lunedì 13 maggio 2024

"GOLDA. STORIA DELLA DONNA CHE FONDO' ISRAELE" : SALA GREMITA PER LA PRESENTAZIONE LIVORNESE DEL LIBRO

Sala gremita, domenica 12 maggio 2024 presso la Sala Conferenze della Biblioteca labronica del Polo Culturale dei Bottini dell'Olio,  per la presentazione livornese del libro che rievoca la figura di una delle più importanti donne della politica internazionale recente, Golda Meir.
Presente l'autrice del libro, la giornalista parlamentare Elisabetta Fiorito (Radio24 - Sole 24 Ore), ad organizzare l'incontro sulla figura di una delle personalità fondatrici dello Stato d'Israele , del quale divenne anche primo ministro, sono state Comunità Ebraica di Livorno, Associazione "Benè Berith", ADEI (Associazione Donne Ebree Italiane), Associazione Italia-Israele e Amicizia Ebraico Cristiana.
Un ringraziamento da parte degli organizzatori è stato rivolto al Comune di Livorno che ha dato il proprio patrocinio all'iniziativa.
Di lettura assai scorrevole, complice lo stile giornalistico dell'autrice, il volume edito da Giuntina di Firenze ripercorre la vita straordinaria di una testimone dei grandi momenti storici, da quelli drammatici a quelli esaltanti,dei quali è stata testimone e spesso protagonista Golda Meir, dalle sue origine nell'Europa dell'Est, passando per gli Stati Uniti e infine la Palestina del Mandato Britannico che vedrà la nascita, nel 1948, dello Stato d'Israele.
Il privato e il pubblico di questa donna straordinaria si intercalano nella narrazione che si sofferma su molti episodi importanti della sua vita.
Non mancano i dettagli sui rapporti con l'Italia, l'amicizia con Pietro Nenni, i difficili rapporti con Aldo Moro e il Vaticano.
Approfondito è il capitolo sulla storica intervista rilasciata ad Oriana Fallaci che tocca punti ancora oggi di grande attualità come, peraltro, molti altri passaggi del libro dimostrano quanto attuali siano ancora certe problematiche ed appropriate le tante frasi storiche espresse da Golda Meir.

martedì 9 aprile 2024

COMMEMORATI A LIVORNO I SEI MESI DALLA STRAGE, COMPIUTA IN ISRAELE, PER MANO DEI TERRORISTI DI HAMAS

 Comunità Ebraica di Livorno, Adei-WIZO,Amicizia Ebraico Cristiana, Benè Berith "Isidoro Kahn" e Unione Associazioni Italia - Israele, hanno organizzato un incontro nel Tempio di Livorno, a sei mesi dall'eccidio compiuto in Israele da parte di Hamas, con il pensiero rivolto anche ai rapiti ed ai feriti.

Dopo una lettura di Salmi ci sono stati gli interventi per conto delle entità organizzatrici, nel corso dei quali è stata messa anche in evidenza la disinformazione operata a più livelli, le connivenze con i terroristi di Hamas e il riaffacciarsi dell'antisemitismo spesso, come da tradizione, ipocritamente celato dietro all'antisionismo.

In conclusione, sono state accese le luci della Chanucchià (il candelabro,Menorah, a nove luci) presente dinanzi al Tempio di piazza Benamozegh, segno di speranza che la luce torni a squarciare le tenebre nelle quali stiamo vivendo.

giovedì 12 ottobre 2023

"IN SUPREMAE DIGNITATIS"...MA SENZA ESAGERARE.

"In supremae dignitatis"....rimandiamo a tempi più comodi l'inaugurazione "dell'opera di Elena Cologni "416_SR1938", installata al Polo della Memoria per ricordare il numero degli abitanti ebrei presenti a Pisa nel 1938 al momento del varo delle leggi razziali, e il relativo convegno su "Architettura e arte in dialogo con la memoria". Cosa vi sia di sconveniente nel ricordare anche in queste ore le italianissime "leggi razziali" appare un mistero, a meno che non si tema che si evidenzi l'unico legame che vi è tra quei tragici fatti e quanto, sempre tragicamente,,è in corso in Israele , con inevitabili ripercussioni a Gaza , per colpa dei terroristi di Hamas (nuovi nazisti) ufficialmente tali anche per la U.E. della quale facciamo parte : l'odio verso gli ebrei. Così frana il glorioso ateneo pisano, comunque...."in supremae dignitatis"....

martedì 10 ottobre 2023

CON ISRAELE E CON LA CIVILTA', CONTRO GLI ODIERNI NAZISTI DI HAMAS E COMPARI

Un grazie, da amico d'Israele e della libertà, a quanti (amministratori pubblici,politici, cittadini,partiti,associazioni,ecc) sostengono Israele che nel difendere il proprio diritto alla vita difende anche tutti noi che riteniamo irrinunciabili i valori di civiltà che l'integralismo religioso, unito al fanatismo, espresso dai terroristi di Hamas e compari (anche quelli silenti che tengono un basso profilo e spesso tentano di proporsi come "moderati") vogliono distruggere. L'obbiettivo non è limitato ad Israele, nessuno si faccia illusioni. Da livornese, non posso che condividere quanto espresso dalla locale Comunità Ebraica a commento della presa di posizione della Giunta Comunale cittadina. In certi frangenti un colpo al cerchio ed uno alla botte,attenti a non parlare di terrorismo, non nominando l'aggressore Hamas e retoricamente equiparando aggrediti ed aggressori, non può passare. 

