato l'importanza della presenza ebraica nella città di Pisa non mancando di cogliere il messaggio insito nel tema della Giornata 2015,ovvero "Ponti e attraversamenti" : insieme a lui anche il Sindaco Ceccarelli di Guardistallo, venuto a Pisa per ufficializzare,proprio in concomitanza con l'iniziativa europea sulla cultura ebraica, l'intitolazione (prevista ai primi di ottobre) al Rabbino Elio Toaff (zl) del Parco della Pace del bellissimo comune da lui amministrato.
Anche nel suo intervento è tornato il tema portante della Giornata 2015 legato alla vocazione al diaogo e all'incontro di Guardistallo : non poteva poi non sottolineare,opportunamente,come il legame con la figura di Elio Toaff passi anche attraverso i tragici avvenimenti della seconda guerra mondiale (a Guardistallo ebbe luogo una delle ultime stragi nazifasciste in Toscana e profondo è il legame ,come lo era per il Rabbino Toaff,con Stazzema) e la Liberazione.
Si è poi svolta, alla presenza del pubblico e dei due Sindaci,l'intitolazione dell’Archivio Storico al Rabbino Augusto Hasdà (zl), con visita guidata,
Infine à stata inaugurata la Sala Espositiva “Studio Moisè Baruch Carvaglio” con una lezione sul restauro della Sinagoga di Pisa.
Tappa livornese,nel pomeriggio,del Sindaco Ceccarelli per rendere omaggio alla sepoltura del Rabbino Elio Toaff e per incontrare la Comunità Ebraica livornese alla quale,anche,portare ufficialmente la notizia dell'iniziativa in ricordo del Maestro scomparso.
Nella foto : gli interventi nel Tempio di Pisa (da sinistra : Sindaco Ceccarelli, Presidente Gabbrieelli,Sindaco Filippeschi)
e del Matroneo alla di lui consorte Bettina Segre Hasdà (zl), ricordando il loro grande apporto alla Comunità ebraica pisana sino alla tragica scomparsa nei campi di concentramento nazisti.
venerdì 4 settembre 2015
Giornata Europea della Cultura Ebraica 2015 : ufficializzazione iniziativa Comune di Guardistallo in ricordo di Elio Toaff (zl)
Molte le iniziative anche a Livorno, Pisa,Monte S.Savino,Pitigliano,Siena e Viareggio.
Per il programma completo il sito di riferimento è :
http://www.ucei.it/giornatadellacultura/
E' questa anche la data scelta, in collaborazione con le Comunità Ebraiche di Pisa e Livorno,dal Sindaco di Guardistallo, Sandro Ceccarelli, per comunicare la conclusione dell'iter per l'intitolazione al Rabbino Elio Toaff (z.l.) , scomparso pochi mesi or sono, del Parco della Pace del bellissimo comune della provincia pisana, "affacciato" sul livornese.
Il Sindaco Ceccarelli interverrà nel corso delle iniziativa della Giornata, la mattina a Pisa e nel pomeriggio a Livorno, per fornire i dettagli dell'iniziativa e, probabilmente, annunciare la data ufficiale dell'intitolazione.
Un gesto di grande cortesia nei confronti non solo del personaggio celebrato ma anche di due città, quella natale e quella della formazione universitaria,assai care al Maestro scomparso.
COMUNITANDO
www.livornoebraica.org
Foto: il Sindaco Ceccarelli (dal sito del Comune di Guardistallo)
venerdì 21 agosto 2015
A cinque anni dalla scomparsa di Alberto Ablondi
Ablondi,il suo ricordo sia per benedizione.
Indelebile è il ricordo che questo personaggio ha lasciato nel mondo
ebraico, in particolare livornese : forte e profondo il suo rapporto con
Rav Giuseppe Laras e Rav Isidoro Kahn (zl).
Lo ricordiamo sempre presente a ogni iniziativa e mi piace, in questa
occasione, postare una foto che lo vede partecipare, già assai
sofferente,all'inaugurazione del Benè Berith di Livorno,intitolato al
Rabbino Kahn.
Con lui Piero Cassuto (zl) ,Presidente fondatore del Benè Berith
livornese ,e il Prof. Rabbino Laras.
Un gran bel ricordo.