COMUNICATO STAMPA DELLA COMUNITA' EBRAICA DI LIVORNO              "La Comunità Ebraica di Livorno, riconoscendosi altresì nel comunicato emesso dall'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, esprime tutto il proprio appoggio allo Stato d'Israele e al suo pieno diritto di difendere la propria popolazione e la propria integrità territoriale.  Alla luce dei valori di civiltà propri del pensiero occidentale e delle società evolute e civili, pienamente condivisibile è l'auspicio alla pace espresso dalla Giunta comunale di Livorno. Ma gli auspici di pace non possono prescindere dalla constatazione dei fatti che vedono i terroristi di Hamas, supportati dall'Iran ed altre entità, agire con premeditata, vile e  criminale intenzionalità offensiva nei confronti d'Israele ,con stragi di civili e rapimenti di uomini, donne e bambini di ogni età. L'oltraggiosa esibizione al pubblico  di ostaggi e cadaveri, bambini compresi, gli stupri , donne definite "schiave del sesso", fuori da ogni concetto di civiltà e ovviamente contro ogni principio legale internazionale,non possono essere taciuti annacquandoli in generiche e retoriche affermazioni  ( "sconsiderati attacchi") nelle quali non si legge il nome dell'assassino (Hamas) e si omette  addirittura di utilizzare il sostantivo "terrorismo" ( per giunta essendo Hamas definita organizzazione terroristica dall'Unione Europea). Davanti a questi metodi che richiamano la ferocia nazista, la "grande bandiera" della pace non basta.

Comunità Ebraica di Livorno"


Gadi Polacco

IL BENE' BERITH CON ISRAELE - COMUNICATO 

giovedì 14 settembre 2023

DAL 15 SETTEMBRE SERA, CON IL CAPODANNO EBRAICO, SI AVVIA UN INTENSO PERIODO DI FESTIVITA' E SOLENNITA' PER IL MONDO EBRAICO


Rosh Ha-Shanah, il capodanno ebraico, cade i primi due giorni del mese di Tishrì ed è il capo d'anno per
 la numerazione degli anni, per il computo dei giubilei e per la validità dei documenti.

Ha un carattere e un'atmosfera assai diversi da quella normalmente vigente nel capo d'anno "civile" in Italia.

 Infatti è considerato giorno di riflessione, di introspezione, di auto esame e di rinnovamento spirituale. 

E' il giorno in cui, secondo la tradizione, il Signore esamina tutti gli uomini e tiene conto delle azioni buone o malvagie che hanno compiuto nel corso dell'anno precedente. 

Nel Talmud infatti è scritto "A Rosh Ha-Shanah tutte le creature sono esaminate davanti al Signore". Non a caso tale 

giorno nella tradizione ebraica è chiamato anche "Yom Ha Din", il giorno del giudizio. 

Il giudizio divino verrà sigillato nel giorno di Kippur, il giorno dell'espiazione. Tra queste due date corrono sette giorni

 che sommati ai due di Rosh Ha-Shanà e a quello di Kippur vengono detti i "dieci giorni penitenziali".

Rosh Ha-Shanah riguarda il singolo individuo, il rapporto che ha con il suo prossimo e con Dio, le sue intenzioni 

di miglioramento.

Nella Torà, (Levitico 23:23,24) il primo giorno del mese di Tishrì è designato come "giorno di astensione dal lavoro, 

ricordo del suono, sacra convocazione", e nuovamente in Numeri (29:1,6) è ripetuto che è "un giorno di suono 

strepitoso": un altro dei nomi di questa festa è "Yom Teru'a", giorno del suono dello Shofar, il grande corno. 

In ottemperanza al comando biblico in questo giorno viene suonato lo Shofar, simbolo del richiamo all'uomo verso

 il Signore. Questo suono serve a suscitare una rinascita spirituale e a portare verso la teshuvà, il pentimento, il 

ritorno verso la giusta via. Lo Shofar, oltre a chiamare a raduno, ricorda l'episodio biblico del "sacrificio" di Isacco, 

sacrificio in realtà mai avvenuto in quanto fu sacrificato un montone al posto del ragazzo. Il corno deve essere di un

 animale ovino o caprino in ricordo di questo episodio. Inoltre lo shofar ricorda il dono della Torà nel Sinai che era 

accompagnato da questo suono e allude anche al Grande Shofar citato in Isaia (27:13) "E in quel giorno suonerà un

 grande shofar", annunciatore dei tempi messianici.

I suoni che vengono emessi da questo strumento sono di diverso tipo: note brevi, lunghe e interrotte; secondo una 

interpretazione esse sono emesse in onore dei patriarchi Abramo, Isacco e Giacobbe.

Rosh Ha-Shanah è chiamato anche Giorno del Ricordo, infatti la tradizione vuole che Dio proprio in questa data 

abbia finito la Sua opera di creazione e sarebbe stato creato Adamo, il primo uomo.

Un uso legato a questa giornata vede l'ebreo recarsi verso un corso d'acqua o verso il mare e lì recitare delle 

preghiere e svuotarsi le tasche, atto che rappresenta simbolicamente il disfarsi delle colpe commesse e un impegno 

simbolico a rigettare ogni cattivo comportamento, come scritto nel libro biblico di Michà : "Getterai i nostri peccati 

nelle profondità del mare". Cerimonia detta "Tashlich", tradizionalmente effettuata,a Livorno,presso il pozzo 

della Yeshivà Marini di via Micali,oggi sede del Museo Ebraico labronico.

Gli ebrei ashkenaziti in questo giorno vestono di bianco, simbolo di purezza e rinnovamento spirituale. Anche i rotoli 

della Torà e l'Arca vengono vestiti di questo colore. Quest'usanza può essere ricondotta al verso di Isaia (1:18) in cui

 è scritto: "quand'anche i vostri peccati fossero come lo scarlatto, diverranno bianchi come la neve".

Quest'uso è anche praticato in Comunità sefardite,quindi di origine spagnola,come Livorno.

A Rosh Ha-Shanah si usa mangiare cibi il cui nome o la cui dolcezza possa essere ben augurante per l'anno a 

venire. Il pane tipico della festa assume una forma rotonda, a simbolo della corona di Dio e anche della ciclicità 

dell'anno. Con l'augurio che l'anno nuovo sia dolce, si usa mangiare uno spicchio di mela intinta nel miele. 

Si usa anche piantare dei semini di grano e di granturco che germoglieranno in questo periodo, in segno di 

prosperità.

L'uso di piantare il grano è diffuso anche a Livorno ed in altre città : meno l'uso della mela nel miele, 

maggiormente proprio degli ebrei ashkenaziti (provenienti dall'Est Europa). Tradizionali sono gli auspici,

accompagnati da cibi che richiamano il contenuto degli stessi, detti "Iehì razòn" ("Sia volontà").

(Il testo è tratto da www.ucei.it , le note in neretto sono "redazionali")


Foto : lo Shofar, suonato dal Rabbino Shunnach, e via Micali,sede del Museo Ebraico di Livorno


"LO SHOFAR" , discorso del Rabbino Alfredo Shabbetai Toaff,zl, del 1957

http://ebraismolivornese.blogspot.com/2023/08/lo-shofar-di-rav-astoaffzl-1957.html

martedì 12 settembre 2023

26 Elul 5783 ( 12.09.23) : A CENTO ANNI DALLA SCOMPARSA TERRENA DI UN GRANDE MAESTRO

La figura del Rabbino Samuele Colombo,zl, pitiglianese cresciuto e formatosi a Livorno, primo Rabbino Maggiore della città labronica (prima vi era un comitato di tre Rabbini), nel ricordo di un suo discendente.
Personaggio dotato di enorme e trasversale cultura, assai amato e stimato, affettuosamente appellato dagli ebrei livornesi "il Sor Colombo". Pitigliano l'ha ricordato domenica scorsa, in occasione della Giornata Europea della Cultura Ebraica. A Livorno si terrà, ai primi di novembre 2023, un convegno internazionale dedicato a lui, al suo Maestro Rav Elia Benamozegh e al Rabbino livornese, poi emigrato negli USA, Sabato Morais (zz.ll).



lunedì 14 agosto 2023

La terrena scomparsa di Samuel Zarrugh, più volte Presidente della Comunità Ebraica di Livorno


Dall'arrivo a Livorno nel 1967, con la famiglia, Samuel Zarrugh ha attraversato 55 anni di vita della Comunità Ebraica labronica, con apporto continuo sul piano religioso , quale Consigliere e poi  varie volte Presidente, divenendone indubbiamente uno dei protagonisti. Noto  inoltre come imprenditore, ha ricoperto anche ruoli nella società cittadina.. Personalità marcata , con la quale poteva talvolta  non essere semplice interagire e confrontarsi, disponeva di forte senso dell'ironia che apprezzava anche nel prossimo. Alav hashalom, su di lui la pace.

domenica 23 aprile 2023

La Brigata Ebraica al 25 Aprile livornese.