Gadi Polacco
martedì 7 luglio 2015
A UN ANNO DALLA SCOMPARSA DI MARIO CANESSA , GIUSTO TRA LE NAZIONI
L'ottimo Mauro Zucchelli, su Il Tirreno del 5 c.m., si chiede e ci chiede :"non fosse stato per i partigiani dell'Anpi chissà se la città si sarebbe ricordata di lui....".
Il "lui" citato è Mario Canessa, scomparso da un anno : certamente Mauro se ne sarebbe ricordato e infatti ne traccia un ampio e sincero ricordo (sfugge poco al suo taccuino....) ma confido che molti altri, ad esempio nel mondo ebraico e cattolico, si sarebbero certamente ricordati di questo particolare personaggio del quale, solo in età assai avanzata, emerse nei dettagli la biografia,in seguito alla quale ricevette il riconoscimento di "Giusto tra le Nazioni" oltre ad altri attestati ,come la "Livornina" ricevuta dal Comune di Livorno e quello da parte del Presidente Napolitano per citarne alcuni.
Gli ebrei livornesi ben ricordano Canessa per le sue numerose visite al Tempio e alla Comunità alla quale, inoltre, volle effettuare una generosa donazione : nel 2010 un nuovo Sefer Torah (il "rotolo della Legge") venne dedicato a lui e ai Deportati livornesi.
In quell'occasione Rav Giuseppe Laras, presente alla cerimonia, efficacemente sintetizzò nel suo intervento come i Giusti,coloro che pertanto non accettarono le aberrazioni del nazifascismo, "riconciliano" per quanto possibile il mondo ebraico con quella società che pervicacemente e scientemente perseguitò anche nel nostro paese gli ebrei.
Livornese di adozione (nacque a Volterra nel 1917), negli anni del nazifascismo Canessa ha aiutato molti ebrei e prigionieri di guerra a fuggire in Svizzera: poliziotto di servizio a Tirano, non esitò a mettere a repentaglio la propria sicurezza per salvare persone che spesso neppure conosceva: in seguito la sua carriera lo portò al livello di Dirigente Generale al Ministero degli Interni.
Nella sua biografia ufficiale si legge: "nei mesi di settembre/ottobre del 1943, Canessa riuscì ad ospitare per 24 giorni nella sua casa di Tirano, in piazza Cavour n.4, in attesa di ripararle in Svizzera, le due cittadine ungheresi ebree Flora Lusz e la figlia Noemi Gallia, prive di tessera annonaria, giunte a Tirano accompagnate dall'amico Alfredo Garufi, funzionario dell'ufficio stranieri della Questura di Milano. Il padre di Noemi, noto ebreo ungherese a Milano, era stato consigliere dell'ammiraglio Horthy e proprietario della banca Gallia che aveva sede nella Galleria Vittorio Emanuele a Milano, procuratosi un passaporto svedese, espatriò in Svizzera nei primi anni del conflitto.Si precisa che Mario Canessa dopo l'8 settembre 1943 prestava servizio in qualità di agente di Pubblica Sicurezza nell'ufficio di settore di polizia di frontiera al confine italo-svizzero. Nella notte del 10-11 dicembre 1943, Mario Canessa condusse, unitamente al brigadiere Giovanni Marrani, al di sopra del valico di Sasso del Gallo, Ciro De Benedetti, ragazzo ebreo di 8 anni che viveva a Milano, consegnandolo al Sig.Amarca, comandante della gendarmeria del posto di frontiera di Campocologno (Canton Grigioni - Svizzera). Riportarono indietro un biglietto firmato dal ragazzo sul quale venne apposto il timbro datario della gendarmeria e due giorni dopo riuscirono a consegnarlo ai genitori Mario e Theresia Herz che erano stati arrestati e rinchiusi nel carcere di Tirano in attesa, come poi avvenne, di essere deportati nei campi di sterminio dai quali non fecero più ritorno. La nonna Corinna Siszi ottuagenaria e claudicante di Ciro, per le sue precarie condizioni, fu invece affidata al compagno Pietro Vettrici di Baruffini e collocata in una grande gerla, e trasportata a spalle fino a Campocologno e consegnata all'ufficio rifugiati. Ciro De Benedetti è tuttora vivente ed abita a Milano"
Il ricordo del Giusto Mario Canessa sia per benedizione.
Gadi Polacco
(foto dal sito de Il Tirreno)