Anche quest'anno sarà presente lo striscione della Brigata Ebraica sorta nel 1944 quando Winston Churchill, acconsentendo alla più volte avanzata richiesta degli "ebrei di voler combattere in quanto ebrei " spiegava ai Comuni : " So benissimo che c'é un gran numero di ebrei nelle nostre Forze Armate ed quelle americane, ma mi é sembrato opportuno che una unità (la Brigata Ebraica n.d.r.), formata esclusivamente da soldati di questo popolo, che così indescrivibili tormenti ha subito per colpa dei nazisti, fosse presente come formazione a sè stante fra tutte le Forze che si sono unite per sconfiggere la Germania". La Brigata Ebraica, costituita da 5.000 effettivi provenienti dall'allora Palestina del Mandato Britannico, combattè essenzialmente in Emilia-Romagna partecipando allo sfondamento della "Linea Gotica" nella Valle del Senio ed alla liberazione delle principali città romagnole. La sua bandiera era quella che poi verrà adottata dallo Stato d'Israele, nel divenire indipendente nel 1948.  Sono cinquanta i nomi censiti dei Caduti della Brigata Ebraica per la Liberazione dell'Italia: la maggior parte di essi riposa nel Cimitero di Guerra di Piangipane di Ravenna nel quale,dal dopoguerra, annualmente si svolge una manifestazione commemorativa.
Anche tra le file partigiane, come in quelle degli Alleati (lo ricordava appunto Churchill) indispensabili per la Liberazione d'Italia, la partecipazione degli ebrei italiani fu importante: circa 2.000 persone (circa il 4% della popolazione ebraica di allora,una percentuale enorme se parametrata a quella degli italiani tutti rispetto alla popolazione dell'epoca) combatterono nella Resistenza. Un centinaio di partigiani caddero in combattimento o, fatti prigionieri, furono uccisi sul suolo italiano o nei campi ove furono deportati (come Francesco Cesana, bolognese e più giovane partigiano d'Italia).

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Sia il ricordo di tutti i Caduti per la nostra libertà per benedizione.

sabato 4 febbraio 2023

Commissione ministeriale tematica sull'ebraismo: la coordina la professoressa Alessandra Veronese dell'Università di Pisa. Tra i prestigiosi componenti la docente livornese Prof. Leonetti Cuzzocrea.

Con decreto del 3 febbraio 2023, il Ministro Valditara ha istituito un  "Gruppo di lavoro in tema di Ebraismo", il cui compito è " lo svolgimento di attività consultiva e di supporto al Ministro per 
l'elaborazione di proposte in materia di attivazione di percorsi storico-educativi volti alla conoscenza 
e alla diffusione della cultura ebraica, anche al fine di sensibilizzare la componente studentesca al 
rispetto dei valori della memoria e della integrazione religiosa".

Una dozzina sono i prestigiosi componenti, coordinati dalla Professoressa Alessandra Veronese, dell'Università di Pisa che guida anche lo storico CISE (Centro  Interdipartimentale di studi ebraici) dell'ateneo pisano , studiosa di fama internazionale. Tra essi la Professoressa Monica Leonetti Cuzzocrea, vanto della didattica livornese, da anni impegnata ai massimi livelli nel diffondere i valori del dialogo interreligioso (socia fondatrice dell'Associazione per l'Amicizia Ebraico Cristiana di Livorno) , della corretta conoscenza dell'ebraismo, della salvaguardia e trasmissione della Memoria.
Per queste sue attività,nel dicembre 2022, il Benè Berith "Isidoro Kahn" le ha conferito il premio "Menorah del Benè Berith". Alle professoresse Veronese e Cuzzocrea,unitamente a tutti gli altri componenti la Commissione, complimenti e auguri di buon lavoro. 
COMUNITANDO
(a cura di Gadi Polacco)

giovedì 22 settembre 2022

LA SINAGOGA DI LIVORNO COMPIE 60 ANNI

Il 23 settembre 1962 nella città "no ghetto" per antonomasia, veniva inaugurata la nuova , moderna , Sinagoga : in data ebraica era il 24 del mese di Elul e nello stesso giorno, 92 anni prima, con la Breccia di Porta Pia finalmente vedeva la fine il ghetto romano.

Per una visita on line della Sinagoga e di altri siti ebraici livornesi (propedeutica magari a una visita di persona) :

Il compleanno della Sinagoga precede di appena due giorni l'inizio del nuovo anno ebraico 5782 : al Tempio labronico, alla Comunità e alla città tutta,della quale l'ebraismo è parte fondante, gli auguri di
Livorno Ebraica - Comunitando

מזל טוב ושנה טובה

martedì 9 agosto 2022

"EFFETTO VENEZIA" INQUINATA DALLA POLITICA E DAL PREGIUDIZIO

"Effetto Venezia", la kermesse estiva che si tiene a Livorno appunto nel quartiere "La Venezia", ha conosciuto spesso momenti di inquinamento politico e pregiudizio, lesivi della sua natura  di iniziativa di svago, spettacolo, cultura e valorizzazione del caratteristico ambito che la ospita.
Monotona la scelta degli obbiettivi contro i quali rivolgersi : Israele, sionisti, imperialisti, USA e similari.
Cosa c'entrino certe tematiche con la vocazione di quella che dovrebbe essere una festa popolare non si è mai capito, ma tant'è, le cronache degli anni passati non mancano di polemiche e strumentalizzazioni, appunto rivolte sempre verso i soliti e gettonati obbiettivi.
Sul finire della festa  di quest'anno è spuntato, immortalato anche su Facebook, un manifesto assai artigianale (non nell'accezione elevata del termine) che utilizza foto di bambini (sic!) ed afferma che "erano tutti jihadisti per questo li hanno bombardati".
Il riferimento, evidentemente squalidamente ironico,  è ad Israele, figuriamoci, ed all'azione contro l'Jihad islamica (non proprio una onlus a scopo caritatevole...) condotta giorni or sono.
Ovviamente degli oltre mille razzi e colpi di mortaio sparati contro Israele non si parla e nemmeno  si medita sul fatto che, come ormai riportato ampiamente da organi di stampa nel mondo (per gli estensori penso tutti controllati dal complotto demo-pluto-giudaico-sionistico-massonico) con tanto di video,quelle vittime siano state causate da "fuoco amico", ovvero razzi jihadisti esplosi all'interno di Gaza.
Non manca, da parte dell'Ass.Italia-Palestina presso lo stand della quale il manifesto è stato esposto, il solito refrain , in verità confuso,che recita : "il mondo politico colluso con il mondo ebraico silenzio sui massacri televisione di stato menzogne su menzogne VERGOGNATEVI".
Il "mondo ebraico"........come non ipotizzare che, sotto sotto, vi sia pure del pregiudizio?

Gadi Polacco
Comunitando

P.S Un altro post di un esponente dell'Associazione afferma: 
"DOVE SIETE ISTITUZIONI DEMOCRATICHE SI FA PER DIRE PERCHE SIETE AL SOLDO
DELL' EBREO ?"
"Al soldo dell'ebreo...." linguaggio degno della famigerata "rivista" fascista e razzista "La difesa della razza"....

domenica 24 luglio 2022

NO, VOTARE NELLA VIGILIA DI ROSH HASHANA' (CAPODANNO EBRAICO) NON E' ININFLUENTE

Come si è accennato alla data del 25 settembre 2022 per le elezioni politiche, ponendosi da parte dello Stato un dubbio essendo la vigilia del Capodanno Ebraico, l'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, con altre voci del mondo ebraico,si è affrettata a dichiarare che non vi sarebbero ostacoli, potendo gli ebrei esprimere il proprio voto prima dell'orario d'inizio, diciamo al tramonto, della festività.
Non ho letto approfondimenti in merito, solo la sintetica ed assolutoria smentita che ciò possa costituire un ostacolo all'espressione del diritto di voto dei cittadini ebrei.
Francamente e modestamente credo che l'affermazione avrebbe richiesto di essere ponderata ed argomentata, perchè così non è.
Ma forse,più che il cittadino ebreo osservante,a scrivere è il liberale per il quale il diritto anche di un singolo non può essere sacrificato alla ragion di Stato..
Le vigilie delle solennità sono davvero così neutrali?
No, basta leggere un qualsiasi testo normativo ebraico per cogliere quanto anche la vigilia di una festività comporti impegni,anche in senso religioso e spirituale, ed appuntamenti propedeutici alla solennità stessa ed a questa correlati.
Peraltro, per un buon cristiano, la vigilia del Natale non è un giorno qualsiasi privo di atti propedeutici e preparatori all'importante data e, pertanto, viene da pensare se fissare un appuntamento elettorale per il 24 dicembre non comporterebbe giuste e forti opposizioni.
Intanto, iniziando la festività (durante la quale l'ebreo osservante non può svolgere alcune attività,compresa quella del voto) prima della chiusura delle urne, per il cittadino ebreo vi sarà una limitazione del tempo a disposizione per espletare questo diritto.
Certo, potrà magari ritagliarsi l'opportunità per recarsi comunque alle urne ma dovrà farlo con minor tempo a disposizione e tra gli impegni che il prepararsi alla solennità comporta.
Vi è poi una norma comportamentale in base alla quale non ci si mette in viaggio , almeno da una certa ora, prima dell'inizio del sabato (tramonto del venerdi sera) o di una festività, onde non rischiare che un contrattempo impedisca di giungere a destinazione prima dell'inizio della solennità (durante la quale è proibito viaggiare).
Poichè ogni festività, di qualsiasi religione, comporta per molti il riunirsi con le famiglie che magari vivono lontane da dove si risiede, un voto alla vigilia del Capodanno non è un ostacolo per chi si trovi in questa situazione?!
Chi, per tempo necessario o per sicurezza, si troverà a dover partire prima dell'inizio del sabato non si vedrà privato del diritto di andare a votare?!
Un'altra data, specialmente una volta appurato che i vitalizi dei parlamentari uscenti sono salvi..., sarebbe stata scandalosa?!
Non mi pare, sinceramente, e per questo mi stupisco della fretta con la quale , quasi all'insegna del non "disturbare il manovratore", si è voluti intervenire per affermare sic et simpliciter, che non vi è alcun problema.
Il rapporto tra appuntamenti elettorali e festività ebraiche ha avuto i suoi problemi già in passato : sulla base dell'esperienza pregressa e delle soluzioni ponte trovate, sarebbe ora che la questione venisse chiarita una volta per tutte,identificando un meccanismo che non renda periodicamente gli ebrei un "problema", garantendo i diritti di tutti come,almeno sulla carta, la nostra Costituzione vorrebbe.
Sulla carta, perchè il 9 giugno 2019 non venne trovata alcuna soluzione al fatto che i ballottaggi delle elezioni amministrative si svolgessero nel mezzo dei due giorni della Pentecoste (Shavuoth)e, ad esempio a Livorno come a Ferrara ed altrove: una chiara lesione del diritto di voto di alcuni cittadini si è concretizzata.
Interessai allora l'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane che intervenne presso le Autorità ,arenandosi poi dinanzi all'incapacità e mancata volontà dello Stato di porre rimedio.
Non voglio pensare che dinanzi al fatto che i ballottaggi non riguardassero Roma e Milano, le maggiori comunità ebraiche italiane, in fondo in fondo si sia pensato che era mal di poco.
Ma da allora, domanda retorica,si è trovata una soluzione che metta al riparo dal ritrovarsi in simili situazioni?
Gadi Polacco



giovedì 16 giugno 2022

UN'ISCRIZIONE CARTAGINESE A LIVORNO

"Il Vessillo Israelitico", gloriosa testata ebraica (1874-1922), nel numero di novembre 1882 narra di un'iscrizione cartaginese custodita a Livorno.

venerdì 10 giugno 2022

STUPRI E SCHIAVITU' A LIVORNO : UNA RICERCA METTE SOTTO ACCUSA BORROMEI, PRIMO GONFALONIERE DI LIVORNO,AL QUALE E' DEDICATA ANCHE UNA VIA

E' approdata oggi sul "Venerdì" di Repubblica , dopo essere stata ripresa anche da varie testate internazionali (addirittura in Australia), la truce vicenda che vede sotto accusa, in base a documenti rinvenuti da una studiosa israeliana, il primo gonfaloniere di Livorno, al quale è dedicata anche una via cittadina, Bernadetto Borromei.

Dallo studio emerge una vicenda nella quale stupri, schiavitù,estorsione , razzismo e violenza si fondono.

Sarà interessante vedere se la questione verrà affrontata ed elaborata dalla città (al momento la scomoda vicenda non pare aver destato interesse) e non appare casuale, non potendo comunque escludere a priori la coincidenza,che Repubblica riprenda proprio oggi, 429° anniversario delle "Livornine" del 1593, l'argomento.

Il sostanziale non intervento, continuando anzi a sostenerlo, di Cosimo II de' Medici nei confronti di Borromei, ci ricorda anche come la grande "liberalità " delle Livornine, spesso decantata ed indubbia nel contesto del periodo storico, fosse comunque assai interessata e in qualche modo limitata, non dimenticando l'eccezione di Livorno "no ghetto" quando, però, i ghetti esistenti in Toscana rimasero in funzione.

Gadi Polacco

COMUNITANDO

www.livornoebraica.org


Una ricostruzione estesa della vicenda:

https://www.meteoweb.eu/2022/05/stupra-donne-ebraiche-livorno/1791424/

mercoledì 27 aprile 2022

Bernadetto Borromei,il gonfaloniere dell'elevazione a città di Livorno (1606) ,sotto accusa alla luce di documenti emersi.

Tamar Herzig, docente dell'Università di Tel Aviv, in un saggio apparso
su "American Historical Review" mette sotto accusa,per traffico di
schiave ebree dal Marocco a scopo estorsivo nei confronti della Comunità

Ebraica, Bernadetto Borromei.

Ne parla il gornale israeliano Haaretz:


https://www.haaretz.com/archaeology/grisly-discovery-reveals-plight-of-jewish-slaves-in-renaissance-europe-1.10742651


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giovedì 14 aprile 2022

AUGURI PER TUTTE LE PASQUE....

Pasqua ebraica (Pesach) e Pasque cristiane (al plurale stante le diverse date tra quella cattolica e quella ortodossa).

Conto alla rovescia ormai iniziato per tutti e quindi buone Pasque ai festeggianti e agli altri,come sempre,ottime cose!

COMUNITANDO blog

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(a cura di Gadi Polacco)


Pesach, la pasqua, è la prima delle tre grandi ricorrenze liete della tradizione ebraica. La festa commemora la liberazione dalla schiavitù d'Egitto, evento che diede origine alla vita indipendente del popolo d'Israele e che fu il primo passo verso la promulgazione della Legge divina.

Inizia il 15 del mese ebraico di Nissàn, nella stagione nella quale, in terra d'Israele, maturano i primi cereali; segna quindi l'inizio del raccolto dei principali prodotti agricoli. è anche nota col nome Hag hamatzot, festa delle azzime. In terra d'Israele Pesach dura sette giorni dei quali il primo e l'ultimo di festa solenne, gli altri di mezza festa. Fuori d'Israele – nella Diaspora – la durata di Pesach è di otto giorni, dei quali i primi e gli ultimi due sono di festa solenne. In ricordo del fatto che quando furono liberati dalla schiavitù gli Ebrei lasciarono l'Egitto tanto in fretta da non avere il tempo di far lievitare il pane, per tutta la durata della ricorrenza è assolutamente vietato cibarsi di qualsiasi alimento lievitato o anche solo di possederlo. Si deve invece far uso di matzà, il pane azzimo, un pane non lievitato e scondito, che è anche un simbolo della durezza della schiavitù.

I giorni precedenti la festa di Pesach sono dedicati a una scrupolosa e radicale pulizia di ogni più riposto angolo della casa per eliminare anche i piccoli residui di sostanze lievitate. Usanza mutuata anche dalla lingua italiana nella quale ricorre spesso l'espressione "pulizie di Pasqua" – sinonimo anche delle "pulizie di primavera".
La prima sera viene celebrato il Seder, in ebraico "ordine", suggestiva cena nel corso della quale vengono rievocate e discusse secondo un ordine prestabilito le fasi dell'Esodo, rileggendo l'antico testo della Haggadah. Si consumano vino, azzime ed erba amara in ricordo dei dolori e delle gioie degli Ebrei liberati dalla schiavitù. Si inizia con l'invito ai bisognosi ad entrare e a partecipare alla cena e si prosegue con le tradizionali domande rivolte al padre di famiglia dal più piccolo dei commensali; la prima di queste è volta a sapere "in che cosa si distingue questa notte dalle altre?". Tali quesiti consentono a tutti i presenti di spiegare, commentare, analizzare i significati dell'esodo e della miracolosa liberazione dall'Egitto, le implicazioni di ogni schiavitù e di ogni redenzione.

I simboli della festa, la scrupolosa pulizia che la precede, il pane azzimo vale a dire il "misero pane che i nostri padri mangiarono" – il Seder, la lettura della Haggadah, fanno sì che ben pochi bambini arrivino all'adolescenza senza conoscere la storia dell'uscita dell'Egitto e senza avvertire che questa è una parte essenziale della loro storia.
La matzà, il duro alimento che sostituisce il morbido e saporito pane di tutti i giorni, sta anche ad indicare il contrasto tra l'opulenza dell'antico Egitto, l'oppressore, e le miserie di chi, schiavo, si accinge a ritrovare appieno la propria identità.

Può anche ricordare che la libertà è un duro pane, così come l'eliminazione dei lieviti può rappresentare la necessità di liberarsi dalla corruzione della vita servile e anche dalle passioni che covano nell'intimo dell'animo umano.

(da www.ucei.it )

giovedì 24 febbraio 2022

L'UNIONE DELLE COMUNITA' EBRAICHE ITALIANE SULL'AGGRESSIONE ALL'UCRAINA. L'ASSOCIAZIONE BENE' BERITH HA ATTIVATO UNA RACCOLTA FONDI A SCOPO UMANITARIO.

La nota UCEI - Attacco all'Ucraina, attacco all'Europa
"L'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane condanna con forza l'aggressione russa ai danni dell'Ucraina e della sua popolazione civile che si sperava in ogni modo di evitare. Siamo in presenza di una prepotente violazione del diritto internazionale che rischia di far precipitare non solo la regione orientale, ma tutta Europa, in un dramma senza via d'uscita, demolendo decenni di sforzi di costruzione di pace che per nulla era scontata e inevitabilmente, con grande preoccupazione, rievocando quanto accadeva nel settembre '39.
In queste ore di terribile angoscia siamo vicini al popolo ucraino, alle comunità ebraiche in Ucraina e a tutti coloro che soffrono per gli effetti di quello che è, a tutti gli effetti, un attacco contro l'Europa stessa, i suoi valori e fondamenti, pronti ad offrire supporto e solidarietà".

Già nei giorni scorsi,intanto, il BENE' BERITH ITALIANO , sezione della più antica e diffusa associazione ebraica a livello internazionale e presieduto dalla livornese Ariela Cassuto, ha iniziato a monitorare la situazione tramite i propri contatti in Ucraina, ricevendo drammatici resoconti.
Coerentemente allo spirito umanitario che contraddistingue questa associazione, è stata attivata una raccolta fondi, facente capo al Benè Berith Milano, iban IT14Z0310401606000000820574, causale "Aiuto Ucraina".

COMUNITANDO
( blog ebraico a cura di Gadi Polacco)

giovedì 27 gennaio 2022

L'ANONIMO OMAGGIO FLOREALE AL TEMPIO EBRAICO DI LIVORNO, NEL GIORNO DELLA MEMORIA 2022

Ogni anno, quando alla porta del Tempio o come quest'anno alla Chanucchia' dinanzi alla Comunità Ebraica di Livorno, una mano anonima, nel Giorno della Memoria, lascia un omaggio floreale.
In tempi di telecamere ovunque disseminate, sarebbe probabilmente possibile risalire all'identità della persona per renderle la giusta attenzione, ma credo che sia giusto rispettare il gesto di chi, evidentemente, è così discreto da non cercare neanche una minima visibilità.
Grazie, sperando che magari abbia modo di leggere queste semplici righe : certi gesti sono , nella loro semplicità, grandi ed immediati.


COMUNITANDO blog
(a cura di Gadi Polacco)




(Foto di M. Brogna)

martedì 25 gennaio 2022

Aggressione antisemita in provincia di Livorno : ignoranza e pregiudizio richiedono un contrasto continuo.

Forte ed immediata la reazione dell'Amministrazione Comunale di Campiglia Marittima (LI) che, senza remore e timidezza, ha dato notizia e condanna dell'aggressione, fisica e verbale, da parte di due quindicenni ai danni di un dodicenne "reo" di essere ebreo.
Che ciò sia avvenuto con alle porte il Giorno della Memoria, può colpire maggiormente ma non muta la sostanza. 
Sostanza che ha visto due adolescenti, secondo quanto si legge, argomentare verbalmente, facendo seguire i fatti, il proprio pregiudizio antisemita dimostrando di ben sapere cosa stavano dicendo e facendo.
Solidarietà all'aggredito e alla famiglia, quindi, ma grande tristezza per il degrado educativo e culturale delle due ragazze, quadro aggravato dalla vile ignavia di quanti risulta abbiano assistito senza intervenire.
Ignoranza e pregiudizio richiedono un contrasto continuo.

Gadi Polacco
Comunitando, blog

lunedì 24 gennaio 2022

"TOSCANA CIVICA" E I "GIUDEI" CHE "VOLEVANO METTERE A MORTE " GESU'....

"Toscana Civica", si legge nella sua pagina Facebook,si presenta quale "aggregazione delle liste civiche toscane" e, alle ultime elezioni regionali, ha fatto parte della coalizione di centrodestra che aveva,quale candidata alla presidenza della regione, Susanna Ceccardi.

Diversi post della lista sono in "difesa" del Papa Emerito Ratzinger : se abbia bisogno di essere difeso e da cosa, sempre ammesso che lo gradisca,non saprei proprio dirlo e non è,peraltro, materia che mi riguardi.

Ma il post del 21 gennaio 2022, riportato di seguito, si lascia andare a un linguaggio che riporta a tempi bui e concezioni integraliste ed ultraconservatrici  quando, nel sottolineare la solitudine nella quale sarebbe stato lasciato Benedetto XVI, lo si paragona a Gesù lasciato solo "nel Getsemani prima di essere consegnato ai giudei che lo volevano mettere a morte....".

Non rimane che attendere una bella proposta "civica" per il ripristino,almeno in Toscana, degli autodafè tanto cari all'Inquisizione....

Gadi Polacco

Comunitando

www.livornoebraica.org




IL POST:

Lo hanno lasciato solo.
Solo a soffrire ed a combattere contro nemici che prima si professavano amici e che ora lo accusano di cose false ed infamanti.
Lo hanno lasciato solo.
Solo come lo lasciarono anni fa quando, da Pontefice regnante fu colui che per primo dette una sferzata contro i casi di pedofilia nella chiesa.
Suo è il protocollo, sua la commissione, suoi gli uomini che la compongono.
Lo hanno lasciato solo.
Solo come Gesù nel Getsemani prima di essere consegnato ai giudei che lo volevano mettere a morte, a portare la croce di chi ha fatto tanto per la Chiesa e per le anime anteponendo sempre e solo Gesù, non il mondo perché non non apparteniamo a questo mondo.
Lo hanno lasciato solo.
Lo ha abbandonato pure il suo amico Francesco che tace.
Lo hanno lasciato solo.
Lui, il gigante della Fede, il Teologo e Filosofo maggiore del '900, il Papa guardiano della Fede e della dottrina.
Lui, Benedetto XVI, ha già il posto pronto in Paradiso ma noi lo vogliamo ancora qui, ad insegnarci come portare la croce.
A farci capire che solo Dio salva.
Non il mondo.